da Giuseppe Cammarata – responsabile Libano CISS

scaviOggi una parte del campo profughi di Beddawi festeggia ed é felice: é stata inaugurata una piccola rete idrica che finalmente consente a piú di mille persone di avere acqua potabile di buona qualità ed in abbondanza.

Tale piccola rete, costruita dal CISS in partenariato con Bait Atfal Assomoud (ONG palestinese presente in tutti e 12 i campi profughi del Libano, partner del CISS ormai in diversi progetti) ed UNRWA e finanziato dall’Ufficio di Cooperazione Italiana di Beirut nell’ambito del progetto dal titolo “Programma integrato per il risanamento ambientale e lo sviluppo sostenibile del campo profughi palestinesi di Beddawi”, ha sua importanza per almeno un paio di motivi. Anzitutto per il fatto in sé, dal momento che finalmente tale intervento ha sostituito una vecchia rete idrica che forniva acqua senza i requisti minimi di potabilità, che però veniva comunque utilizzata dai residenti anche per usi alimentari.

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di Giovanna Messina – Servizio Volontariato Europeo (CONGO)

Presentazione attività Centro Don GuanellaLo scambio di buone pratiche a livello internazionale sta diventando per il CISS una norma.

La tematica che unisce paesi diversi è quella dell’infanzia e della sua protezione, le costanti sono gli strumenti e le metodologie, che nonostante i necessari adattamenti ai diversi contesti, possono essere trasformati in buone pratiche e replicati a livello internazionale. Dopo l’esperienza di scambio tra Marocco e Repubblica Democratica del Congo in Marocco e quella in Italia, a Napoli e a Palermo a cui hanno partecipato anche altri partner che si occupano di infanzia, provenienti da Brasile, Algeria e Egitto è stato il momento di ricambiare l’ospitalità marocchina e di effettuare lo scambio a Kinshasa dal 5 al 10 giugno 2009.

La delegazione marocchina era composta da un rappresentante del CISS Marocco e da due rappresentanti di Tanmia, ONG partner del CISS, che offre sostegno alle ONG locali nell’ambito della sensibilizzazione attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie e di una piattaforma telematica che ha come obiettivo la messa in rete del materiale prodotto sulla tematica della protezione dell’infanzia. A Kinshasa sono stati coinvolti il responsabile di REEJER (Réseau des Educateurs des Enfants et Jeunes de la Rue), la rete di ONG che si occupano di protezione dell’infanzia e partner del CISS a Kinshasa, il suo responsabile della formazione e quello della sensibilizzazione e per il CISS RDC il responsabile del progetto protezione infanzia finanziato MAE e io, che mi trovo qui grazie al programma dell’Unione Europea SVE e svolgo il mio volontariato all’interno di REEJER.

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SABATO 4 LUGLIO 2009

GIARDINO INGLESE

PALERMO

Fiera della Cooperazione

L’evento si propone di rilanciare la visibilità della cooperazione non governativa italiana, attraverso la sensibilizzazione sulla solidarietà internazionale e la promozione del confronto tra le esperienze delle ONG.

Una giornata di dibattiti ed eventi artistici, con la partecipazione di associazioni e ONG attive a Palermo nel campo della cooperazione allo sviluppo e dell’intercultura e con l’obiettivo di sviluppare partnership più forti tra ONG e creare momenti di riflessione sul mondo della cooperazione internazionale.

Una occasione per informare su quanto è realizzato nei Paesi in via di sviluppo, per provocare e stimolare un reale cambiamento di stili di vita nei cittadini del Nord del mondo in grado di modificare positivamente gli squilibri esistenti tra Nord e Sud.

PROGRAMMA DELLA GIORNATA

h.17.30 SPAZIO BAMBINI spettacolo a cura di

ASSOCIAZIONE CULTURALE PETTIFANTE – IL
GATTO IL CORVO E L’ELISIR DELL’INGANNO

h. 17. 30 SPAZIO DIBATTITI

“LA COOPERAZIONE, STRUMENTO ED ESPERIENZA. Volontari di ieri e volontari di oggi a confronto”

dalle h. 20.00 performance libere e degustazioni dai sud del Mondo

dalle h. 21.30 concerto: IDRI’A – SANDRO MINA’ BB – OTHELLO – APPLE SCRUFFS

PARTECIPANO: AL JANUB – AMREF – ASANTESANA – CENTRO ASTALLI – CESIE – IUP ORGANIZATION – LIBERA – NAVARRA EDITORE – NO COLORS – POLE POLE – SIMPOSIO – TULIME

INIZIATIVA REALIZZATA NELL’AMBITO DEL PROGETTO DEL COCIS “l’ARCHIVIO DELLA COOPERAZIONE” CON IL SUPPORTO FINANZIARIO DEL MINISTERO AFFARI ESTERI

di Federica Infantino – Servizio Volontariato Europeo 

IMG_0990Venerdì 8 maggio 2009, sono andata come d’abitudine al Sas Rue a Casablanca per fare il laboratorio di teatro. Arrivo piena di entusiasmo e piena di voglia di incominciare a lavorare sulla creazione della messa in scena che ci siamo proposti di realizzare per gli inizi di giugno, sempre se riusciamo a mantenere lo stesso gruppo di ragazzi. Tutto il mio entusiasmo viene smorzato nel momento in cui saluto Jaafar che mi dice che i ragazzi non ci sono e che ha dimenticato di chiamarmi per avvisarmi. 

IMG_0991All’inizio pensavo scherzasse e invece incomincia a spiegarmi il motivo di questa assenza; giovedì sera la polizia ha fatto una retata alla Gare Routière (stazione dei pullman) dove la stragrande maggioranza dei ragazzi squatta. Fortunatamente nessuno è stato preso e portato nei centri di detenzione, ma hanno passato una notte abbastanza agitata quindi sono rimasti tutta la giornata alla Gare (stazione) e non sono stati portati al Sas Rue per fare le attività. Quando ho chiesto a Jaafar se, in questi casi, gli educatori di Bayti parlano con la polizia, lui mi ha risposto: “Noi facciamo il nostro lavoro e loro il loro”. 

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di Pasqua De Candia, CISS Puglia, e Mario Abbattista, socio CISS.

LocorotondoNell’ambito dei progetti finanziati dalla L.reg. 20/2003 della Regione Puglia, “Supporting Municipality of Hebron: capacity building and actions for women’s empowerment”, che intende contribuire al miglioramento della condizione economica e alla riduzione del livello di discriminazione nei confronti della popolazione femminile della Municipalità di Hebron, dal 15 al 22 maggio 2009 il CISS ha avuto il piacere di ospitare a Bari una delegazione composta da:

Mr. Kamal Dweik, vice Sindaco della Municipalità di Hebron con delega ai rapporti multilaterali, Mr. Raed Sharabati, membro del Consiglio della Municipalità di Hebron, con delega ai rapporti multilaterali e Direttore Amministrativo, Mr. Abd Al-Aziz Nofal, Coordinatore dell’Ufficio stampa, Mr. Nidal Tamimi, Segretario della Municipalità e Direttore dell’Ufficio Relazioni con il pubblico, Miss Rehab Sharabati, operatrice dell’Ufficio Relazioni con il pubblico, accompagnati dalla project manager del CISS, Rania Arnaout.

Sono stati inseriti, nella fitta agenda della delegazione, una serie di incontri istituzionali, conferenze stampa, workshop tematici, incontri pubblici e presso l’Università degli Studi di Bari, incontri con soggetti operanti nel terzo settore e altri con associazioni locali. Inoltre si è colta l’occasione, nei momenti liberi, per brevi escursioni “turistiche” in provincia di Bari e in Valle d’Itria.

A conclusione di tutto, possiamo dare di quest’esperienza un bilancio assolutamente positivo: positivo per le istituzioni locali pugliesi che, nonostante il momento critico e fitto di impegni per l’imminente momento elettorale, hanno dimostrato, accanto alla proverbiale accoglienza, un’insospettata capacità comunicativa e un potenziale interesse ad arricchire di altre piccole azioni il progetto e i partner palestinesi.

È stata un’esperienza positiva per i nostri amici palestinesi, per coloro che sono tornati per la seconda volta e per quelli che erano al loro primo viaggio in Puglia: tutti sono riusciti ad assimilare numerose e nuove informazioni e conoscenze, nonché spunti per le proprie attività e competenze.

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da Giuseppe Cammarata

Madame Zahra è una deliziosa anziana signora di Beirut che parla un ottimo francese.

É nata in Senegal al tempo delle colonie: alcuni suoi fratelli vivono ancora là, ormai cittadini francesi. Suo figlio, invece, cittadino americano, vive e lavora a New York, mentre sua figlia, anch’essa cittadina francese, vive e lavora a Parigi. E madame Zahra la va a trovare due volte l’anno e ne approfitta per fare shopping.

Da quando è tornata a Beirut, una ventina di anni fa, vive in un appartamento agli ultimi due piani di un elegante palazzo della “Beirut bene”. L’ultima volta che l’ho vista mi ha detto che a breve avrebbe traslocato perche casa sua “è diventata molto grande, per me e mio marito, e ci vuole molto tempo e molta fatica per farla pulire”.

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da Giuseppe Cammarata

Bandiere. Tante. Enormi e colorate, o piccole e quasi monocrome. Di carta (manifesti) o svolazzanti.

Non ho mai visto tante bandiere come in questi primi giorni della mia permanenza a Beirut. Non che nelle tante capitali arabe che ho avuto modo di visitare non abbia mai visto bandiere…… (ma poi, Beirut é davvero una capitale araba? O é un non luogo come il Truman Show o Las Vegas?) ma, generalmente, si trattava della bandiera nazionale, o di enormi manifesti con il bel faccione del re o del presidente (naturalmente a vita….) di turno.

Qui no. Nella mia passeggiata serale ad Hamra, ne conto una ventina in pochi passi. Si tratta di bandiere che inneggiano ad un partito politico o ad un’idea facilmente identificabile con un partito politico. Così come noi abbiamo i manifesti di Berlusconi col cielo azzuro dietro di sé, o di Casini con la figlia sulle spalle, o di La Russa in tuta mimetica, qui la campagna elettorale si fa tramite le bandiere.

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Da Giuseppe Cammarata

Campo profughi di Shatila.
Per quelli della mia generazione, non e’ solo un luogo.

Rappresenta un simbolo, il momento in cui qualcosa di importante e’ cominciato o finito per sempre, il giorno in cui tutto e’ diventato diverso rispetto al giorno prima, qualcosa che tutti devono conoscere che e’ accaduto.

Shatila e’ come Auschwitz, come Saigon per “quelli che hanno fatto il ‘68″, come il sacrario di El-Alamein in Egitto, come Marzabotto o le Fosse Ardeatine.

Un luogo in cui non si puo’ non pensare a tutti coloro che vi sono morti, ma che forse sono morti invano.

Il “Giardino dei Martiri” e’ uno spazio che vorrebbe essere verde, chiuso da un cancello che pero’ puo’ essere aperto su richiesta (basta chiedere al fruttivendolo che ha il suo banchetto proprio li’ davanti) e che commemora la strage del 1982, allorche’ la Falange, sostenuta o non ostacolata (e’ la stessa cosa, ai fini pratici) dall’esercito israeliano guidato da Ariel Sharon che allora controllava quella parte di Beirut, per tre giorni e due notti massacro’ migliaia di palestinesi inermi e disarmati (il numero esatto di donne, anziani e bambini non e’ mai stato possibile appurarlo: certamente oltre duemila, probabilmente circa tremila) andandoli a cercare casa per casa.

E’ una fossa comune.

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Da Francesca Giolivo, Responsabile Ciss Migranti
 

“I migranti sono vittime di una cospirazione tra le due rive del Mediterraneo. L’Europa vede soltanto un problema di sicurezza, nessuno vuole parlare dei loro diritti”. (Jumaa Atigha avvocato di Tripoli)

La Ong CISS/Cooperazione Internazionale Sud Sud condanna con fermezza l’esplosione di razzismo istituzionale che ormai infuria nel nostro paese ed è solidale con tutti i migranti e richiedenti asilo che hanno subito e subiscono i continui attacchi e le insostenibili prevaricazioni da parte del nostro governo e di una Europa ormai silente.

La deportazione in Libia da parte della marina miliare italiana dei barconi di profughi fermati nemmeno in acque internazionali, ma in acque territoriali, è un fatto senza precedenti. Una vera e propria compravendita di esseri umani con Tripoli senza neanche la valutazione del loro reale status.

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da Giuseppe Cammarata 

Ahmad è un giovane bancario di Beirut. Per meglio dire, è il funzionario a cui il CISS si rivolge per le questioni relative ai propri conti correnti attivi in Libano. Parla perfettamente inglese e francese e, a parte lo stile nel vestire abbastanza difficile da condividere, è una persona cortese, disponibile e gradevole.

Da molto tempo Ahmad ha una certa dimestichezza con il personale CISS, me compreso. Questo lo porta ad avere una maggiore confidenza a chiacchierare di temi anche delicati, quale ad esempio la politica, che non condivide con molti.

Prendendo spunto dalla sua cravatta di un colore arancione così acceso (il colore del partito di Aoun) da riflettere la luce come uno specchio, oggi mi sono permesso di chiedergli per quale partito o coalizione avrebbe votato alle prossime elezioni del 7 giugno 2009. Mi risponde dicendo che negli ultimi tempi si trova in difficoltà, dal momento che, essendo lui un collezionista di cravatte ed avendone di tutti i colori (purtroppo!) ogni mattina, per non fare torto a nessuno, ne prende una di un colore diverso da quella del giorni prima e la indossa sperando che nessuno lo scambi per un sostenitore di questo o quel partito.

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