di Elmar Loreti – cooperante CISS in Mauritania
Per non fare confusione fra i soldi del progetto e i miei soldi, ho dovuto cercare un nuovo portafoglio. Il portafoglio l’ho trovato ma la confusione resta.
Però non è di questo che voglio parlare; voglio parlare del portafoglio.
Il portafoglio che ho trovato, ovviamente.
Tutti, credo, nella nostra gioventù ne abbiamo avuto almeno uno: si trovavano spesso in regalo nei giornaletti tipo Topolino o Cioè, oppure nel detersivo; io ce l’avevo del Milan (sbandamenti giovanili per il grande Milan di Sacchi, quando Berlusconi aveva ancora i capelli veri), trovato in, appunto, “Milan squadra mia”.
Di quelli di fibra sintetica, la stampa che si scrosta; con una cerniera – invero prona al malfunzionamento – a salvaguardare le mille lire custodite lì dentro. Quei portafogli che si chiudevano con lo strap.
Ecco, dopo la contrattazione di rito all’ombra incerta degli alberi di viale Kennedy, mi sono portato a casa, per la modica cifra di 80 centesimi, un portafoglio di questo genere.
Non è comodo, devo ammetterlo: la cerniera si è rotta quasi subito, lasciando le monete libere di cadere ogni volta che tiro fuori il portafoglio; la chiusura ormai penzola tristemente, con gli ultimi fili della cucitura che resistono strenuamente nel loro sforzo inutile.
Al momento di comprarlo sapevo che questo portafoglio non era comodo, però l’ho comprato lo stesso: non avrei potuto fare altrimenti, la stampa sul dorso mi ha attirato irresistibilmente. Sul dorso, bordato da una striscia nera che si sta, manco a dirlo, scucendo, c’è una stampa divisa in due parti: sul lato sinistro c’è una bandiera americana, sul lato destro c’è la foto di Osama Bin Laden, con tanto di nome.
America da un lato, Al Qaeda dall’altro.
Read the rest of this entry »
Interazioni