da Eleonora Pillitteri

06\117 - 19\127, Cairo

Il Cairo: impressioni e riflessioni

Chi è stato almeno una volta al Cairo, sa che il primo impatto con la città non è poi così forte come ci si potrebbe aspettare, pensando ad un paese in via di sviluppo. A colpire per prima cosa è il vorticoso intersecarsi delle auto per le strade e l’inquinamento impressionante, che è oramai parte integrante dell’ambiente urbano, è percepito come prezzo da pagare ma contemporaneamente sintomo della modernità.
Il Cairo è una città gigantesca che conta circa 20 milioni di abitanti senza considerare il flusso di turisti che in ogni periodo dell’anno la investe. Ed è anche per questo motivo che il contatto con lo straniero risulta più semplice rispetto alle realtà di altri paesi vicini. E’ vero infatti che il turismo in Egitto è una realtà, che tra le altre cose apporta denaro. Ma la situazione è più complessa di quanto possa sembrare apparentemente: non è purtroppo solo una questione culturale o economica ma in certi casi anche politica. Esistono infatti pene molto severe nel caso di delitti contro gli stranieri e ciò non è un caso se si considerano le forti pressioni politiche sul governo filo-occidentale di Mubarak in questa direzione.
I tanti soldati spesso schierati in zone turistiche di fronte ambasciate o grandi hotel vogliono essere innanzitutto un segnale politico, prima ancora di essere strumento reale di controllo del territorio.
Basta infatti allontanarsi un pò dalle zone centrali o comunque prive di particolari attrattive turistiche che il paesaggio cambia radicalmente e anche il rapporto con le persone diventa diverso…scopri che l’atmosfera che si respira a Down Town, Garden City o Zamalek (quartieri più centrali e relativamente ricchi) è stata appositamente costruita per rispondere alle esigenze di adattamento legate ad un imponente flusso straniero (in particolare occidentale). Scopri con i tuoi occhi come a distanza di pochi chilometri sia possibile vivere realtà drammaticamente diverse…quando parlo di “realtà”, mi riferisco a tutto ciò che nel quotidiano ruota attorno alla vita di una persona: non solo la fonte di sostentamento o lo stile di vita ma anche il contesto urbano, sociale e familiare, le possibilità di progettare il proprio futuro o magari di pensarsi in modo diverso da come il contesto ci impone o ci ha imposto fin da piccoli.
Mi soffermo su questo punto perché, dietro il profondo divario economico e sociale vissuto quotidianamente dalle persone ed il malessere ad esso connesso, ho avuto modo di percepire un sentimento che vale per ogni uomo o donna a qualsiasi età e in qualsiasi contesto: il desiderio naturale di gestire la propria esistenza come si ritiene preferibile.
Aldilà delle circostanze e dei contesti, è questo ciò che spinge ogni uomo ad adoperarsi per i propri fini e non importa se sei ricco o povero, musulmano credente o se vivi la religione come un’imposizione: la questione cruciale è riuscire a progettare la propria esistenza secondo i canoni che si riconoscono validi.
Parlando con la gente, ho avuto modo di percepire non solo le evidenti differenze culturali e sociali tra me e loro ma anche le contraddizioni che intercorrono nel loro sistema sociale e culturale; contraddizioni che a volte sono fonte anche di lacerazioni e conflitti profondi.
Mi riferisco per esempio alla sfera religiosa. Nonostante l’Egitto sia considerato un paese arabo moderato, la religione non è considerata un affare privato ed è un argomento inevitabilmente presente in ogni ambito della vita sociale, culturale e politica del paese.
Il potere religioso detiene un’influenza imponente sulla vita delle persone, sulle loro scelte, sui modi di pensare e perfino sui modi di scandire la giornata..
Risulta inevitabile quindi l’intreccio con la politica se consideriamo la capacità del potere religioso di muovere le coscienze e l’orientamento repressivo del governo.
Non conosco a fondo le vicende legate al rapporto tra religione e politica ma ho avuto modo di comprendere il ruolo assai rilevante assunto dall’interpretazione che viene attribuita ad ogni sura del Corano.
Sono in molti ad avere interesse nel misinterpretare i precetti di una religione che raccoglie tanti fedeli come l’Islam. E non è difficile dunque comprendere i motivi della diffusa strumentalizzazione politica della religione e delle diverse versioni ed interpretazioni spesso contrastanti tra di loro.
Da questo quadro di riflessioni emerge una società schiacciata da pressioni che sembrano contrapporsi senza una soluzione immediata: da un lato l’esigenza di rinnovamento e apertura e dall’altro la necessità di conservazione della propria identità.
Il compromesso non pare facile se si pensa poi alle tante vicende politiche e non ed alle spinte che ogni giorno “lavorano” per estremizzare le posizioni.
Il mio stage: un’esperienza di vita

Non è facile riuscire a sintetizzare tutto il piccolo bagaglio che ci si porta dietro dopo un’esperienza come quella di uno stage all’estero in una ONG.
Mi sono occupata principalmente del progetto di eco-turismo avviato al Fayoum, un’area non distante dal Cairo circondata dal deserto e da un grande lago salato. Ed è proprio l’ambiente assolutamente unico ed il paesaggio spettacolare che il progetto mira a promuovere attraverso lo sviluppo di tutta una serie di attività legate all’eco-turismo. Mi riferisco ai workshop di insegnamento per migliorare la produzione dei manufatti tipici, ai corsi di italiano ed inglese rivolti a guide turistiche locali, alla mostra allestita al fine di aprire o allargare il mercato dei prodotti locali ed ad altre iniziative che sempre nell’ambito previsto dal progetto, in itinere vanno nascendo a secondo delle opportunità o esigenze emergenti.
Il mio lavoro ha compreso quindi attività di organizzazione, progettazione ma anche di gestione e creazione di vecchi e nuovi rapporti utili all’interno della rete già creata dal progetto principale.
La vera risorsa di un progetto sta proprio nella sua capacità dinamica di creare una rete di attività e rapporti che “lavorino all’obiettivo” in modo efficiente ed efficace, utilizzando tutte le nuove opportunità, idee e problemi come risorse per alimentare il progetto (compatibilmente coi limiti dello stesso).
A questo proposito ho avuto l’opportunità di lavorare ad uno studio sul territorio del Fayoum per individuare micro-centralità in cui sviluppare B&B. In collaborazione con un collega egiziano abbiamo individuato potenzialità e rischi all’interno di un simile progetto: risorse ambientali, culturali da valorizzare e carenza di strutture, servizi oltre ai problemi culturali e di integrazione (per volere sintetizzare).
Personalmente vivere una simile esperienza ha rappresentato di per sé un valore aggiunto innanzitutto in termini di crescita e rinnovamento personale oltre che di conoscenze, di apertura ed ampliamento a nuovi approcci e modi di pensare.
Ringrazio tutto lo staff del Ciss (Egitto e non) e gli amici egiziani con cui ho condiviso bei momenti…