di Alfredo Lo Cicero – cooperante CISS in Libano
Alle 16.00 il paese si è fermato. Il leader del movimento hezbollah Nasrallah ha fatto apparizione sugli schermi indicendo una conferenza stampa, per chiarire la posizione del suo movimento in merito all’escalation di tensione che da ieri interessa il paese, nella capitale e nella zona della Bekaa, la valle ad Est di Beirut.
Le parole del leader politico sono state di monito ma anche di apertura ad un possibile dialogo verso chi intende proporre soluzioni di garanzia per tutto il Paese, naturalmente facendo riferimento all’elezione del presidente non ancora avvenuta ed alle misure economiche impopolari che l’attuale governo ha decretato qualche giorno fa.
Alla fine del discorso, a Beirut sono cominciati i primi scontri armati, con colpi di mitragliatore e granate che scuotono l’atmosfera. Le zone interessate agli scontri sono in piena città, nel quartieri di Sodeco e Ras Nabaa, dove sciiti e sunniti si sparano tra palazzo e palazzo.
I colpi sono sempre più numerosi e si teme che questo provochi una decisione governativa estrema, come il coprifuoco e l’occupazione militare della città in tutti i suoi punti nevralgici.
Riceviamo informazione che gli uffici diplomatici, nello specifico quello della cooperazione italiana, hanno interrotto ogni attività lavorativa per riunirsi in emergenza e provvedere al rientro nelle case. Le ONG italiane sono riunite a gruppetti in qualche sede d’ufficio, cercando informazioni ed indicazioni per quanto potrebbe avvenire in nottata. La situazione è tesa e si percepisce un generale nervosismo. La notte si annuncia lunga ed incerta.




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