di Federica Infantino e Marco Trincas

Atelier di teatro

Foyer Bayti
Ain Sebaa, periferia di Casablanca - Marocco

23 GIUGNO 2008
INCONTRO PRELIMINARE
Incontro alla Gare routière (dove arrivano tutti i pullman da tutte le regioni del Marocco) con Ahmed, capo progetto di Bayti, referente del CISS. Lì abbiamo conosciuto anche due educatori: Yusef che si occupa dell’Approche Rue e un altro educatore sportivo. Siamo andati al Foyer dove lavoreremo dal 1 al 21 luglio. Abbiamo parlato con Ahmid, responsabile, che ci ha illustrato il loro lavoro. Il gruppo sarà misto, probabilmente composto da 19 bambini, di età compresa tra i 7 ed i 12 anni. Lavoreremo 4 volte a settimana per 3 settimane. Ogni incontro durerà 2 ore.
Visita al Sas Rue dove svolgono le attività i ragazzi che vivono ancora in strada e dove lavoreremo dal 22 Luglio al 10 Agosto 2008.

LUNEDÍ 30 GIUGNO
INCONTRO DI PRESENTAZIONE
Ore 15: arrivo al Foyer. Spostamento all’appartamento lì vicino dove vivono i bambini più piccoli. Ci ha guidati e accompagnati Sené, la più grande del gruppo dei piccoli (ha 12 anni). Arrivati all’appartamento, alla domanda dell’educatrice Fouzia «siete degli stagisti? », abbiamo capito che non erano stati avvertiti, né loro né tantomeno i bambini. Per questo primo incontro avevamo previsto delle attività ma data la situazione (non c’é lo spazio fisico per lavorare) ci siamo limitati a chiacchierare.
Ci siamo seduti nel salottino, abbiamo spento la televisione (guardavano il Re Leone in francese) e abbiamo iniziato le presentazioni. Giro di nomi, presentazione nostra e di che cosa siamo venuti a fare. Alla parola teatro, tutti si sono animati e vivacizzati. Abbiamo chiesto chi di loro avesse già avuto esperienze di teatro. Alcuni hanno risposto positivamente, esperienze di spettacoli a scuola. C’é chi ha interpretato il diavolo e chi la bontà!! Abbiamo spiegato la struttura del lavoro e esposto la nostra idea di lavorare sulle fiabe tradizionali. A questo punto abbiamo chiesto se qualcuno conosceva delle storie e molti hanno alzato la mano entusiasti. Si é presa una sedia, si è messa al centro e chi voleva si andava a sedere a raccontare. Molti bimbi, in realtà non conoscevano dei racconti, ma inventavano…. Nadir (7 anni) ha inventato una storia che parlava di una ragazza, del mercato, di sangue, di un sogno e poi la ragazza moriva…
Ad un certo punto, Fouzia ha proposto di farci vedere un gioco di ruolo che loro fanno. In realtà, abbiamo visto solo una piccola scena, su cui siamo intervenuti dando delle indicazioni che miglioravano la resa per il pubblico.
Poi, Marco ha deciso di raccontare una fiaba tratta da “il cunto de li cunti” e i bambini si sono molto incuriositi.
Ci siamo dati appuntamento a domani e, tra tanti baci, alle 16: 30, siamo andati via.
Abbiamo deciso che il gruppo sarà composto anche dai bambini più piccoli, quindi dai 5 anni.

Osservazioni.
All’inizio i bambini erano molto intimiditi, silenziosi, in ascolto ed in osservazione. A mano a mano che andavamo avanti anche i più seri ci guardavano e ci sorridevano.

MARTEDÍ 1 LUGLIO
I° INCONTRO
I bambini sono arrivati con 45 minuti di ritardo, in 9 e senza educatrice.

ATTIVITÀ
Riscaldamento fisico in cerchio

Giochi di conoscenza
In cerchio, dire il proprio nome lanciando una pallina a un compagno; lanciare la pallina dicendo il nome del compagno che la riceve.
Conoscenza, integrazione del gruppo, attenzione.

Camminare nella sala occupando uniformemente lo spazio
Camminate sulle punte, sui talloni, sull’interno ed esterno del piede ecc.
Camminate con sensazioni fisiche diverse (es. Il pavimento brucia)
Velocità: 0 (rallentatore), 1 (camminare normalmente), 2 (all’indietro), 3 (correre)
Stop: creazione di statue
Percezione dello
spazio-esplorazione motoria e sensoriale-espressività corporea

Osservazioni.
Il lavoro é stato fortemente penalizzato dall’assenza dell’educatrice, dati i problemi linguistici. Sené, una bambina di 12 anni che fa parte del gruppo, ci ha dato una mano traducendo dal francese all’arabo, non riuscendo tuttavia ad ottenere sempre l’attenzione da parte del gruppo dei pari.
A parte i problemi linguistici, il gruppo ha mostrato interesse ad accogliere le nostre proposte, nonostante qualcuno si aspettasse di avere “una parte”.
Sené:”Ma questo non é teatro!” [...]
Rajaa, una delle bambine più grandi, appena entrata si é seduta dicendo che aveva mal di pancia, ma dopo un pò, vedendo che ci si divertiva, si é unita al gruppo. Ogni tanto, comunque, si allontanava.

Al termine del laboratorio, abbiamo telefonato ad Ahmid per assicurarci la presenza dell’educatrice, il quale ha risposto di sì come se fosse la cosa più scontata del mondo.

MERCOLEDÍ 2 LUGLIO
II° INCONTRO
Presenti in 15, accompagnati da Fouzia, l’educatrice.

ATTIVITÀ:
Riscaldamento fisico in cerchio

Giochi di conoscenza
In cerchio, una persona dice il proprio nome facendo un gesto, tutti gli altri in coro ripetono nome e gesto.

Giro in giro
Velocità
Stop: creazione di statue che fanno un’azione, singola ed in coppia.
Creazione di scene a partire dalle azioni delle statue a coppia: due persone propongono un fermo immagine, chi guarda deve capire chi sono, dove sono, cosa sta succedendo e chi vuole, uno alla volta, entra a far parte della scena.

Osservazioni.
La presenza di Fouzia é stata fondamentale, finalmente riuscivamo a far capire a tutti le indicazioni. Il problema é che Fouzia entra ed esce dicendo che ha la riunione d’équipe. Il gruppo é aumentato di numero e sembra sia quello definitivo. Tra i nuovi arrivati, i piccoli si divertono molto ed i più grandi sembrano parecchio incuriositi e divertiti.
Bisogna lavorare molto sull’immaginazione e la creatività, sull’espressività corporea.
Ahmid, che ha visto un pò del lavoro, sembra molto entusiasta e alla fine ci ha assicurato che Fouzia sarà sempre presente.

VENERDÍ 4 LUGLIO
III° INCONTRO
Presenti in 15, con l’educatrice.

ATTIVITÁ
Riscaldamento fisico in cerchio

Gioco di conoscenza
Nome e gesto.
Una persona al centro che ripete il nome e il gesto fatto in precedenza della persona che gli si avvicina. (Gioco sull’attenzione).

LA SESSIONE DI LAVORO É STATA VOLONTARIAMENTE INTERROTTA DA NOI ALL’ENNESIMA USCITA DALLA SALA DI FOUZIA.

Osservazioni.
I più piccoli riuscivano ad essere molto precisi e ad interpretare in maniera interessante le indicazioni.
La partecipazione aumenta sempre di più: quando abbiamo proposto il gioco sull’attenzione, tutti volevano andare al centro.

RIUNIONE CON MIRIAM IVONE PER RISOLVERE IL PROBLEMA DELLA TRADUZIONE, ABBIAMO PRESO UN APPUNTAMENTO COL CAPO PROGETTO.

LUNEDÍ 7 LUGLIO
RIUNIONE CON IL CAPO PROGETTO, AHMED.
Abbiamo esposto il problema della traduzione e le ragioni che ci hanno portato a chiedere quest’incontro. Ahmed dice di essere assolutamente d’accordo con noi e che anzi Fouzia deve rimanere per formarsi anche lei. La questione sarà immediatamente risolta.
Abbiamo chiesto se potevamo recuperare l’incontro saltato di oggi e lui, dopo essersi consultato con Ahmid, ci ha risposto che poiché i bambini andranno in piscina, dobbiamo ridurre gli incontri a tre alla settimana. (!)

MERCOLEDÍ 9 LUGLIO
IV° INCONTRO
Presenti tutti con Fouzia che arriva però con 50 minuti di ritardo.

ATTIVITÁ
Riscaldamento fisico in cerchio
Sonorizzazioni
Canzoncina

L’albero e il vento: a coppie, uno dietro l’altro, chi è dietro è il vento che muove l’albero che è avanti. L’albero è bloccato dai piedi alla vita, ed è morbidissimo dalla vita in su. L’azione avviene su musica, inoltre il vento sonorizza e cambia velocità.

Gioco dello specchio: a coppie, uno di fronte all’altro, a turno, uno è la persona e l’altro è lo specchio. Lo specchio segue tutto quello che fa la persona.

Percezione dello spazio-esplorazione motoria e sensoriale
Giro in giro:
cammino nella sala occupando uniformemente lo spazio
saluto chi incontro con lo sguardo
saluto chi incontro con lo sguardo e facciamo insieme un’azione
cammino con sensazioni fisiche diverse
stop
creazione statue I: ci si ferma in una posizione leggibile (la scelta della posizione è libera).
Introduzione della parola: si domanda ad una statua di dire qualcosa che direbbe il personaggio che sta facendo quell’azione.
creazione statue II: allo “stop” ci si ferma in una posizione, ma questa volta prima di dire “stop” si dà una situazione. Es. a scuola, in spiaggia, al mercato, all’hammam, al Foyer. Si animano le scene congelate.
(sviluppare il senso dell’insieme, percepire lo spazio, essere altro, sviluppare l’immaginazione e la fantasia)

Osservazioni.
La presenza di Fouzia è stata più costante. In generale, abbiamo lavorato molto bene, considerato che è il quarto incontro effettivo. S’incomincia a creare la giusta atmosfera, ad avere una maggiore percezione e padronanza dello spazio, ad avere un buon riscaldamento soprattutto emotivo. La canzoncina, le sonorizzazioni durante tutto il lavoro, si stanno rivelando la strada più interessante e feconda. Il gioco dello specchio non ha funzionato. Credo abbia bisogno di un’attenzione e di un’atmosfera che ancora non si è venuta a creare. Per il momento, e dato il tempo limitato che abbiamo, riteniamo sia meglio proseguire sulla strada della dinamicità e dell’insieme.
Fouzia dice che i ragazzi non devono andare in piscina la settimana prossima, quindi forse non salteremo gli incontri.
Abbiamo deciso di realizzare una messa in scena della favola: “Gli animali riconoscenti”.
Abbiamo tralasciato le fiaba nordafricana che avevamo scelto perchè troppo lunga e complessa.

VENERDÍ 11 LUGLIO
V° INCONTRO
Arriviamo alle10.00.
Alle 10.50 nessuna traccia, né di Fouzia, né dei ragazzi.
Arrivano i responsabili del centro per comunicare che Fouzia non può venire.
I ragazzi arrivano alle 11.00 accompagnati da un’altra educatrice.
Non siamo riusciti a capire perché, ma i bambini sono arrivati sconvolti; piangevano e si picchiavano più del solito. Quest’educatrice era anche abbastanza manesca.
Data la situazione abbiamo lavorato poco: abbiamo annunciato ai ragazzi che faremo lo spettacolo e lavorato un pò sulle improvvisazioni (animali, contadino, etc.).
NOTA
Avevamo preparato i copioni in francese perché Fouzia li traducesse in arabo, ma Fouzia non è venuta! Fare lo spettacolo in arabo, cosa a cui tenevamo molto, presuppone, oltre che la traduzione dei testi, anche un sostegno forte del facilitatore, cosa che non crediamo che Fouzia ci possa assicurare.

LUNEDÍ 14 LUGLIO
VI° INCONTRO
Appena siamo arrivati abbiamo trovato i ragazzi che guardavano un cartone animato.
Nemmeno l’ombra dell’educatrice, ci dicono che sta arrivando…
Verso le 10.30 decidiamo comunque di iniziare. Fouzia arriva alle 12.00, quando avevamo finito.
Oggi abbiamo assegnato le parti (che rimarranno per la maggior parte invariate) e iniziato a montare le scene.
La responsabile del Foyer non permette ai più piccoli di partecipare al laboratorio “perché fanno delle stupidaggini”, in realtà sono i più grandi che li vogliono escludere.
Quando diciamo a Fouzia che, se lei fosse presente noi potremmo lavorare con tutti, senza escludere nessuno, lei risponde “è troppo complicato”… ma complicato per chi?

MARTEDÍ 15 LUGLIO
VII° INCONTRO
Abbiamo lavorato dalle 10.15 alle 12.15 con Fouzia, montando le scene.
Tutti si mostrano molto disponibili, forse perché abbiamo iniziato a lavorare allo spettacolo… adesso sì che è un vero laboratorio teatrale!
Visto che sfortunatamente non è stato possibile lavorare con i più piccoli, ora non solo per le ripetute assenze dell’educatrice (non capiscono e non parlano francese), ma anche per una certa indisponibilità da parte di quest’ultima a coinvolgerli, abbiamo pensato di fargli disegnare il fondale per la scena. Domani quindi a fine laboratorio inizieremo l’attività di disegno.

MERCOLEDÍ 16 LUGLIO
VIII° INCONTRO
MIRACOLO
Oggi è stata una bellissima giornata. Abbiamo lavorato sulla messa in scena, saranno in dieci. La cosa più bella, e pensiamo anche il risultato più significativo, è che in certi momenti noi possiamo anche stare zitti, sono loro che pretendono che tutti dicano bene la battuta e che si facciano i movimenti giusti.
Eyoub si allontana sempre. Non siamo sicuri di poter contare su di lui, infatti, c’è venuta l’idea di fargli mettere la musica (ruolo di grande responsabilità). Sono gli altri ad arrabbiarsi con lui e ad andarlo a chiamare quando deve entrare in scena.
Si nota l’appropriazione del lavoro e una forte partecipazione.
Finite le prove, siamo andati nel salotto e insieme con gli altri abbiamo iniziato a disegnare su un grande rotolo di carta i personaggi e le ambientazioni della storia.
Finito il lavoro, il magazziniere ci ha invitato a rimanere per pranzo; abbiamo accettato l’invito di buon grado. Mangiare tutti insieme ed essere imboccati dai bambini è stato molto bello ed emozionante.

VENERDÍ 18 LUGLIO
XIX° INCONTRO
Oggi abbiamo iniziato il lavoro montando l’ultima scena con la musica. Quest’ultima scena ha destato molto successo, si divertono parecchio. C’è ancora qualche problema nei dialoghi ma ormai il grosso è fatto….
Non è stato possibile provare nello spazio in cui faremo lo spettacolo.
Siamo stati filmati durante il lavoro da una corrispondente marocchina di un canale della televisione tedesca. Alla fine dell’incontro, mentre Marco è andato con Fouzia a vedere cosa ci poteva servire dal magazzino, Federica è stata intervistata. Ha parlato del progetto che il CISS ha in partenariato con Bayti e ha fatto delle osservazioni sui bambini.
Siamo stati invitati a mangiare il cous-cous e abbiamo accettato volentieri.

LUNEDÍ 21 LUGLIO
GIORNO DELLO SPETTACOLO
Siamo arrivati alle 10: 00, come sempre. Proviamo nello spazio dello spettacolo, con tutti gli oggetti, con le entrate e le uscite, tutte le musiche e i costumi. Abbiamo deciso che sarà Senè, la narratrice, a fare il servo di scena ovvero a posizionare volta per volta gli oggetti per gli animali.
Abbiamo fatto diverse prove, qualcuna è andata malissimo e infatti abbiamo ripetuto finché non eravamo tutti soddisfatti. Eyoub nelle ultime prove non partecipa, dice che non vuole più fare lo spettacolo. Ci restituisce pure il vestito di scena. Noi non gli crediamo, gli riverrà voglia…almeno così pensiamo. Boushra non vuole fare il ruolo della formica e della guardia, farà solo la guardia.
Verso le 13.00 abbiamo mangiato tutti insiemi e poi, mentre loro facevano la siesta, ci siamo messi a sistemare la scenografia.
Quando si sono svegliati tutti, si sono vestiti e li abbiamo truccati. Anche Eyoub, che tra l’altro aveva il trucco più bello.
Mentre il pubblico si sistemava e arrivavano tutti, chiusi in una stanza abbiamo parlato un attimo, raccomandandogli semplicemente di divertirsi, abbiamo fatto i riti propiziatori e lo spettacolo è cominciato…….

Foyer Bayti
Ain Sebaa, periferia di Casablanca – Marocco

IL CONTADINO BUONO E GLI ANIMALI RICONOSCENTI

Questo è il titolo della fiaba che abbiamo scelto per la messa in scena conclusiva del percorso intrapreso con i bambini del Foyer di Bayti a Casablanca.
Ė una fiaba di origine subsahariana, che ha come protagonista un contadino alle prese con degli animali affamati, un vicino geloso e un giudice poco giudizioso.

La storia comincia quando, di buon mattino, il contadino si sveglia sentendo dei rumori sospetti venire dalla cucina. Afferrato un bastone è pronto ad affrontare un ladro, ma improvvisamente si trova davanti un gruppo di ranocchie intente a rubare i suoi biscotti. La prima reazione del contadino è quella di bastonarle ma, mosso da compassione, ci ripensa e finisce per condividere la colazione con i suoi nuovi amici. Lo schema si ripete quando, dirigendosi a lavorare nei campi, sente dei rumori sospetti ed ecco comparirgli davanti delle scimmie intente a rubare le banane. Stessa reazione e ripensamento anche quando trova un gruppo di formiche che pazientemente portano via il suo riso.
A questo punto della storia però, dovete sapere che il contadino aveva un nemico molto cattivo e molto geloso: il vicino. Quest’ultimo un giorno va da un giudice e gli racconta (mentendo) che il contadino gli aveva rubato tre capre. Il giudice manda le sue guardie a prenderlo e quando gli compare davanti, il giudice gli offre, in alternativa a passare tutta la vita in prigione, la possibilità di salvarsi superando tre prove difficilissime: prendere un anello molto prezioso in fondo a un lago, cogliere il frutto più grande dell’albero più alto e separare la farina dalla sabbia contenute in un sacchetto.
Inutile dire che il contadino si dispera, si dispera, si dispera…..ed è a questo punto che le ranocchie, le scimmie e le formiche a cui aveva dato da mangiare accorrono in suo soccorso; le ranocchie prenderanno l’anello, le scimmie coglieranno il frutto e le formiche separeranno la farina dalla sabbia!

E fu così che gli animali riconoscenti salvarono il contadino che era stato buono con loro.

Abbiamo scelto di utilizzare la fiaba come materiale di lavoro perché ha un valore pedagogico intrinseco e affronta temi esistenziali universalmente condivisi. La scelta di questa fiaba in particolare, è avvenuta oltre che per il suo contenuto etico, anche perché ci offriva l’opportunità di utilizzare e valorizzare alcuni elementi venuti fuori nella fase precedente all’inizio del lavoro di messa in scena vero e proprio. Infatti, avevamo già intrapreso un lavoro fisico sui personaggi “animali” stimolati anche da esercizi di esplorazione motoria. Riteniamo che la messa in scena come la creazione di un personaggio non possano essere “calati dall’alto”, ma debbano basarsi su elementi, anche piccoli, emersi naturalmente in altri momenti del lavoro. Se il teatro è anche ricerca della propria verità, come può questa verità essere data dall’esterno?
Anche per quanto riguarda la messa in scena, abbiamo scelto di utilizzare dei fermo immagine proprio perché avevamo lavorato sul movimento e l’immobilità, improvvisando sulla creazione di statue (singole, in relazione con gli altri e in luoghi definiti).
Oltre agli animali, anche gli altri personaggi (il giudice, le guardie, il vicino, il contadino, il narratore) sono stati molto caratterizzati fisicamente.
La scelta di utilizzare la figura del narratore è stata dettata sia da esigenze pratiche che dalla presenza di Senè, 12 anni, in cui avevamo molta fiducia e che si prestava bene a questo genere di ruolo. Comunque, nella distribuzione dei ruoli e nella struttura della messa in scena, tutti gli attori e tutti i personaggi avevano la stessa importanza per l’economia della storia.
Lo spettacolo si è aperto con una scena collettiva che riprendeva un esercizio di riscaldamento e rilassamento che avevamo proposto all’inizio del percorso: gli alberi e il vento. Questa prima scena ha contribuito a creare l’ambientazione e la suggestione dello spettacolo, oltre che a coccolare, rilassare e a far sentire a proprio agio gli attori. In questa scena come in molte altre la musica è stata una grande alleata, facilitando il lavoro di immedesimazione e fornendo atmosfere e suggestioni.

Lo spettacolo è andato molto bene. Questo significa soprattutto che gli attori si sono divertiti, che il pubblico si è divertito e che dopo il lungo applauso l’energia era forte e vivace, tanto da far scatenare in danze e giochi tutti, grandi e bambini. Gli educatori, i responsabili e gli assistenti sociali di Bayti erano molto contenti, soddisfatti e sorpresi del risultato ottenuto in così poco tempo. I ragazzi sono stati veramente precisi e impeccabili, ricordandosi tutte le entrate e le uscite, gli oggetti, le battute ecc. Uno dei risultati per noi più importanti è stato vedere Eyoub, che era sempre stato sfuggente, disattento e che fino all’ultimo momento non eravamo sicuri che avrebbe partecipato, carico di energia, di voglia di esserci e di divertirsi.

Un elemento negativo è stato, secondo noi, l’impossibilità di fare lo spettacolo in lingua araba. Per quanto gli educatori erano contenti che i ragazzi si fossero espressi così bene in francese, crediamo che l’utilizzo della propria lingua (ovvero l’arabo marocchino) avrebbe avuto non solo un valore pedagogico molto diverso ma avrebbe anche facilitato la vivacità degli attori. Fare lo spettacolo in arabo presupponeva, dato il tempo limitato, un impegno e una presenza costante dell’educatrice, cosa che non era in grado di assicurarci.
Un ulteriore elemento negativo è stata la riduzione numerica del gruppo avvenuta nei giorni precedenti. In particolare, sono stati esclusi (contro la nostra volontà) i più piccoli, con cui avremmo voluto lavorare. Anche in questo caso è stata determinante la volontà dell’educatrice, che ha preferito escluderli dicendo che era troppo complicato lavorare anche con loro. In realtà, l’unica difficoltà era la lingua e anche in questo caso, dato il tempo limitato, era fondamentale per noi un aiuto esterno. Questa situazione ha condizionato anche il resto del gruppo, che a un certo punto era diventato assolutamente contrario all’inclusione dei più piccoli.

In conclusione, possiamo affermare di essere particolarmente soddisfatti del lavoro e dei risultati ottenuti, consapevoli del limite “tempo”. Crediamo che sia a noi che al gruppo sia rimasta ancora tanta voglia di lavorare insieme, di esplorare ulteriori possibilità, di approfondire il nostro percorso. Chissà, forse un domani. Inchallah!

 

 

 

 

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