di Massimiliano di Tota – Responsabile paese Marocco/Algeria
Marocco e Algeria, ma più in generale tutti i paesi della riva sud del mediterraneo, sono negli ultimi anni lo scenario della maggior parte dei drammi legati alla migrazione irregolare. I principali attori di questa tragedia sono i cittadini subsahariani ed i minori migranti separati. (1)
A- Cittadini subsahariani. Oggi rappresentano la componente essenziale del fenomeno, la quale va ad aggiungersi a quella dei nazionali, configurando il Marocco e l’Algeria non solo come piattaforme di partenza e di transito, ma come paesi di destinazione. Benché si disponga di una legislazione in materia di profughi e richiedenti asilo, le misure restano spesso disattese. Le iniziative degli attori della società civile sono esclusivamente dirette verso la sanità e l’emergenza umanitaria (Caritas, Medicen Du Monde, Medicen sans frontiers, Fondation orients occidentes), sono dunque insufficienti se si vuole trattare in modo responsabile le questioni migratorie attuali; è infatti necessario un approccio che preveda l’incentivo al riconoscimento dei diritti (diritti civili, diritto al lavoro, alla salute, alla casa e all’educazione dei minori).
In generale, l’opinione pubblica e gli attori istituzionali sono poco sensibilizzati a questa problematica (violazione dei diritti dei migranti da parte della polizia, atti di razzismo frequenti, pochi centri d’accoglienza dei migranti…).
La conoscenza del fenomeno migratorio da un punto di vista quantitativo é importante e variegata, nella sede del CISS Marocco disponiamo di molti studi e articoli di approfondimento, realizzati da università europee, maghrebine e ONG internazionali.(2) Dei migranti provenienti dall’Africa subshariana verso Marocco e Algeria é importante sottolineare che alcuni dei partners del CISS hanno prodotto recenti e interessanti ricerche :
• SARP (Association pour l’Aide psychologique, la Recherche et la Formation) ha realizzato uno studio su “Profil du migrant subsaharien en Algerie” e in questo momento sta facendo lo stesso tipo di studio qui in Marocco. • Centre Jacque Berque sta realizzando uno studio sulla comunità congolese (RDC) residente a Rabat. Sono stati somministrati 450 questionari e per fine anno i dati saranno analizzati e interpretati.
Infine da circa un semestre fa parte dell’equipe del CISS in Marocco Federica Infantino che sta realizzando la tesi di laurea sui “Flussi migratori sub-sahariani in transito verso l’Europa”.
B – Minori migranti separati. Rappresentano un nuovo attore nel panorama delle migrazioni internazionali. Di conseguenza non siamo di fronte a fatti isolati, ispirati da ragazzi con un particolare gusto dell’avventura che scelgono di ripercorrere il cammino dei loro compatrioti residenti “nell’Eldorado europeo”. Siamo dinanzi ad un nuovo tipo di attore migrante, che segue le vie geografiche delle emigrazioni adulte, ma ha una sua natura e una dinamica propria. (Suarez 2005). Tutti i minori che migrano da soli condividono una caratteristica: sono soggetti vulnerabili che devono essere protetti in primis in quanto minori di età, inoltre sono migranti che accedono in forma irregolare in un determinato territorio quindi devono essere controllati. In alcune legislazioni questo controllo si esercita attraverso il rimpatrio nei paesi di origine ed è in questa dinamica che si violano tutti i tipi di diritti . (Jimenez 2005)
I migranti e i rifugiati mettono lo Stato in una tensione tra protezione dei diritti umani e protezione della sovranità nazionale (Sassen 2001). Tale tensione diviene particolarmente forte nel caso dei minori migranti, in quanto il migrante che bisogna controllare è, allo stesso tempo, il minore che bisogna proteggere. Questo conflitto di interessi in seno allo stato, non sempre si risolve a favore del minore e neanche nel rispetto dei testi legislativi nazionali e internazionali.
In sintesi cinque caratteristiche di questi nuovi migranti (Jimenez 2005):
i) fenomeno mondiale; ii) nuovo attore migratorio, che deve essere analizzato e compreso in quanto tale; iii) per comprendere questo fenomeno e per intervenire in favore di questi soggetti è necessaria una prospettiva transnazionale che superi i nazionalismi epistemologici e metodologici; iv) bisogna prendere in considerazione che i minori si trovano in una mobilità basata sulla contraddizione di essere minore – migrante v) Si registra una continua e forte violazione dei loro diritti, specialmente in zona di frontiera.
Da circa un semestre fa parte dell’equipe del CISS in Marocco Giovanni Saporiti che sta realizzando la tesi di laurea sulla “Tutela transnazionale dei diritti dei minori separati”.
I progetti del CISS in Marocco e Algeria
A- Cittadini subsahariani. Gli interventi si sono concentrati sul sostegno ad una gestione responsabile delle migrazioni, rafforzando l’azione delle componenti più sensibili della società civile, affinché intervengano efficacemente presso le popolazioni di migranti subsahariani sul piano legale, sociale ed umanitario, sostenendo lo sviluppo di una competenza nazionale su queste questioni.
Dovremmo continuare a mirare da una parte ad azioni d’accoglienza di migranti in Algeria e in Marocco, dall’altra monitorare le violazioni dei diritti tanto dei migranti (diritti civili, al lavoro, alla salute, alla casa e all’educazione dei minori nati in viaggio etc.) quanto dei minori separati.
B- Minori migranti separati. Il CISS interviene organizzando campagne di sensibilizzazione sui pericoli dell’immigrazione dei minori migranti separati (alcuni di questi minori sono di origine subsahriana). Queste campagne sono rivolte alle famiglie e agli allievi delle scuole dei territori maggiormente interessati da questo fenomeno. Gli strumenti di sensibilizzazione prodotti potranno altresì essere utilizzati dagli educatori del CISS durante i progetti di educazione alla cittadinanza e allo sviluppo realizzati nelle scuole italiane. In effetti é nostra intenzione sensibilizzare i giovani italiani alla tragedia umana della migrazione irregolare. Ci sembra opportuno (e urgente) agire sull’informazione corretta circa le storie individuali dei migranti e sulle storie collettive delle loro famiglie, dei loro villaggi e dei loro comuni di provenienza. Tutto ciò al fine di costruire una visione del fenomeno migratorio “diversa” rispetto alla rappresentazione stereotipata: sicurezza e criminalità.(3)
Prospettive future
Nei prossimi anni le esigenze e le domande di servizi sociali di queste popolazioni saranno quantitativamente rilevanti e qualitativamente variegate, come il servizio scolastico e di salute che dovrà integrare i numerosi bambini di origine subshariana nati in territorio marocchino o algerino in situazione irregolare.
Si tratta quindi di proporre una progettazione che ci consenta di incentivare la realizzazione di un Welfare ad hoc per queste popolazioni. Purtroppo attualmente non esiste una rete di Welfare in grado di fornire un servizio adeguato alle esigenze. Allo stesso tempo esistono attori dinamici che realizzano esperienze interessanti e pertinenti con i quali possiamo immaginare un modello d’intervento più integrato.
Progetti in corso nel settore della migrazione minorile:
- “Appoggio alle iniziative di prevenzione della migrazione illegale dei minori non accompagnati” (Marocco) realizzato da TANMIA (ONG locale) con l’appoggio del CISS nel quadro del Programma PASC-INDH (Projet d’Appui à la Société Civile en soutien à l’Initiative Nationale de Développement Humain)
Responsabile: Massimiliano Di Tota E-mail: marocco@cissong.org
- “Prevention de la migration illegale des mineurs non accompagnees” (Marocco e Algeria) in collaborazione con l’Association TANMIA Maroc e l’Association pour l’Aide psychologique, la Recherche et la Formation (SARP), finanziato dall’Unione Europea e in fase di avvio.
Responsabile: Valentina Arnò E-mail: v.arno@cissong.org
(1) Il Programma per i Minori Separati in Europa fondato nel 1998 su iniziativa di alcuni membri dell’Alleanza Internazionale di Save the Children e dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Acnur) preferisce parlare di minori “separati” anziché di minori non accompagnati in quanto, da un lato, l’attributo “separati” consente un più immediato riferimento alla grave situazione di detrimento di cui i minori soffrono, dall’altro indica una categoria più ampia di minori, comprensiva anche dei minori che appaiono accompagnati ma che in realtà lo sono da parte di un adulto che non è però il loro tutore legale, ma un conoscente, un estraneo o addirittura il loro oppressore.
(2) Stiamo realizzando una base dati che presto metteremo a disposizione on line.
(3)L’attuale politica europea in materia d’immigrazione considera il fenomeno migratorio nel quadro della sicurezza, e come il terrorismo e il traffico di droghe, un’ulteriore minaccia alla sicurezza interna dell’Unione Europea. Questa visione ha contribuito alla criminalizzazione dei migranti, con un discorso che preoccupa l’opinione pubblica europea e che i media di comunicazione in generale hanno attivamente contribuito ad alimentare. Questa ossessione sul migrante=criminale, occupa gran parte dei media sia nei paesi del nord che in quelli del sud del mediterraneo. La connotazione “migrante illegale” ridimensiona la complessità e il dramma umano di questo tipo di migrazione, stigmatizzando e criminalizzandone i protagonisti, escludendoli dal tempo e dallo spazio. Per approfondimenti vedi anche A. Dal Lago




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