di Federica Infantino – Servizio Volontariato Europeo (SVE)
La mia avventura in Marocco con Bayti inizia il 20 marzo 2009 alla sede amministrativa dell’associazione che si trova ad Ain Sebaa, quartiere periferico di Casablanca.
A ricevermi è Amina Malih, direttrice dell’associazione. Mi presenta l’organigramma, i vari programmi che portano avanti e insieme definiamo le attività in cui mi posso inserire. Decidiamo che il mio punto di partenza sarà il Sas Rue di Ain Chock (altro quartiere di Casablanca). Il Sas Rue è una struttura molto bella, da poco ristrutturata, in cui vengono portate avanti le attività con i ragazzi che vivono in strada.
É lì che vado il 23 marzo per incontrare gli educatori di strada, Jaafar e Rachid e il responsabile del Programme Rue Abdou. Sono loro ad accogliermi e a spiegarmi le attività del Sas e il lavoro degli educatori di strada, che si svolge quasi interamente alla Gare routière (stazione dei pullman) di Ouled Ziane, nel centro di Casablanca. Ed è lì che andrò proprio il giorno dopo.
La Gare Ouled Ziane é la gare routière tra le più importanti del Marocco. In questa stazione confluiscono circa 800 autocarri e autobus provenienti dalle campagne marocchine. Non c’è altro luogo a Casablanca che permetta di comprendere l’enormità dell’esodo rurale verso la grande città. Tutti i giorni e a tutte le ore, gli autobus che arrivano portano bambini che fuggono dalle campagne. Sono bambini che sono nati e cresciuti in un ambiente rurale, la grande città gli é sconosciuta e con lei i meccanismi che ogni giorno la animano.
Alcuni bambini sono mandati dai loro stessi genitori per lavorare nella grande città, altri fuggono da condizioni di miseria estreme e quando arrivano alla gare aspettando sul posto commerci di ogni genere, dai venditori ambulanti, ai lustrascarpe, lavaggio taxi…
Diverse reti operano alla Gare Ouled Ziane, le reti dell’accattonaggio organizzato o della prostituzione che reclutano i bambini a partire dai 10 anni.
Arrivato qui, un bambino sa che ci sarà sempre qualcuno che gli proporrà un mezzo per avere 5 o 10 dirham per comprare un pezzo di pane o per sniffare. I bambini che arrivano tendono a rimanere nella gare per molto tempo, non escono per paura, perché la gare diventa la loro casa, dove conoscono le persone che lavorano o circolano nei bar e nei negozi del sotterraneo, la grande città li intimorisce e fino a quando riescono a sentirsi protetti rimangono nella stazione, solo più tardi azzardano a mettere il naso fuori, o portati da qualcuno o per cercare una situazione migliore.
É qui che inizia il lavoro di contatto degli educatori, che viene fatto due volte a settimana la mattina e due volte di notte. I ragazzi, ancora mezzi addormentati, sono arrivati verso le 9:00. L’attività prevista era lo sport in spiaggia, ma dato il maltempo siamo andati al Sas Rue, dove abbiamo fatto un breve atelier di pittura e qualche gioco di animazione teatrale. Anch’io ho disegnato con loro, ho scritto il mio nome e a un certo punto mi sono allontanata. Quando sono ritornata al tavolo, uno di loro aveva disegnato un cuore vicino al mio nome. Un gesto di una dolcezza infinita…Quando me ne vado e li saluto con il bacio uno alla volta, avvicinandomi al loro volto sento l’inconfondibile odore di solvente. Da quel giorno in poi, date le mie competenze, sto partecipando sempre alle attività artistiche, soprattutto all’atelier di teatro.
Proprio ieri, alla fine dell’incontro, dato che a Casablanca c’è da giorni lo sciopero dei taxi (mezzo indispensabile per muoversi), decido di prendere il pullman con i ragazzi fino a Casa Port, il centro della città. Andiamo alla fermata tutti insieme, c’è anche Rachel, una ragazza spagnola che sta facendo volontariato da Bayti. Arriva il pullman e saliamo. La gente rimane un pò stranita da questa strana combriccola. Durante il viaggio, Hassan, che mi è seduto vicino, mi indica le giostre. Alcuni di loro scendono prima, altri vengono con noi fino al Terminus, il centro della città. Si prendono cura di accompagnare Rachel fino ad un albergo che sta cercando e dove non sa bene come arrivare, mentre a me indicano precisamente la strada che devo fare per arrivare alla stazione.
Credo che da oggi in poi me ne tornerò sempre con loro.





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