di Milly Grillone

San Salvador, 29 Aprile 2009

IMG_1605Il grido di liberazione: “Sí, se pudo!” si é diffuso dalla piazza del Salvador del Mundo nella capitale del Salvador in tutto il mondo il 15 marzo del 2009. Macchine festanti con la bandiera rossa del Frente ( il partito di sinistra: FMLN – Frente Farabundo Marti para la Liberacion Nacional), anziani e giovani con magliette inneggianti alla coppia Che Guevara-Romero, hanno invaso la cittá per celebrare insieme il trionfo storico del popolo salvadoregno, che per la prima volta nella storia del paese avrá un governo di sinistra.

100_9378La campagna elettorale é stata una vera battaglia impari tra l’oligarchia reazionaria salvadoregna e la maggioranza della popolazione del paese, schiacciata e schiava dei proprietari delle terre coltivate a caffé e dei numerosissimi Mall (centri commerciali) che sono disseminati nella città e si ergono con la loro arroganza come schiaffo alla povertá del paese. Una battaglia impari, per disponibilitá finanziarie, ma vinta dai piú poveri che si sono armati di bandiere rosse cucite con in piú svariati tessuti non convenzionali e si sono vestiti di rosso per settimane per dimostrare il loro desiderio di cambiamento radicale. 100_9373Ció che li ha sostenuti spiritualmente durante la campagna elettorale é stato il ricordo vivissimo di Mons. Oscar Romero, arcivescovo di San Salvador, difensore dei poveri e predicatore della teología della liberazione, ucciso da un sicario del partito di destra (Arena-Alianza Republicana Nacionalista), nel 1980, mentre celebrava la messa.

Ecco allora che la battaglia mediatica é cominciata dalle enorme insegne lungo le strade che rappresentavano le foto dei 2 contendenti alla presidenza del paese: Rodrigo Avila di Arena e Mauricio Funes dell’FMLN. Membro della Policía Nacional e poi politico di professione il primo e….giornalista di professione, reporter durante la guerra civile salvadoregna, il secondo. Funes si é distinto e ha ricevuto premi per la promozione della libertá di stampa, dunque uno che di democrazia se ne intende, ha pensato il popolo.

100_9367Tra gli altri, Avila ha avuto al suo fianco i proprietari dei grandi mezzi di comunicazione, alcuni dei poverissimi dai quali ha potuto acquistare il voto a suon di banconote da 10 dollari, ed i salvadoregni emigrati nei paesi vicini (Guatemala, Honduras e Nicaragua) i quali hanno ricevuto un viaggio premio per visitare le loro famiglie in Salvador. Tra i poteri di Avila anche quello della resurrezione dei morti: cittadini defunti da anni in occasione delle votazioni si sarebbero presentati a votare pur non essendo nella lista dei vivi con diritto di voto.

100_9380Alla provocazione di Avila durante la campagna elettorale “Vota con saggezza” Funes risponde da eccellente conoscitore dei segnali mediatici con la medesima frase ma riveduta e corretta: “Vota con saggezza: non votare l’ex poliziotto”, accompagnata dall’immagine di uno dei piú popolari e amati personaggi dei Simpson, il commissario Winchester, pasticcione e incapace di svolgere il proprio lavoro, se non in modo grottesco. E Winchester/Avila viene rappresentato non con la cravatta e la giacca, ma mentre mangia un “donut” (una ciambella di quelle vendute dalla catena americana Mr. Donut che ha invaso il paese togliendo lavoro ai piccoli comedor). Funes: un vero artista della comunicazione.

Questa volta il Salvador non sará un paradiso trasformato dal capitalismo in un inferno per milioni di persone.

100_9370La pubblicitá televisiva a nostri occhi occidentali a volte ha rasentato il ridicolo. Avila mostra le conseguenze di un’eventuale vittoria della sinistra: dollari con le ali che volano via dal paese per sempre e Chavez che governa da tiranno il Salvador dal lontano Venezuela, nonché la scritta rossa ”peligro” pronunciata da un uomo con timbro di voce grave.

100_9353L’auspicio di noi stranieri che viviamo in questo paese é che Mauricio, come viene familiarmente chiamato dalla gente, porti una ventata di freschezza in questo paese oppresso dall’invasione del capitalismo. Ormai manca poco all’insediamento ufficiale del nuovo presidente che avverrá ufficialmente il primo di giugno.

100_9349Adesso al popolo salvadoregno tocca scrivere un nuovo capitolo della sua storia, che faccia recuperare agli oppressi il diritto a una vita degna. E lui, Oscar Romero, gioisce dal cielo con il suo popolo per la riscossa in atto.