da Giuseppe Cammarata

Madame Zahra è una deliziosa anziana signora di Beirut che parla un ottimo francese.

É nata in Senegal al tempo delle colonie: alcuni suoi fratelli vivono ancora là, ormai cittadini francesi. Suo figlio, invece, cittadino americano, vive e lavora a New York, mentre sua figlia, anch’essa cittadina francese, vive e lavora a Parigi. E madame Zahra la va a trovare due volte l’anno e ne approfitta per fare shopping.

Da quando è tornata a Beirut, una ventina di anni fa, vive in un appartamento agli ultimi due piani di un elegante palazzo della “Beirut bene”. L’ultima volta che l’ho vista mi ha detto che a breve avrebbe traslocato perche casa sua “è diventata molto grande, per me e mio marito, e ci vuole molto tempo e molta fatica per farla pulire”.

Credo non abbia mai lavato un bicchiere in vita sua.

Madame Zahra è un perfetto esempio della buona borghesia beiruttina: cosmopolita, che fa shopping a Parigi e che parla in francese invece che in libanese (o perchè ha studiato all’estero o perchè fa tanto chic o per entrambi i motivi), con la servitù a casa e con la residenza sulle montagne dello Chouf dove ritirarsi d’estate, quando a Beirut fa troppo caldo. Ed i cui figli hanno contribuito a far rivivere la famosa vita notturna di Beirut, nei locali di Hamra o di Jemmayzeh, di Ashrafiyeh o di Baabda, a seconda della religione di origine (i quartieri di Beirut sono ancora abbastanza nettamente suddivisi per appartenenza religiosa dei suoi abitanti, e di solito un cristiano frequenta persone e luoghi cristiani, un sunnita persone e luoghi sunniti, uno sciita o un druso lo stesso, ecc. I locali notturni non fanno eccezione).

Questi giovani, indifferentemente dalla religione di origine, bevono alcol in quantità e si accompagnano a fanciulle più o meno velate, più o meno “rifatte” (a Beirut esiste una banca che eroga mutui finalizzati espressamente a ripagare lifting e liposuzioni), più o meno libere nei riguardi del sesso.

E tutti, indifferentemente, venerdì e sabato sera si ritrovano sulla Corniche a guardare ed a farsi guardare, con enormi SUV o macchine sportive di produzione europea, facendo a gara a chi è (o appare) piu’ “figo” e a chi ha la macchina più potente o che fa più scena.

Ogni tanto, come spesso succede fra persone abbastanza alterate, ci scappa qualche scazzottata. Ed infatti in questo periodo pre-elettorale i militari in giro sono di più del solito e pattugliano con maggiore attenzione e frequenza le vie più affollate di Beirut.

C’è una certa tensione nell’aria, come qualcosa di sospeso che potrebbe esplodere da un momento all’altro. Qui sono tutti in attesa di vedere cosa succede.

Madame Zahra adora l’Italia e gli italiani ed ha una vera e propria venerazione per Berlusconi. Voterebbe per lui, se potesse. Ma non può. E allora voterà per Hariri.