di Giorgia Baldi – cooperante CISS in Libano

PICT8365Il 5 e 6 ottobre 2009 si è svolto, all’UNESCO Palace di Beirut, il Film Festival organizzato dal CISS in collaborazione con il partner locale Beit Atfal Assomud. Il film festival ha rappresentato l’evento finale del progetto: “Mustaqbal: nuove prospettive per i giovani palestinesi di Tiro e Tripoli”, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri Italiano.

Il progetto, durato 4 anni, ha visto l’attivazione di due scuole professionali, una presso il campo profughi di Beddawi ed un’altra a Burj el Shemali e, nell’ultimo anno di progetto, anche la realizzazione di una serie di attività culturali volte a favorire il dialogo interculturale fra libanesi e palestinesi in Libano.

PICT8337Il Film Festival, dal titolo un pò provocatorio “Shooting from Palestine”, ha visto la presenza di diversi artisti palestinesi, fotografi e registi, che hanno sviluppato un percorso artistico che parla di Palestina, di profughi e di scelte di vita. Storie mediorientali, che potrebbero parlare di qualsiasi palestinese che si trova nell’area.

PICT8345Le serate, aperte da un discorso di Giuseppe Cammarata, Middle East Desk Officer, e Kassem Aina, presidente di Beit Atfal Assomud, hanno visto la partecipazione di circa 250 palestinesi dal campo profughi di Beddawi, Burj el Shemali, Buej el Barajne, Chatila e Mar Elias, di diverse ONG e libanesi interessati al tema.

Sono stati proiettati film di registi riconosciuti a fianco di giovani registi palestinesi emergenti.

PICT8376Il primo film proiettato, Frontiers of Dream and Fear di Mai Masri, una delle registi più famose in medio oriente, ha raccontato una storia semplice e toccante: una corrispondenza fra un gruppo di ragazzini palestinesi del campo profughi di Chatila ed un gruppo di ragazzi di Betlemme, in Palestina. I ragazzi, dopo un anno di fitta corrispondenza, riescono finalmente ad incontrarsi al confine, a sud del Libano, fra i fili spinati di una frontiera che oggi è bandita ai palestinesi.

E’ stato poi proiettato il film di Hicham Kayed e Fadi Suleiman “Lemonade”, racconto di vita nei campi palestinesi, e “Harvest Orange”, un film di rabbia e di lotta per il diritto al lavoro dei palestinesi in Libano, a cui sono vietati 56 tipi di lavori.

PICT8402La seconda serata, invece, ha visto la presenza di Dalia Al Khury, una regista palestinese che vive in Giordania, e la proiezione di “Smile, you are in South Lebanon”, un divertente film sulla vita e le vicissitudini di una famiglia che nel 2006 ha vissuto il feroce attacco israeliano a sud del paese. E’ stata poi la volta del film “The coffe smell” di Fadi Dabaje, sulle difficoltà del vivere ammassati, senza un momento di tregua dal caos. Un film bellissimo, che ha riscosso un grande successo fra il pubblico. Infine, come chiusura dell’evento, “Neither Here, Nor there”, un film difficile ma illuminante sulla situazioni di tutti quei palestinesi che sognano l’Europa, vendendo nel vecchio continente, un’opportunità di essere felici, trovano invece difficoltà e razzismo.

PICT8403All’esterno della grande sala dell’Unesco Palace è stata allestita una mostra fotografica di due fotografi palestinesi: Najd Abdul All e Isham Ghuzlan. Najde vive a Nahr el Bared, il campo profughi che, nel 2007, è stato raso al suolo dall’esercito libanese, mentre Isham è attivo a Chatila, ricordo di altri massacri.