di Olinda Paesano – Staff CISS Marocco
Cinque mesi fa arrivavo in Marocco con un biglietto di sola andata e tante speranze.
Non avevo ricevuto ancora alcuna conferma da parte delle ONG italiane che avevo contattato, non conoscevo nessuno e, naturalmente, non avevo un posto dove andare. Con questi estremi di partenza, mi dicevo, non resisterò molto e soprattutto non riuscirò mai riorganizzare la mia vita nei limiti di tempo che mi sono prefissata: trovare uno stage che faccia al caso mio e una casa senza il benché minimo contatto, nel giro di una settimana. Ma questo Paese e tutte le sorprese che mi ha riservato fin dall’inizio mi hanno indotto a rivedere il mio modo di pensare, di agire, di considerare le cose e le persone non più come un limite o qualcosa da cui diffidare come mi avevano indotto a credere le mie esperienze passate, bensì come un’opportunità, un terreno fertile su cui edificare un nuovo progetto di vita, in cui investire nuove energie, in cui rivalutare tante cose, a partire da me stessa.
Tutto è iniziato così. Una volta arrivata a Fès, con un volo più economico del tragitto dall’aeroporto alla città, sul treno diretto a Rabat ho conosciuto una ragazza che si è presa subito a cuore la mia situazione e che, senza il minimo indugio, mi ha messo in mano le sue chiavi di casa. Il giorno dopo sono andata alla sede del CISS, qui ho conosciuto Massimiliano e Amine, due personaggi che non hanno certo bisogno di presentazioni. A cui si sono presto aggiunti altri splendidi elementi: Giovanna Messina che è diventata mia collega di scrivania, nonché coinquilina, nonché mia carissima amica; la saggia Valentina, una persona meravigliosa che è stata il mio faro in più occasioni e continua ad essere sempre un punto di riferimento; ma anche Claudio, Lillo, Giovanna Di Benedetto, Margherita..
E’ così è iniziato il mio rapporto di stage con il CISS.
Da cinque mesi a questa parte credo di avere imparato più che in tutta una carriera universitaria, ho cominciato a testare me stessa, le mie capacità, le mie potenzialità. Mi è stato dato modo di entrare in un mondo completamente nuovo, fatto di persone che lavorano per migliorare la vita degli altri, di capire un lavoro, una metodologia fatta di strumenti che finalmente mi offrivano l’opportunità di mettere in pratica, e successivamente sul campo, conoscenze fino ad allora confinate ad una sfera puramente teorica.
Ho preso parte attivamente all’animazione della piattaforma web sui diritti dell’infanzia e sulle politiche giovanili, ho partecipato ad un programma di attività di sensibilizzazione e di educazione ambientale destinato ai bambini della provincia oasiana di Tata attraverso il video partecipato, di cui mi sono occupata della coordinazione degli animatori delle associazioni e della stesura del report, il mio primo report ufficiale.
E ora si stanno aprendo nuove possibilità, inaugurate con la firma del mio primo contratto con il CISS che corona la fine del mio tirocinio e segna l’inizio di un vero e proprio rapporto di lavoro, fatto di responsabilità e compiti formalizzati che desidero assolvere al meglio, in linea con lo spirito, la passione e l’impegno che dimostrano quotidianamente tutti i colleghi che ho avuto la fortuna di conoscere durante il mio percorso, ognuno dei quali mi ha insegnato tanto, dal punto di vista lavorativo e, anche e soprattutto, umano.




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