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di Luigi Menchini – cooperante CISS in Libano
Il confine del nord del Libano con la Siria è sempre stato quasi poco più di una pretesa di formalità, negli ultimi 5 o 6 anni; attraversarlo in un senso o nell’altro non era mai un problema per le persone, e pochi problemi incontravano pure per le merci.
Il contrabbando infatti è sempre stato uno dei pilastri dello sviluppo economico, in quest’area dove attività produttive vere e proprie, redditizie e legali al 100% davvero non riescono ad allignare; se proprio non direttamente incoraggiato dalle autorità di entrambi i paesi, il fiorente sistema di traffici di tutti i tipi neppure è mai stato osteggiato sul serio. In fondo riusciva a supplire ad un sistema di scambi e di mercato legale quasi del tutto inesistente – per cui il sistema “clandestino” non poteva certo danneggiare l’ufficiale; in più generava redditi, posti di lavoro, buona circolazione di divisa anche pregiata, mentre assicurava il rifornimento di merci e beni di buona qualità a costi contenuti sopratutto al mercato libanese – altrimente asfittico.
Infatti il Libano ha da anni una sola frontiera terrestre “aperta”, quella con la Siria, che in realtà avvolge l’intero paese da nord a sud, fino a quell’estremo confine sud cioè dove comincia il territorio sotto occupazione militare israeliana, in costante stato di guerra più o meno “low intesity”, dove gli scambi di bombardamenti sono la regola – l’ultimo in ordine di tempo neanche un mese fa.
di Silvia Scimeca – stagista CISS Territori Palestinesi
Mi trovo in Palestina da circa due mesi e mezzo, tra qualche settimana finirà il mio stage e scadrà il mio visto: è tempo di bilanci, di riflessioni su quello che è stato il mio stage con il CISS in questo paese, sulle ricadute che questa esperienza ha su di me sia dal punto di vista umano che professionale. I due aspetti, quello umano e quello professionale, in un lavoro come questo e in un contesto come questo, credo che siano intrecciati.
Ho vissuto un periodo molto intenso e credo che alcune cose le capirò solo quando rientrerò nella mia città, quando avrò modo di ripensare a questo paese dall’esterno. Qui ci sono infatti alcune cose a cui in qualche modo purtroppo ci si abitua, ad esempio il muro ed i check-point…
Per chi come me vive a Ramallah, ma quasi ogni giorno va in ufficio a Gerusalemme, vedere il muro che divide i Territori Palestinesi dallo Stato di Israele (perché la Palestina non è uno Stato ma Israele sì…), un muro che è veramente un pugno nell’occhio e un’offesa all’essere umano in generale e palestinese in particolare, diventa quasi normale, non nel senso che è giusto che ci sia ma nel senso che c’è ed è così imponente e immobile che non puoi che farci l’abitudine, lo guardi e ti senti impotente. Da quando ho attraversato a piedi il check-point di Qalandia, quello più vicino a Ramallah sulla strada che porta a Gerusalemme, penso che appena vedrò di nuovo dei tornelli non li assocerò più ad una domenica allo stadio per vedere una partita di calcio ma proprio a Qalandia e ai check-point che Israele ha imposto come unico varco, strettamente sorvegliato, tra i kilometri di muro che dividono questa terra che un tempo era tutta Palestina… Mi è anche capitato di attraversare Qalandia dal lato riservato ai palestinesi, un ingresso che improvvisamente si trasforma in una grande sala circondata da sbarre che fa pensare semplicemente ad un carcere.
di Dominique Lufrano e Domenico Nebbia – stagigti CISS in Marocco
Dominique Lufrano e Domenico Nebbia sono i due studenti che, al termine della prima edizione della Summer School in cooperazione internazionale allo sviluppo ed educazione alla pace, sono stati selezionati per svolgere uno stage formativo sul campo all’interno di uno dei progetti del CISS. Il progetto su cui sono impegnati Dominique e Domenico si articola in Marocco nell’oasi di Tata.
di seguito il diario della loro esperienza…
Un vecchio proverbio africano dice più o meno così: “E’ viaggiando che si trova la saggezza”…
L’occasione è arrivata lo scorso mese di dicembre, quando abbiamo vinto una borsa di studio per uno stage in un progetto di cooperazione internazionale allo sviluppo in Marocco.
Ed è così che, il 16 gennaio scorso, con un aereo direzione Casablanca è iniziata l’avventura. Leggi il seguito di questo post »




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