Stai sfogliando l'archivio mensile di febbraio 2012.

di Dominique Lufrano – stagista CISS in Marocco

Il mistero di questa terra è scritto nelle vecchie pietre, dietro le dune del deserto e nello sguardo delle donne e dei loro bambini.
I volti dei bambini…spensierati e sorridenti…li incontri per strada ti salutano con la manina e con un sorriso tenerissimo ti dicono “bon jour”.
Questi grandi occhi neri pieni di bontà e speranza penso che li porterò dentro per sempre, è un’emozione che s’imprime, forte e sottile, sul tessuto della memoria.

Un incontro importante continua a regalare emozioni a questa mia esperienza…una famiglia marocchina in una serata mi dona il piacere di immergermi nella sua tipica realtà quotidiana. Leggi il seguito di questo post »

ARULNESAN THAYANI, 25 anni, doppia cittadinanza (italiana e tamil), vive a Palermo da circa 20 anni, si è laureata presso la Facoltà di Scienze della Formazione, Corso di laurea in ‘Educatore della prima Infanzia’, con una tesi dal titolo “Bambini stranieri a scuola”.

Thayani dedica questa laurea a suo padre, che l’ha sempre spinta ad andare avanti.

”Si è realizzato un sogno’‘, ha detto Arulnesan Thayani che fino al 1992 viveva nel nord est dello Sri Lanka. Aveva solo 3 anni quando suo padre decise di fuggire per salvare la sua famiglia dalla guerra civile che da 30 anni divampava nel paese.

Thayani ha affrontato anni di stenti in una terra sconosciuta e così diversa dalla sua patria. ”Una terra – tiene a sottolinearlo - che l’ha accolta benissimo e nella quale si sente a casa.” Qui è stata in grado di laurearsi, cosa che nel suo Paese non sarebbe mai riuscita a fare.

Questo è un risultato importante anche per tutta la comunità Tamil di Palermo, costituita da circa cinquemila Tamil, la più grande comunità d’Italia.

Per maggiori informazioni:
Ass. Youth In Action
320.7241167 / 091.5080290

di Luigi Menchini – cooperante CISS in Libano

Altre immagini che si commentano con poche parole.
Uso foto ufficiali quando posso perchè per molti di quelli che conoscono il Libano e sopratutto Tripoli, tutto questo che sta succedendo, così come lo racconto almeno, sembra incredibile.
“Il Libano è sempre turbolento”, “il Libano, si sa…”, e molti pure aggiungono “…ma non starai esagerando un pò?”

Credo che non si valuti abbastanza a fondo cosa vuol dire quel che sta succedendo nella regione, sopratutto per il dramma che si sta consumando in Siria, per il ruolo reciproco di Israele da un lato ed Iran dall’altro; e quanto di questo si focalizzi proprio qui, a Tripoli e nel nord del paese.
Tradizionalmente i problemi in Libano sono al sud, dove infatti è attestata la missione ONU UNIFIL; ora invece che la situazione si sta complicando, è proprio qua al nord dove arrivano i profughi in fuga e le cose si fanno più pesanti e minacciose, anche per i focolai mai spenti delle divisioni, eredità della guerra civile, come dimostrano gli scontri armati per strada, la condizione di una cittadinanza armata che si fronteggia quotidianamente.

Un altro esempio facile facile: navi da guerra iraniane hanno attraversato Suez entrando nel Mediterraneo (evento storico, è la seconda volta in 33 anni); mandate in appoggio al regime siriano, sono ora ormeggiate nel porto siriano di Tartus… a 45 chilometri da Tripoli, cioe – appena oltre la frontiera.

Sono informazioni che difficilmente si troverebbero sui media normalmente; per questo cerco di diffonderle, anche in questa maniera: sono tasselli che completano un poco un puzzle sempre lasciato in sospeso.

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di Luigi Menchini – cooperante CISS in Libano

Seduto cercando di rubacchiare calore tirchio al pallido sole del freddo febbraio, seduto in un parchetto pubblico di pochi alberetti, panchine vuote, una fontana stagnante, così spopolato di visitatori da sembrare altro che un giardino per la gente e forse perchè fumando un sigaro e non una sigaretta, forse l’alone di straniero fumando sigari, ha fatto avvicinare alla spicciolata 3 o 4 di questi giovani libanesi, curiosi della diversità, quasi guardinghi verso la novità, verrebbe da dire, come di solito sono questi scarsi e sempre occasionali incontri locali.
Si potrebbe dire: si sta chiaccherando.
Ma per qualche diafana ragione sottile questo comune parlare finisce sempre per suonare come: si sta discutendo.
Succede spesso, da queste parti, in realtà; è come se il semplice esercizio del parlare già di per se stesso risvegliasse una tensione che – seppure sia tensione anonima, di tacita evidenza ignota sotterranea senza apparente motivazione, invade ogni discorso, ne fa aspra discussione.

E sì che si sta particolarmente attenti, tutti qui sulla panchina, a non parlare di temi scottanti; si fa di tutto per parlare di banalità, anche cose di cui si sa o ci si interessa veramente poco (di film, auto, calcio), pur di evitare di parlare di quello che fa pressione intorno, che fa pesante l’aria fredda del pomeriggio invernale, quasi ci fosse invece un’afa strana, “di dentro” – dentro la testa, dentro il cuore, pesa l’altro clima che si respira quaggiù in questi tempi.
Quaggiù è “l’altra Tripoli”, che non è in Libia, questa Tripoli, non è quella resa famosa nella lunga estate della guerra di Gheddafi e dei bombardieri NATO, del petrolio “libero” e dei capitali “congelati” nelle banche europee; questa invece è per grandezza la seconda città del Libano, al nord del paese, ad un niente dal confine della Siria, proprio di quella Siria dove si ripete ora il dramma della confusa primavera della confusa libertà, proprio simile all’altra, quella della Libia – o così sembra, almeno (non c’è petrolio siriano da spartirsi fra i vincitori, però).

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di Giorgio Accastello – cooperante CISS in Mauritania

In Mauritania si lotta su tre fronti:

- carestie
- terrorismo
- guerriglie

Il primo è noto ed è stato lanciato un appello.

Di seguito alcuni documenti Fao- Food and Agriculture Organization /Pam- Programma Alimentare Mondiale

http://www.scribd.com/full/82168055?access_key=key-zehdk87z1ek6p8s727h
http://www.scribd.com/fullscreen/82167566?access_key=key-gh9q4airrkqg2hlrlvr

Il secondo attacca postazioni militari. Leggi il seguito di questo post »

clicca qui sotto

http://www.1clickdonation.com/gallery.php?id_onlus=238

ti apparirà la pagina 1 click donation per il CISS, clicca sul tasto “MI PIACE” oppure sul tasto “E-MAIL” dal 3 gennaio al 29 febbraio 2012.

Per confermare il tuo voto ti arriverà sul tuo indirizzo di posta elettronica un’e-mail con le caratteristiche seguenti:

Da: 1clickdonation.com

Oggetto: 1ClickDonation – Conferma il tuo voto

Testo: Ciao …,

per confermare il tuo voto a CISS – COOPERAZIONE INTERNAZIONALE SUD SUD

devi cliccare qui: CONFERMA IL TUO VOTO

Solo seguendo questa procedura il tuo voto sarà valido. GRAZIE!

1 Click Donation è una piattaforma solidale, nata per aiutare in un modo semplice e geniale 3 ORGANIZZAZIONI NON PROFIT, le più cliccate, a ricevere una donazione speciale.

L’organizzazione che riceverà più click beneficerà di una donazione di 5.000 €. Alla seconda classificata andranno 3.000 € e alla terza 2.000 €.

di Luigi Menchini – cooperante CISS in Libano – 12 febbraio 2012

La situazione è migliorata per la maggior parte della città; ma da ieri pomeriggio c’è coprifuoco di fatto nelle zone nord della periferia di Tripoli, quelle oltre El Mina, in particolare di Jebel Mozen, Beddawi e oltre (fino a NBC ed il confine con la Siria) che sono sotto controllo militare da parte di un grosso contingente di fanteria, Commandos, tanks ed artiglieria.

Sporadici scontri ed esplosdioni ancora si sentono anche stamattina (i bollettini parlano di lanci di granate e snipers, franchitiratori e cecchini) – e sono continuati tutta la notte; ma come dicevo, sono lontani, in direzione nord.

Nel quartiere dove sta la casa/ufficio regna una certa (forse eccessiva?) calma e tranquillità; si nota un notevole aumento di personale e mezzi (anche blindati) delle forze armate regolari e delle pattuglie di polizia, ed una diminuzione dei “miliziani” armati usuali.

Di seguito alcuni lanci d’agenzia importanti, direi, per analizzare la situazione e possibili evoluzioni.

After ceasefire – 11 febbraio 2012

di Luigi Menchini – cooperante CISS in Libano – 11 febbraio 2012

Da ieri sera sta infuriando una vera e propria battaglia di guerriglia nelle vie di Tripoli; iniziata nell’area di Jebel Mphsen (roccaforte degli Alawiti favorevoli al regime siriano di Assad), si è estesa verso il centro della città in seguito all’esplosione di un deposito di armi e munizioni della fazione opposta (quella sunnita per intenderci), un container piazzato verso la Università di Al Jina, a poco meno di un chilometro dalla nostra casa/ufficio.

La serie di forti esplosioni è stata chiaramente percepibile da qua, come ovvio.

Nella nottata l’intervento delle forze armate regolari con lo spiegamento di fanteria con l’appoggio di una ventina di blindati pesanti (cingolati, con mitragliatrici, di norma di stanza nell’area dello stadio a poche centinaia di metri dal nostro ufficio, e che sono transitati proprio qua intorno, a vista) aveva prodotto una specie di rallentamento negli scontri a fuoco; ma nella mattinata, intorno alle 9,30 gli scontri sono ripresi con vigore – la città risuona di spari ed esplosioni percepibili da varie direzioni- ma tutte comunque lontane dal centro della città, spostate verso il nord piuttosto.

Tv, radio ed internet continuano a fornire informazioni in tempo praticamente reale sugli eventi.. Leggi il seguito di questo post »

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