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Il 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto.
Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione: una grande e diffusa partecipazione popolare, che si è espressa in ogni territorio, dimostrando la grande vitalità democratica di una società in movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini e Stato attraverso la politica.
Il voto ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti.
di Pasqua de Candia – CISS Bari
Purtroppo il Consiglio Comunale di Molfetta ha bocciato l’ordine del giorno per la modifica dello Statuto cittadino per dichiarare l’Acqua bene comune e i servizi idrici servizi privi di rilevanza economica..
Un pò ce lo aspettavamo ma tanta è la delusione e un po’ la rabbia visto che hanno liquidato la nostra richiesta come “puramente ideologica” e hanno detto che per i servizi idrici sono favorevoli assolutamente alla privatizzazione…
Però non ci fermiamo e speriamo che la gente si faccia sentire visto che in tanti hanno firmato per la campagna per la presentazione dei referendum.. quindi continuiamo!
Di seguito il nostro comunicato stampa!
Con la preghiera di massima diffusione
COMUNICATO STAMPA E LETTERA AI CITTADINI MOLFETTESI
Molfetta, 29 ottobre 2010
A MOLFETTA, PURTROPPO, L’ACQUA E’ UNA MERCE, E NON SI DISCUTE!
Il Consiglio Comunale di Molfetta, nella seduta del 22 ottobre 2010, ha bocciato con i voti della maggioranza la mozione “Acqua Bene Comune” presentata da un consigliere di minoranza nel dicembre 2009 e in seguito sostenuta con una richiesta e lettera inviata a Sindaco e Consiglieri dal “Comitato cittadino per i tre referendum per l’acqua pubblica” costituitosi agli inizi d’aprile.
Oggetto della mozione era la richiesta di inserire nello Statuto comunale «la volontà di riconoscere il diritto umano all’acqua, quindi di riconoscere lo status di acqua come bene comune pubblico e il servizio integrato come servizio pubblico locale privo di rilevanza economica».
In maniera incredibile tutto è stato liquidato come “cosa da socialdemocratici” e “tema affrontato su un terreno squisitamente ideologico che non tiene conto della realtà”! Leggi il seguito di questo post »
di Maria Giovanna Mulè – Servizio Volontariato Europeo
Attraverso il progetto “Youh for water in Minas Novas” (Regione Minas Gerais – Brasile), finanziato dall’Unione Europea e realizzato dal CISS in partenariato con l’Associação Comunitaria de Promoção e Incentivo aos grupos de produção alternativa de Minas Novas (ASCOPI), ho realizzato tante e differenti attività, divisibili in due gruppi.
ATTIVITÁ DI SENSIBILIZZAZIONE:
• una tappa dell’evento interculturale “Bonbajel Turr Brasil: per il sostegno alle culture originarie” presso l’Istituto Salesiano Don Bosco di Minas Novas. (Il primo “Bonbajel Turr” fu realizzato in Europa dal 5 novembre 2008 al 30 gennaio 2009, in città come Milano, Torino, Barcellona, Parigi e Bruxelles. Il progetto cerca di divulgare la conoscenza, dentro e fuori del Messico, della cultura Maya, basata sul rispetto della natura, delle risorse naturali e sull’importanza di elementi vitali come l’acqua. Bonbajel Turr Brasil 2009 è stato organizzato dal 2 ottobre al 26 novembre di 2009 in Brasile a Salvador de Bahia, Minas Novas, Três de Maio e Rio de Janeiro). Attraverso la pittura Maya del pittore Antun Kojton Lan, si è cercato di sensibilizzare la popolazione sul tema dell’ambiente, dell’uso sostenibile delle risorse umane e più in generale sul rapporto diretto esistente tra l’uomo e la natura. Si è svolta una conferenza di presentazione dell’evento, è stata allestita la mostra “Ox lajuneb sjalabil ch’ulelal” (Le tredici tele di spirito), si sono succeduti workshop di pittura e la realizzazione di un murales, coinvolgendo oltre cento bambini. Per tale evento, è stato prodotto del materiale di sensibilizzazione sul volontariato, sui bioma esistenti in Brasile e sulla pittura Maya.
di María Gastón, consulente idraulico nell’ambito del progetto CISS “Rafforzamento delle capacità di intervento delle organizzazioni di base per la preservazione degli ecosistemi delle oasi in Marocco”
Giovedì 8 luglio, presso la scuola primaria del Douar Tiggane, appartenente al Comune d’Addis, si è svolta la Gincana ambientale, una giornata di sensibilizzazione per la tutela dell’ambiente per stimolare l’attenzione dei cittadini del Douar, soprattutto i bambini tra 6 e 13 anni e i loro professori, su questa importante tematica. In particolare, si é discusso sull’ecosistema delle oasi, flora e fauna, e sull’uso e destino della spazzatura che generiamo ogni giorno. Questo evento, organizzato dal team CISS-Tata, ha previsto la realizzazione di varie attività e giochi ecologici ovvero eco-giochi. Un insieme di formazione ambientale e giochi dinamici animati dai clown locali grazie alla partecipazione di 2 animatori dell’Associazione partner tataoui ACCJ – Cent pour cent Jeunesse.
In occasione dell’inaugurazione della appena riabilitata khettara Ain Ait Oiazan nello stesso Douar, si é deciso di fare una giornata di valorizzazione di quest’opera idrica appartenente al patrimonio culturale tataoui, attraverso la sensibilizzazione e la valorizzazione ambientale sia dei più piccoli del Douar che dei giovani e degli adulti, grazie ai corsi sulle risorse idriche che saranno realizzati nei prossimi mesi di ottobre e novembre.
di Maria Gaston Betran – consulente idraulico nell’ambito del progetto CISS “Rafforzamento delle capacità di intervento delle organizzazioni di base per la preservazione degli ecosistemi delle oasi in Marocco”
Durante i mese di maggio e giugno ho accompagnato le opere di riabilitazione della khettara Ain Ait Oiazan nel douar Tiggane appartenente all’oasi di Addis, cominciate il 28 aprile 2010. Come già descritto nel rapporto precedente, la riabilitazione di quest’opera appartenente al patrimonio culturale ancestrale tataoui, con più di 424 anni di età, copre le seguenti operazioni:
- pulizia e cura del canale principale o galleria (450 m)
- riprofilatura e correzione delle pendenze
- rifarcimento dei tronchi ammalorati o distrutti (52)
- ricostruzione in cemento armato di pozzi d’areazione (25).
È stato realizzato la maggior parte del lavoro, rimangono da ricostruire soltanto 5 pozzi e la pulizia dei ultimi 30 m del canale principale. Il risultato ottenuto finora é molto soddisfacente, anche per la popolazione locale che ha manifestato un grande entusiasmo per i risultati raggiunti e l’efficienza dei lavori per il veloce miglioramento della quantità di acqua disponibile per l’irrigazione delle loro colture.
di Maria Gaston Betran – consulente idraulico nell’ambito del progetto CISS “Rafforzamento delle capacità di intervento delle organizzazioni di base per la preservazione degli ecosistemi delle oasi in Marocco”
La prima settimana a Tata ho accompagnato l’équipe locale, il responsabile CISS in loco, Calogero Messina, e il coordinatore CISS Marocco, Massimiliano di Tota, durante la visita di 3 giorni fatta dalla Commissione Europea, durante la quale si sono tenute riunioni con vari rappresentanti di associazioni locali, delle istituzioni e dei servizi decentrati del Regno del Marocco, e sono stati visitati vari luoghi di intervento del progetto, come l’oasi di Oum Laaleg e la kasbah di Agadir Ouzrou.
Ho visitato e incontrato i rappresentanti di vari istituzioni della Provincia di Tata: Direction Provinciale des Eaux et Fôret, Direction Provinciale de l’Agriculture (DPA) e Service Hydrologique, per avere un primo contatto con la realtà idrica della regione. Questo permetterà anche di avere diagnostici e documenti per contribuire all’analisi iniziale del territorio e, sopratutto, delle problematiche riguardanti le risorse idriche.
Ho partecipato alla Giornata della Terra organizzata dall’équipe CISS e realizzata, in collaborazione con l’associazione “Soutien Ecole Ennajah S/S Tigzmirte-Tata”, il giorno 22 aprile presso la scuola “Taldnounte-Tigzmirte”.
Ho accompagnato il responsabile CISS in loco, Calogero Messina, e partecipato della visita realizzata sul progetto dal team formato da 4 volontari appartenenti all’Associazione italiana Bambini del Deserto durante la giornata del 4 maggio.
Ho partecipato alla riunione dell’équipe CISS a Tata con la Commune d’Adis per presentare le diverse attività già sviluppate nell’ambito del progetto “Rafforzamento delle capacità di intervento delle organizzazioni di base per la preservazione degli ecosistemi delle oasi in Marocco”, allo scopo di stabilire delle azioni di collaborazione, in particolare, la definizione del luogo per l’iminente costruzione di un pozzo e di un bacino di accumulo nell’area appartenente alla regione di Adis.
di Enrico Castelli – cooperante CISS in Etiopia
Si era data notizia, in precedenza, della attenzione che il CISS Etiopia dedica all’ambiente seriamente danneggiato dal taglio di alberi e dalla crescente disaffezione da parte della popolazione inurbata a curare il flusso delle acque superficiali, uno dei settori del controllo del territorio che, nel passato, hanno reso famosi i Konso.
I terrazzamenti per i quali i Konso vengono a ragione citati, sono un segno visibile della loro operosità e conoscenza profonda dell’ambiente in cui vivono. La piovosità con i suoi 750 mm annui non motiva l’aspetto arido del territorio. Ma l’acqua arrivando in modo violento e concentrato in acquazzoni, ha un alto potere erosivo sulle pendenze che caratterizzano il paesaggio. I terrazzi servono a coltivare, ma soprattutto a diminuire la velocità dell’acqua favorendone l’infiltrazione nel terreno e, di conseguenza, l’assorbimento da parte delle piante. I terrazzamenti sono a Konso una struttura idraulica, che ogni anno deve essere rinnovata, ripulita e adattata al regime delle piogge. La sua natura emminentemente idraulica viene esplicitata dalla preparazione del terreno prima della stagione delle piogge. I contadini scavano ogni terrazzo accumulando la terra sul muretto ad una altezza di almeno mezzo metro. La vasca che viene scavata deve trattenere la pioggia, un sistema di dighette spezza la lunghezza del terrazzamento cosicché quando piove l’acqua superficiale è imprigionata in vasche contigue, separate da soglie in pietra per evitare che essa si trovi una via senza controllo, che potrebbe devastare le coltivazioni. Canali in pietra spezzano i terrazzamenti per consentire all’acqua in eccesso di trovare una via verso il fondo valle; quando non piove questi torrenti secchi sono usati da uomini e animali per superare le colline.
da Giuseppe Cammarata – responsabile Libano CISS
Oggi una parte del campo profughi di Beddawi festeggia ed é felice: é stata inaugurata una piccola rete idrica che finalmente consente a piú di mille persone di avere acqua potabile di buona qualità ed in abbondanza.
Tale piccola rete, costruita dal CISS in partenariato con Bait Atfal Assomoud (ONG palestinese presente in tutti e 12 i campi profughi del Libano, partner del CISS ormai in diversi progetti) ed UNRWA e finanziato dall’Ufficio di Cooperazione Italiana di Beirut nell’ambito del progetto dal titolo “Programma integrato per il risanamento ambientale e lo sviluppo sostenibile del campo profughi palestinesi di Beddawi”, ha sua importanza per almeno un paio di motivi. Anzitutto per il fatto in sé, dal momento che finalmente tale intervento ha sostituito una vecchia rete idrica che forniva acqua senza i requisti minimi di potabilità, che però veniva comunque utilizzata dai residenti anche per usi alimentari.




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