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di Epifania Lo Presti – 7 maggio 2011

Oggi voglio raccontarvi una storia, quella di Exaucee: non è proprio una favoletta, ma voglio parlarvene ugualmente.

Exaucee è un bambino di Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo. Non l’ho conosciuto personalmente, la sua storia mi è stata raccontata ma voglio provare ad immaginarlo. Piccolo, potrebbe avere al massimo dieci anni, gira spaesato per le strade di questa megalopoli. Un grazioso neretto, naso a patata, occhi grandi e messi in risalto dal contrasto con il colore della pelle, come se ne potrebbero vedere tanti in giro per quella città o come se ne vedono tanti, anzi troppi … Espressione sperduta, preoccupata: strano, i bambini sono lo specchio della serenità e della spensieratezza.

Continuo ad immaginare di seguirlo, si sposta a piccoli passi un po’ trascinandosi, sembra stanco. Incontra un altro gruppo di bambini, un po’ più disinvolti di lui, ma con un non so che in comune … Sarà lo stesso sguardo? Si aggrega al gruppo, ha fame, racconta di aver dormito tutta la notte fuori e di essere stato alcuni giorni a vagare senza meta. Uno dei bambini del gruppo gli indica un posto dove trovare qualcosa da mangiare e dove riposarsi, ce ne sono parecchi posti del genere, piccoli centri che accolgono e sostengono bambini come Exaucee. Leggi il seguito di questo post »

di Alessia, Clara, Luisiana, Jean Pierre – animatori del CISS

Equomondo: giochi, giocattoli e suoni dal Sud del mondo è approdato a Napoli il 5 novembre 2010.

Sotto la guida di Pasqua in due giorni la mostra ha preso forma, presso la biblioteca della scuola I.S.S. Margherita di Savoia, che ci ha ospitato calorosamente per tutta la durata del progetto.

Tra pannelli, viti, colori, magici sacchetti, odori, foto, timbri e tappeti pian piano si svelavano i segreti di Equomondo e noi, insieme alla nostra curiosità diventavamo sempre più impazienti di entrare in questo strano mondo… ma il viaggio è stato lungo: prima tappa la nostra sede napoletana che ha accolto le nostre prime sensazioni.

Il nostro viaggio ha inizio. Pasqua ci regala il biglietto di sola andata e un diario di bordo sul quale raccontare i nostri ricordi e la nostra nuova inaspettata avventura: dopo i primi minuti di interrogativi sul nostro ruolo di animatori, scopriamo che il modo più semplice per capirlo è entrare in Equomondo giocandolo. Muniti di un insolito passaporto attraversiamo le cinque “regioni” utilizzando i cinque sensi alla scoperta di culture, odori e sapori dei cinque continenti. Lasciandoci totalmente coinvolgere da questo viaggio sensoriale non ci accorgiamo di essere ritornati bambini, svuotati dai nostri pregiudizi, liberati dai nostri ruoli quotidiani, ci siamo mossi verso un mondo che conoscevamo appena, ma che una volta esplorato è diventato nostro.

Con un nuovo bagaglio a disposizione siamo pronti a far vivere a grandi e piccini la magia di Equomondo.

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di María Gastón, consulente idraulico nell’ambito del progetto CISS “Rafforzamento delle capacità di intervento delle organizzazioni di base per la preservazione degli ecosistemi delle oasi in Marocco”

Giovedì 8 luglio, presso la scuola primaria del Douar Tiggane, appartenente al Comune d’Addis, si è svolta la Gincana ambientale, una giornata di sensibilizzazione per la tutela dell’ambiente per stimolare l’attenzione dei cittadini del Douar, soprattutto i bambini tra 6 e 13 anni e i loro professori, su questa importante tematica. In particolare, si é discusso sull’ecosistema delle oasi, flora e fauna, e sull’uso e destino della spazzatura che generiamo ogni giorno. Questo evento, organizzato dal team CISS-Tata, ha previsto la realizzazione di varie attività e giochi ecologici ovvero eco-giochi. Un insieme di formazione ambientale e giochi dinamici animati dai clown locali grazie alla partecipazione di 2 animatori dell’Associazione partner tataoui ACCJ – Cent pour cent Jeunesse.

In occasione dell’inaugurazione della appena riabilitata khettara Ain Ait Oiazan nello stesso Douar, si é deciso di fare una giornata di valorizzazione di quest’opera idrica appartenente al patrimonio culturale tataoui, attraverso la sensibilizzazione e la valorizzazione ambientale sia dei più piccoli del Douar che dei giovani e degli adulti, grazie ai corsi sulle risorse idriche che saranno realizzati nei prossimi mesi di ottobre e novembre.

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di Maria Gaston – consulente CISS in Marocco sul progetto “Rafforzamento delle capacità di intervento delle organizzazioni di base per la preservazione degli ecosistemi delle oasi in Marocco”

…Aria pulita da respirare, cibo da mangiare, acqua da bere, medicine per stare in salute, fibre per i vestiti che ci scaldano, protezione da dissesti idrogeologici e climatici: la vita di tutti noi dipende dalla biodiversità e le specie animali e vegetali, gli ecosistemi in cui vivono e i loro servizi fondamentali ci vengono forniti gratuitamente…

Dal 20 al 22 maggio si è celebrato nella Maison des Jeunes , nell’ambito del progetto “Rafforzamento delle capacità di intervento delle organizzazioni di base per la preservazione degli ecosistemi delle oasi in Marocco”, in collaborazione con l’associazione culturale locale AVES, la Giornata della Biodiversità a Tata. Per tale occasione si sono realizzate varie attività con l’intento di sensibilizzare su tale tematica principalmente le nuove generazioni, attori protagonisti del futuro più prossimo.

Il 22 maggio si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale per la Biodiversità, segnando l’anniversario dell’adozione nel 1992 della Convenzione sulla diversità biologica a Rio de Janeiro. Stavolta capita proprio nell’anno dedicato dall’ONU alla biodiversità, per tanto si è voluto sottolineare l’importanza e il particolare significato di questa giornata attraverso la realizzazione di un ampio programma di attività all’interno di un evento, della durata 3 giorni, con il coinvolgimento di diversi attori istituzionali e soprattutto del pubblico beneficiario del progetto.

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di Maria Giovanna Mulè – Servizio Volontariato Europeo

Ripercorro le idee e le sensazioni che mi hanno mosso in quei giorni. Sono tante e intense, di vari colori, ma quello che più importa è che possano essere in qualche modo custodite e racchiuse in una frase “Circo louco itinerante”.

Dopo il racconto “Dams-giocolando a Minas Novas”, il canovaccio teatrale da me scritto era rimasto nascosto dentro un file word.

Per ben due volte mi ero recata a scuola, con i miei strumentini “damsiani”, dopo aver trovato risposte educative in giochi adeguatamente preparati e raccontati su un foglio, sulla mia scaletta personale.

Per ben due volte, non sono riuscita a fare il workshop, per il numero esiguo di bambini o per dimenticanza della scuola.

Intanto il tempo scorreva, la città si preparava al Carnevale e mi chiedevo sempre più se la sfilata teatrale di Carnevale avrebbe mai potuto prender vita tra le strade della città.

8 Febbraio: Ciak, si gira!!!!

Il “Dams” apre le sue porte nella biblioteca della scuola “Doutor Agostinho da Siva Silveira” e accoglie un numero variabile di ragazzini tra i 10 e i 14 anni, dalle 14.30 alle 17.00. Tra montagne di libri e banchi, ci facciamo spazio e cominciamo a “damsgiocolare”.

Si susseguono 4 giorni intensi di workshop, di cui vi potrei raccontare immensi particolari. La programmazione giornaliera la ometto, ma se qualcuno fosse interessato sono disponibile a inviargliela.

Getto delle suggestioni..

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di Maria Giovanna Mulè – Servizio Volontariato Europeo


E’ stato strano, emozionante e divertente.

Creare la scaletta del workshop avendo in mente il principio della flessibilità.

Scegliere le musiche, cercando di combinare suoni di autori appartenenti alla cultura brasiliana con ciò che nella mia valigia personale avevo.

Vinicius de Moraes, Bia Bedran, Chico Buarque, Adriana Calcanhoto, con alcuni pezzi loro, fatti per bambini e adolescenti, messi insieme a Nicola Conte e Lavilliers, azzardando.

Prepararsi lo zainetto e creare il “cestino delle emozioni e dei commenti”.

Andare a scuola e aspettare.

Fare i conti col fatto che sono passati già 30m e anche se le segretarie ti parlano dei loro sogni, nessuno è ancora arrivato.

Poi, eccoli là, curiosi, in sei.

Quattro ragazzine di 12 anni e due maschietti, uno di 13 e l’altro di 17.

Sono loro a portarmi nell’aula.

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Da Nino Rocca

Si chiamava Morena e il 29 settembre avrebbe festeggiato il suo primo compleanno.

La piccola Morena è morta per una complicazione polmonare.

Lo scorso Natale era stata ricoverata d’urgenza all’ospedale dei bambini.

Dopo una lunga degenza i medici avevano raccomandato alla mamma di riportarla a casa in un ambiente “sano” mettendola al riparo da luoghi freddi ed umidi.

Ma la casa di Morena e della sua povera famiglia era un container nella bidonville della città di Palermo.

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di Giorgia Baldi – cooperante CISS in Libano

Le prime due settimane di luglio hanno visto i ragazzi del campo profughi di Beddawi impegnati in attività di animazione e sensibilizzazione.

PICT7977Il gruppo di ragazzi attivo nel centro di Beit Atfal Assomud a Beddawi (Tripoli) è stato formato durante i 4 anni del progetto “Mustaqbal: nuove prospettive per i giovani palestinesi di Tiro e Tripoli” nell’organizzazione di attività culturali e di animazione, ed ha concluso oggi (17 luglio 2009) l’Al Quds Summer Camp, in memoria di una città, Gerusalemme, che non hanno mai visitato e che, forse, non vedranno mai.

L’attività organizzata è durata due settimane e circa 250 bambini di Beddawi hanno potuto beneficiare di attività ricreative ed educative.

I bambini di Beddawi non hanno uno spazio fisico in cui imparare ed in cui giocare liberamente perchè il campo, in cui la popolazione è in continua crescita, è ristretto, senza spazi verdi e senza luoghi che possano accogliere la giovane popolazione.

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di Antonella Di Salvo

Partenza 8 luglio da Palermo…lungo viaggio da sola dove qualche simpatico incontro e i pensieri su ciò che avrei trovato mi hanno fatto compagnia.

Tante emozioni contrastanti: grande entusiasmo, qualche dubbio, un po’di incertezze ma soprattutto tante aspettative…Tante persone raccontano la propria esperienza nella grande Mamma Africa, con i suoi colori, i suoi profumi, i suoi sapori, i suoi sorrisi ma anche le sue paure e i suoi dolori, e tutto alimenta un vortice nella testa che è già piena di pensieri senza ancora esserci veramente.

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da Marco Mondino

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Baqa’a è il più grande campo profughi palestinese della Giordania e si trova a venti chilometri da Amman. Creato nel 1968 per accogliere gli sfollati Palestinesi che lasciarono la West bank e la striscia di Gaza dopo la guerra arabo-israeliana del 1967, oggi conta 90,953 rifugiati registrati.
Camminiamo per le strade di Baqa’a insieme a Mohannad, un amico di origini palestinesi, che ha trascorso gran parte della sua infanzia qui, a casa del nonno paterno originario di Hebron.

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