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di Maria Giovanna Mulè – Servizio Volontariato Europeo
Attraverso il progetto “Youh for water in Minas Novas” (Regione Minas Gerais – Brasile), finanziato dall’Unione Europea e realizzato dal CISS in partenariato con l’Associação Comunitaria de Promoção e Incentivo aos grupos de produção alternativa de Minas Novas (ASCOPI), ho realizzato tante e differenti attività, divisibili in due gruppi.
ATTIVITÁ DI SENSIBILIZZAZIONE:
• una tappa dell’evento interculturale “Bonbajel Turr Brasil: per il sostegno alle culture originarie” presso l’Istituto Salesiano Don Bosco di Minas Novas. (Il primo “Bonbajel Turr” fu realizzato in Europa dal 5 novembre 2008 al 30 gennaio 2009, in città come Milano, Torino, Barcellona, Parigi e Bruxelles. Il progetto cerca di divulgare la conoscenza, dentro e fuori del Messico, della cultura Maya, basata sul rispetto della natura, delle risorse naturali e sull’importanza di elementi vitali come l’acqua. Bonbajel Turr Brasil 2009 è stato organizzato dal 2 ottobre al 26 novembre di 2009 in Brasile a Salvador de Bahia, Minas Novas, Três de Maio e Rio de Janeiro). Attraverso la pittura Maya del pittore Antun Kojton Lan, si è cercato di sensibilizzare la popolazione sul tema dell’ambiente, dell’uso sostenibile delle risorse umane e più in generale sul rapporto diretto esistente tra l’uomo e la natura. Si è svolta una conferenza di presentazione dell’evento, è stata allestita la mostra “Ox lajuneb sjalabil ch’ulelal” (Le tredici tele di spirito), si sono succeduti workshop di pittura e la realizzazione di un murales, coinvolgendo oltre cento bambini. Per tale evento, è stato prodotto del materiale di sensibilizzazione sul volontariato, sui bioma esistenti in Brasile e sulla pittura Maya.
di Maria Giovanna Mulè – Servizio Volontariato Europeo
Era un sabato caldo di marzo come tanti, accompagnato dal suono assordante dei lavori che si susseguivano. Una finestra da cui guardare la creazione di buchi e briciole che si dissolvevano di una struttura antica: ecco il secondo palazzo antico abbattuto accanto a casa, in meno di due mesi.
L’oroscopo di Repubblica delle Donne ci aveva appena promesso grandi successi e sviluppi nuovi delle nostre vite. Il motore di ricerca di google continua a girare per noi, accompagnando con la sua ricerca le nostre dissertazioni sul mondo.
Ad un certo punto, mi volto verso Valeria e leggendo articoli sul 17 aprile 2010, le chiedo quale fosse la sua opinione su un incontro ipotetico con e per gli abitanti delle aree rurali, proprio nel giorno in cui si commemora la giornata internazionale della lotta contadina.
Valeria ammicca e accoglie il mio pensiero “rivoluzionario”.
Il click dei tasti, clump clump, si sussegue e con qualche e-mail ecco trovati due partner adeguati: “CAMPO VALE” e il “SINDICATO DOS TRABALHADORES”.
Lo staff di tre donne (Io, Marcilene e Rosa) così composto comincia a riunirsi e a lavorare: dietro le quinte altre due donne per consigliare e appoggiare, Valeria Bigliazzi – CISS”(già presente dall’inizio della vicenda) e Claudia Rodrigues Lopes – ASCOPI. Si crea anche un contatto con il delegato della Polizia Civile, Vitor Amaro, con cui si chiacchiera infinitamente sui differenti modi di operare i cambiamenti nella società civile e con cui si concorda un workshop sulla questione di genere dentro il nostro incontro.
Per la prima volta si creerà un evento in cui i contadini saranno ascoltati da un’autorità pubblica!!!!
di Maria Giovanna Mulè – Servizio Volontariato Europeo
La prima visita di studenti al Sistema Agroforestale (SAF) nasce da un curioso gioco dell’oca, perso tra date e la voglia di mediare tra esse..
Come molti di voi sanno, il 21 marzo è la giornata mondiale dell’albero. In Brasile, invece, la commemorazione di questo evento avviene il 21 settembre: da ormai 30 anni, questa data è riconosciuta ufficialmente come “giorno dell’albero”, mediante un decreto federale. Guardando il calendario, volendo assumere come riferimento la prima coordinata temporale menzionata, noto che si trattava di una domenica…quindi, ecco l’anticipo “dovuto” al 19 marzo, data che ci riporta alla “Festa del papà”, ma che stando qua viene privata di questo senso, in quanto questa festa viene legata a un altro mese.
Dopo aver dialogato diverse volte con la direttrice della scuola Doutor Agostinho, il programma completo dell’azione di sensibilizzazione viene delineato: visita al Sistema Agroforestale, impiantato dal progetto CISS “Renascimento da fontes” e al ritorno a scuola, avremmo piantato tutti insieme 4 piantine ornamentali.
Con 20 adolescenti, la professoressa Vanda, il nostro nuovo tecnico João e la coordinatrice del progetto Valeria Bigliazzi, ci rechiamo sul luogo, con un pulmino del trasporto scolastico.
di Valeria Bigliazzi – cooperante CISS in Brasile
Vi si arriva dopo quasi due ore di viaggio da Minas Novas, la maggior parte tra piantagioni di eucaliptus estese migliaia di ettari, alcune giá alla fine del loro ciclo, coi tronchi pronti per essere trasportati via, vigilati da torri di guardia alte, come le prigioni. Serviranno per fare carbone, lasciando la terra improduttiva e inaridita.
La cittadina di Itamarandiba (in lingua indigena: pietra piccola che rotola con tutte le alte) ci appare bella, con casette antiche ben tenute e dipinte con colori vivaci, le piazze sono pulite e con alberi rigogliosi, sono le cuaresmere, che fioriscono durante la quaresima, si vede che c’é piú acqua in questo settore.
La piccola pensione dove accogliamo la nostra volontaria, Maria Giovanna, é in realtá una foresteria messa a disposizione del municipio per i contadini delle comunitá ma anche per chi, senza risorse, puó farsi curare all’ospedale locale contando con vitto e alloggio gratis. L’ostello é stato aperto da pochi mesi ma há giá vari ospiti, tutti trattati molto gentilmente.
Le stanze sono piccole e umili ma pulite, il cibo semplice ma buono e le ragazze impiegate sono veramente molto disponibili: ci servono un piatto caldo tenuto pronto per noi (che comunque siamo arrivati per ultimi dopo 40 persone a cui hanno giá servito il pranzo) accompagnato da succo di maracujá buonissimo e freddissimo e dall’immancabile cafesinho brasiliano. Salutiamo gli ospiti: il bizzaro ex clawn del circo fallito, chiamato Bahiano, la signora che parla da sola con la sua amica immaginaria Paulina, mentre cammina rapidamente in sù e giú tutto il tempo, e suo fratello, attento a farla amorevolmente finire tutta la sua porzione, e ce ne andiamo, contenti di non essere sul set di un film di Fellini ma in un angolo di mondo dove la pazzia fa parte integrante della vita quotidiana e come tale é accettata di buon grado.
Il responsabile della Cultura del municipio, Adao, ci aspetta cordiale in un ufficio piccolo ma curato, con foto di cascate e pitture rupestri della riserva di Serra Negra alle pareti. E’ il suo orgoglio, ci racconta che spera (e lavora) perché un giorno qui possa sorgere un centro di investigazione delle ricchezze naturali e culturali della regione, visto che, anche secondo lui, la ricerca é la chiave per lo sviluppo della regione.
di Maria Giovanna Mulè – Servizio Volontariato Europeo
Itamarandiba non è solo il titolo di una canzone: è un paesino situato nella Valle di Jequitinhonha che ha una popolazione di circa 30.000 abitanti, dei quali circa 10.000 vivono nelle aree rurali.
Il dato, malgrado le stime, non è ritenuto certo, in quanto molta gente va e viene dalla città, per motivi diversi (cure mediche, commercializzazione dei prodotti, ecc.).
Arrivo ad Itamarandiba giorno 23 febbraio 2010 alle ore 9.00 del mattino.
Alla Rodoviaria mi aspetta Adão, un Minasnovense divenuto Segretario alla Cultura da quasi un anno ad Itamarandiba, che è stato capace di attivare attorno a sè, nella società in cui si è inserito, solo spirali virtuose e contagiose, grazie alle sue idee e alla sua attitudine alla progettazione.
Mi accompagna alla “Casa de apoio aos homens de campo”, la mia nuova casa, per posare i bagagli, e dopo aver salutato il personale della Segreteria di Cultura, eccomi nella Segreteria di Agricoltura, pronta a scoprire i misteri che si celano dietro le sigle “Ima, Emater, Banco Nordeste”, dei vari uffici.
La cosa che mi colpisce e che mi rimarrà impressa anche dopo quei giorni trascorsi è la disponibilità di quei funzionari, tutti con ruoli e programmi diversi, pronti a farmi vedere e a farmi scoprire il numero maggiore di cose, pronti ad includermi nel loro staff e nelle loro missioni nelle aree rurali, tutti disponibili (come dicono loro) “ad adottarmi”.
Con loro ho attraversato innumerevoli storie e strade.
di Maria Giovanna Mulè – Servizio Volontariato Europeo
Ripercorro le idee e le sensazioni che mi hanno mosso in quei giorni. Sono tante e intense, di vari colori, ma quello che più importa è che possano essere in qualche modo custodite e racchiuse in una frase “Circo louco itinerante”.
Dopo il racconto “Dams-giocolando a Minas Novas”, il canovaccio teatrale da me scritto era rimasto nascosto dentro un file word.
Per ben due volte mi ero recata a scuola, con i miei strumentini “damsiani”, dopo aver trovato risposte educative in giochi adeguatamente preparati e raccontati su un foglio, sulla mia scaletta personale.
Per ben due volte, non sono riuscita a fare il workshop, per il numero esiguo di bambini o per dimenticanza della scuola.
Intanto il tempo scorreva, la città si preparava al Carnevale e mi chiedevo sempre più se la sfilata teatrale di Carnevale avrebbe mai potuto prender vita tra le strade della città.
8 Febbraio: Ciak, si gira!!!!
Il “Dams” apre le sue porte nella biblioteca della scuola “Doutor Agostinho da Siva Silveira” e accoglie un numero variabile di ragazzini tra i 10 e i 14 anni, dalle 14.30 alle 17.00. Tra montagne di libri e banchi, ci facciamo spazio e cominciamo a “damsgiocolare”.
Si susseguono 4 giorni intensi di workshop, di cui vi potrei raccontare immensi particolari. La programmazione giornaliera la ometto, ma se qualcuno fosse interessato sono disponibile a inviargliela.
Getto delle suggestioni..
di Maria Giovanna Mulè – Servizio Volontariato Europeo 
E’ stato strano, emozionante e divertente.
Creare la scaletta del workshop avendo in mente il principio della flessibilità.
Scegliere le musiche, cercando di combinare suoni di autori appartenenti alla cultura brasiliana con ciò che nella mia valigia personale avevo.
Vinicius de Moraes, Bia Bedran, Chico Buarque, Adriana Calcanhoto, con alcuni pezzi loro, fatti per bambini e adolescenti, messi insieme a Nicola Conte e Lavilliers, azzardando.
Prepararsi lo zainetto e creare il “cestino delle emozioni e dei commenti”.
Andare a scuola e aspettare.
Fare i conti col fatto che sono passati già 30m e anche se le segretarie ti parlano dei loro sogni, nessuno è ancora arrivato.
Poi, eccoli là, curiosi, in sei.
Quattro ragazzine di 12 anni e due maschietti, uno di 13 e l’altro di 17.
Sono loro a portarmi nell’aula.
di Maria Giovanna Mulè – Servizio Volontariato Europeo
Atto I: “O Mestre dos Magos”
“O Mestre dos Magos” custodiva gelosamente un segreto prezioso dentro di sé . Ogni giorno per 3 anni compiva lo stesso identico rituale: si guardava intorno per identificare i frammenti dispersi che avrebbero dato vita al cavallo alato meccanico, che la notte aleggiava libero nei suoi sogni.
Quella sarebbe stata la grande magia, che lo avrebbe reso per sempre, in tutti i libri di magia, l’immortale e autentico “Mestre dos Magos”.
Ad un certo punto, i pezzi erano tutti lì, nelle sue mani e bastò solo pronunziare la frase “você sumiu e agora reapareceu”(eri scomparso e ora sei riapparso), per poter veder nascere l’unione di ogni pezzo, che spontaneamente s’incastrava generando armonia.
“O Mestre dos Magos”, dopo avere lanciato in aria le monetine, decise che il cavallo alato doveva essere di colore rosso, perché così volevano gli oracoli: la sua creatura era finalmente pronta. Si distaccò da terra con un balzo e regalò un sogno reale a quel mago.
Arrivarono fino alla fine di “Brasil – Puffolandia” e fecero una sosta al rifornimento di benzina: era pur sempre un cavallo alato meccanico!!!
Tornati a casa, con addosso vibranti emozioni e risoluti nel proposito di volare solo la Domenica e per poco tempo, non fecero in tempo a socchiudere la porta, che giunsero con passi decisi i “guardiani del bene”. Poche parole spese, ma un monito che non lasciava intravedere speranze: il cavallo alato meccanico suscita nel pubblico anche sogni di potere, sentimenti meschini che sfuggono ai più potenti incantesimi.
“O Mestre dos Magos” ebbe l’impressione che il vento stesse cambiando.
Diario di bordo da Minas Novas di Maria Giovanna Mulè – Servizio Volontariato Europeo
Quasi quattro mesi passati, vestendo il nuovo ruolo di volontaria “EVS”, osservando e vivendo una nuova realtà, ma le parole si bloccavano dietro una paresi generata da ricerca delle parole.
Gli imput all’improvviso giunti, s’intrecciavano con notizie provenienti dal luogo lasciato.
Una nuova ferita aperta nella mia città, l’associazione clown della quale sono “parte” che fa servizi anche con gli sfollati con notevoli sforzi, l’associazione in cui avrei dovuto fare il programma EVS a Lisbona, la mia seconda casa, sede di un atto incendiario: tutte trame di fili da ricostruire, che s’intrecciano, componendo un nuovo scenario, a cui io assisto da un luogo nuovo, chiamato Minas Novas, per i più sconosciuto, in cui decisamente manca il bar immaginato da tutti, in cui ballare la samba.
Minas Novas, mi piace immaginarla e descriverla, come una sorta di luogo magico, in cui ciò che si ritiene fuori scena, all’improvviso appare come un jolly, lasciando i volti stupiti. Decisamente il senso comune viene ribaltato, generando una strana commistione tra privato e pubblico.




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