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di Enrico Castelli – Cooperante CISS in Etiopia

La situazione a Konso ed in tutto il sud è dal punto di vista alimentare sempre piu tetra. Le piogge, dopo una ritardata apparizione, sono svanite lasciando i campi brulli, solo qualche chiazza di vegetazione resiste. La gente non ha più nulla nei granai, sarebbe un disastro se la rete di distribuzione degli aiuti alimentari non funzionasse a dovere. Ciò nonostante è assai pesante la vita nei villaggi Konso, con una scarsezza d’acqua che genera malattie e rende assai più a rischio la vita di vecchi e bambini.

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Diario di bordo da Minas Novas di Maria Giovanna Mulè – Servizio Volontariato Europeo

Quasi quattro mesi passati, vestendo il nuovo ruolo di volontaria “EVS”, osservando e vivendo una nuova realtà, ma le parole si bloccavano dietro una paresi generata da ricerca delle parole.

Gli imput all’improvviso giunti, s’intrecciavano con notizie provenienti dal luogo lasciato.

Una nuova ferita aperta nella mia città, l’associazione clown della quale sono “parte” che fa servizi anche con gli sfollati con notevoli sforzi, l’associazione in cui avrei dovuto fare il programma EVS a Lisbona, la mia seconda casa, sede di un atto incendiario: tutte trame di fili da ricostruire, che s’intrecciano, componendo un nuovo scenario, a cui io assisto da un luogo nuovo, chiamato Minas Novas, per i più sconosciuto, in cui decisamente manca il bar immaginato da tutti, in cui ballare la samba.

Minas Novas, mi piace immaginarla e descriverla, come una sorta di luogo magico, in cui ciò che si ritiene fuori scena, all’improvviso appare come un jolly, lasciando i volti stupiti. Decisamente il senso comune viene ribaltato, generando una strana commistione tra privato e pubblico.

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Da Giovanna Di Benedetto

Kairouan1 (WinCE)

Il 29 luglio ha preso avvio il Progetto “Sviluppo integrato del quartiere di Sidi Amor Abada, Kairouan, Tunisia”.

Il Progetto si svolge nella città di Kairouan, che si trova in una zona predesertica nella regione centro occidentale della Tunisia.

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di Antonella Di Salvo

Partenza 8 luglio da Palermo…lungo viaggio da sola dove qualche simpatico incontro e i pensieri su ciò che avrei trovato mi hanno fatto compagnia.

Tante emozioni contrastanti: grande entusiasmo, qualche dubbio, un po’di incertezze ma soprattutto tante aspettative…Tante persone raccontano la propria esperienza nella grande Mamma Africa, con i suoi colori, i suoi profumi, i suoi sapori, i suoi sorrisi ma anche le sue paure e i suoi dolori, e tutto alimenta un vortice nella testa che è già piena di pensieri senza ancora esserci veramente.

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di Pasqua De Candia, CISS Puglia, e Mario Abbattista, socio CISS.

LocorotondoNell’ambito dei progetti finanziati dalla L.reg. 20/2003 della Regione Puglia, “Supporting Municipality of Hebron: capacity building and actions for women’s empowerment”, che intende contribuire al miglioramento della condizione economica e alla riduzione del livello di discriminazione nei confronti della popolazione femminile della Municipalità di Hebron, dal 15 al 22 maggio 2009 il CISS ha avuto il piacere di ospitare a Bari una delegazione composta da:

Mr. Kamal Dweik, vice Sindaco della Municipalità di Hebron con delega ai rapporti multilaterali, Mr. Raed Sharabati, membro del Consiglio della Municipalità di Hebron, con delega ai rapporti multilaterali e Direttore Amministrativo, Mr. Abd Al-Aziz Nofal, Coordinatore dell’Ufficio stampa, Mr. Nidal Tamimi, Segretario della Municipalità e Direttore dell’Ufficio Relazioni con il pubblico, Miss Rehab Sharabati, operatrice dell’Ufficio Relazioni con il pubblico, accompagnati dalla project manager del CISS, Rania Arnaout.

Sono stati inseriti, nella fitta agenda della delegazione, una serie di incontri istituzionali, conferenze stampa, workshop tematici, incontri pubblici e presso l’Università degli Studi di Bari, incontri con soggetti operanti nel terzo settore e altri con associazioni locali. Inoltre si è colta l’occasione, nei momenti liberi, per brevi escursioni “turistiche” in provincia di Bari e in Valle d’Itria.

A conclusione di tutto, possiamo dare di quest’esperienza un bilancio assolutamente positivo: positivo per le istituzioni locali pugliesi che, nonostante il momento critico e fitto di impegni per l’imminente momento elettorale, hanno dimostrato, accanto alla proverbiale accoglienza, un’insospettata capacità comunicativa e un potenziale interesse ad arricchire di altre piccole azioni il progetto e i partner palestinesi.

È stata un’esperienza positiva per i nostri amici palestinesi, per coloro che sono tornati per la seconda volta e per quelli che erano al loro primo viaggio in Puglia: tutti sono riusciti ad assimilare numerose e nuove informazioni e conoscenze, nonché spunti per le proprie attività e competenze.

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Da Francesca Giolivo, Responsabile Ciss Migranti
 

“I migranti sono vittime di una cospirazione tra le due rive del Mediterraneo. L’Europa vede soltanto un problema di sicurezza, nessuno vuole parlare dei loro diritti”. (Jumaa Atigha avvocato di Tripoli)

La Ong CISS/Cooperazione Internazionale Sud Sud condanna con fermezza l’esplosione di razzismo istituzionale che ormai infuria nel nostro paese ed è solidale con tutti i migranti e richiedenti asilo che hanno subito e subiscono i continui attacchi e le insostenibili prevaricazioni da parte del nostro governo e di una Europa ormai silente.

La deportazione in Libia da parte della marina miliare italiana dei barconi di profughi fermati nemmeno in acque internazionali, ma in acque territoriali, è un fatto senza precedenti. Una vera e propria compravendita di esseri umani con Tripoli senza neanche la valutazione del loro reale status.

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Da Giuseppe Cammarata

Arrivo a Beirut alle 4 del pomeriggio di una caldissima domenica di maggio.

Come al solito, la folla che aspetta i parenti in arrivo mi sommerge all’uscita degli arrivi internazionali. E’ una folla piu’ folla del solito, dal momento che svariati aerei sono in arrivo quasi alla stessa ora.

In quello su cui ho viaggiato io, ad esempio, pur partendo da Roma, la stragrande maggioranza dei passeggeri era di origine libanese.

Dico libanesi di origine perche’ durante il check-in a Roma ho avuto modo di occhiare i diversi passaporti in mano ai miei futuri compagni di viaggio: Venezuela, Canada, Brasile, Danimarca, Francia…. Pochissimi di loro avevano un passaporto libanese, pur parlando arabo. La diaspora libanese e’ altrettanto vasta e disseminata di quella palestinese (e siciliana….).

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da Fabrizio Cacciatore

 

…di nuovo in partenza! E mi sa che ce ne saranno molte altre nei prossimi giorni. Questa volta si va a Zouerat, circa 600km da Nouadhibou, il programma prevede che per una decina di giorni lavoreremo qui. Come arrivarci? Naturalmente prendendo l’unico treno che esiste in Mauritania…

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da Carolina Martin- Tirand

tewvigh-078bFatimetou è una bella ragazza. Le piace vestirsi di colori brillanti e circondare il suo viso di una bella melefa. Fatimetou è una ragazza intelligente. Dato che è una buona studentessa i suoi genitori le hanno permesso di continuare a studiare, contrariamente a sua sorella Aminata, che ha lasciato la scuola a 10 anni perché doveva occuparsi dei suoi fratelli piccoli. Fatimetou sa però che quando compirà 16 non potrà proseguire gli studi, perché nel suo villaggio non c’è la scuola per i grandi e i suoi genitori non possono pagarle la permanenza fuori casa. I suoi genitori stanno risparmiando per far studiare nella capitale della provincia suo fratello piccolo.

Fatimetou studia con altri quaranta bambini e bambine di diverse età. Parla un pò francese, anche se non ha mai conosciuto un vero francese. E’ brava in geografia però il suo punto forte è la matematica. A Fatimetou piacerebbe fare la professoressa.

Fatimetou guarda la donna straniera con ammirazione. Pensa che è molto bella. Invidia la sua pelle bianca che si brucia al sole, i suoi occhi verdi e i suoi capelli ondulati e sciolti, senza trecce né parrucche. Invidia il suo orologio, i suoi orecchini e la sua macchina fotografica. La donna bianca l’ha guardata e sorride. Fatimetou è timida, però mantiene lo sguardo e si fa molto seria quando la donna bianca le fa una foto. In fondo si sente orgogliosa che abbia scelto lei fra tutte le altre ragazze del villaggio. A Fatimetou non piacciono molto i pantaloni della donna bianca: sono cose da uomini, non sono per le donne. Però sa che le nazrani (cristiane) sono diverse. Vanno in lussuose macchine e hanno tante cose. Sono ricche e possono andare dove vogliono. E’ per quello che Fatimetou la invidia mentre commenta con le amiche quanto è bella, anche se la trova un po’ svergognata: la donna bianca viaggia da sola con due uomini che non sono né suo marito né suo padre.

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