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di Cristina Cocchieri, Il Cairo, Egitto – Riflessioni a margine degli ultimi avvenimenti- 28 marzo 2011

Nonostante i cambiamenti promettenti, l’Egitto sembra fare qualche passo indietro sulla libertà d’espressione e di riunione. La scorsa settimana, infatti, il nuovo governo ha approvato un decreto legge secondo il quale organizzare o partecipare a scioperi, manifestazioni, sit-in e quant’altro possa disturbare l’ordine pubblico e il regolare svolgimento delle attività economiche costituiscono un crimine, perseguibile legalmente.

E’ importante sottolineare che solo il governo ha approvato il decreto legge, mentre il Consiglio Supremo delle Forze Armate ancora deve esprimersi. Solo quando anche il Consiglio delle Forze Armate approverà il decreto, questo entrerà in vigore.

La decisione è stata presa a seguito della protesta che ha avuto luogo presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università del Cairo lo scorso mercoledì. Gli studenti che hanno preso parte alla manifestazione, quel giorno, sono stati dispersi con l’uso della forza da parte della polizia militare. La reazione alla decisione di punire con un minimo di un anno di carcere o una multa di 500.000 LE chiunque verrà accusato di tale reato non si è fatta attendere. Attraverso i social network, già ampiamente usati durante la Rivoluzione iniziata il 25 gennaio, si è cercato subito di organizzare una grande manifestazione per lo scorso venerdì25 marzo e il gruppo Human Rights Watch ha espresso il suo dissenso per quanto riguarda la decisione del governo.

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di Valentina Venditti – cooperante CISS in Palestina

La mobilitazione in supporto dell’Egitto continua in Palestina.

Questa volta, però, in modo più strutturato. Si è creata una pagina facebook, delle mailing list, dei poster (1). “Another Voice“, un’altra voce, è la firma che si legge sul manifesto. Another Voice è un collettivo di attivisti che lavorano per sensibilizzare la società su questioni che riguardano la situazione palestinese e i diritti umani e mobilizzarla per proteggere e riaffermare questi diritti. I membri provengono da differenti background e credo politico ma sono uniti nel loro desiderio di servire la causa palestinese. Nella visione degli organizzatori si legge chiara la volontà di organizzare un rally non violento e soprattutto non coordinato nè sponsorizzato da alcun tipo di partito. Simboli di fazione non sono graditi, solo bandiere di Tunisia, Egitto e Palestina.

Il 5 Febbraio è stata scelta come data di mobilitazione nazionale e si sono programmate manifestazioni a Ramallah (Al Manara), Betlemme (Piazza della Natività), Gerusalemme (Damascus Gate) alle 2 del pomeriggio e a Nazareth alle 11 del mattino. La rivendicazione più grande dei manifestanti da manifesto era il loro diritto di assemblea e il rispetto di questo diritto, garantito dalla legge palestinese, da parte dell’Autorità Palestinese.

E’ così è arrivato questo 5 febbraio che nonè stato un sabato come gli altri. Quando abbiamo raggiunto la piazza, qualche minuto dopo le 14, ci siamo trovati davanti una scena meravigliosa. Al Manara era invasa da uno strano fervore che ci ha fatto per un momento dimenticare la frustrazione che avevamo provato quel 2 di febbraio.

Più di duemila persone hanno partecipato alla manifestazione di Ramallah reclamando libertà, giustizia sociale, democrazia e diritti umani. Erano presenti movimenti indipendenti di giovani, PINGO – il network delle ONG palestinesi, sindacati, organizzazioni di diritti umani, rappresentanti di partiti politici, uomini, donne e bambini. Erano presenti anche Mustafa Barghouti, Hanan Ashrawi e Amira Hass.

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di Valentina Venditti – Cooperante CISS in Palestina

Medio Oriente e Nord Africa stanno vivendo un momento storico. Le rivolte in Tunisia e in Egitto, tra scetticismi e entusiasmo, stanno suscitando emozioni contrapposte e, in qualche modo, ridando una speranza ai popoli “oppressi” che iniziano a sentirsi parte di un destino comune.

Lo scorso mercoledì siamo andati a mangiare in uno dei tanti localini di Ramallah. E’ un posto molto accogliente, è molto simile ai nostri caffè letterari e si respira politica in ogni angolo. Quella sera il padrone del locale aveva deciso di montare un mega schermo per seguire in diretta la grande manifestazione del Cairo, “layla elkabeere” – la grande notte la chiamava. Tutti i presenti seguivano ogni sviluppo con grande attenzione ed erano in attesa di qualcosa di grande. Appena arrivati noi, il proprietario ha deciso di sintonizzarsi su Al Jazeera English, così da darci l’opportunità di capire cosa stesse avvenendo. Si è poi seduto vicino a noi ed ha iniziato ad analizzare la situazione, i cambiamenti mondiali che avrebbe portato la caduta di Mubarak e il momento storico che stiamo vivendo. “L’Egitto è un paese strategico, stiamo vivendo una rivoluzione” ripeteva. Ci siamo lasciati con la promessa di festeggiare assieme la caduta del regime. Questo entusiasmo non è confinato nei locali di sinistra della Ramallah intellettuale, ma si respira in ogni passo che fai.

Le conversazioni tra la gente sugli autobus riguardano Tunisia ed Egitto, le televisioni sono concentrate su Al Jazeera e i ragazzi mostrano il loro supporto alle popolazioni in rivolta tramite i social network e non solo.

Ieri sera, come ogni sera, il nostro vicino di casa è venuto a salutarci e a bere assieme qualcosa di caldo. Stavolta però ha detto di non avere tempo, perchè era prevista per le 21 una manifestazione, organizzata con uno scambio di sms e messaggi su Facebook, ad Al Manara, la piazza principale di Ramallah, in supporto del popolo egiziano e della loro libertà.

Ci siamo preparati al volo e siamo usciti per unirci a loro. Siamo arrivati qualche minuto dopo le 21, eravamo una trentina inizialmente e ci siamo radunati sul marciapiede che costeggia le strade della piazza. Non è passato molto dall’arrivo degli uomini della sicurezza dell’Autorità Palestinese, tutti in borghese che ci hanno pressochè circondato intimandoci di andarcene perchè non avevamo l’autorizzazione.

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di Mario Michelini – cooperante CISS in Egitto

Sta finalmente prendendo il via il progetto “Ecoturismo per lo Sviluppo Sostenibile nel Governatorato della Nuova Valle” implementato dal CISS Egitto in partnership con la New Valley Tourist Authority che si pone il fine di sensibilizzare gli attori locali (contadini, insegnanti, artigiani e piccoli imprenditori) sulle tematiche legate all’ecoturismo e di valorizzare e pubblicizzare il patrimonio storico-archeologico, culturale e ambientale delle oasi del Deserto Occidentale egiziano, Kharga, Dakhla e Farafra. La sede del progetto è nell’Oasi di Kharga, il principale centro amministrativo e capitale del Governatorato della Nuova Valle (Wadi el Gedid in arabo).

Kharga è una città moderna con una popolazione di 80.000 abitanti ed è l’oasi più popolosa del Deserto Occidentale e nonostante i suoi numerosi monumenti e siti archeologici presenti nei dintorni il turismo non incide minimamente sull’economia locale che dipende in gran parte dall’agricoltura e dai depositi di fosfati presenti nell’Abu Tartar plateu.

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da Eleonora Pillitteri

06\117 – 19\127, Cairo

Il Cairo: impressioni e riflessioni

Chi è stato almeno una volta al Cairo, sa che il primo impatto con la città non è poi così forte come ci si potrebbe aspettare, pensando ad un paese in via di sviluppo. A colpire per prima cosa è il vorticoso intersecarsi delle auto per le strade e l’inquinamento impressionante, che è oramai parte integrante dell’ambiente urbano, è percepito come prezzo da pagare ma contemporaneamente sintomo della modernità. Leggi il seguito di questo post »

da Michela Casabona


Cos’è la cooperazione? Questa domanda riecheggia nella mia mente sin da quando ho incominciato il mio percorso universitario, ed è stata la voglia di trovare una risposta (o quantomeno di provare a darla) che mi ha spinto ad intraprendere un’esperienza come quella del tirocinio all’estero.
Vivere al Cairo, lavorare presso il Ciss Egitto, pensavo potesse essere un primo e significativo approccio al mondo della cooperazione (nell’accezione più ampia del termine)…e così è stato!

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da Gaia Tamburello

Dopo una giornata come quella di oggi, è impossibile non raccontare a nessuno le sensazioni vissute; stavolta, però, decido di condividerle con tutti coloro che leggeranno questo blog!
Mi presento, sono Gaia, un ventitreenne laureata in cooperazione, che da quasi 5 mesi sta facendo una fantastica esperienza nella sede del CISS in Egitto.
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di Ernestina Tonani

Sono rientrata ormai da qualche settimana dal Cairo, ma dell’esperienza egiziana i miei “sensi” ne sono ancora pervasi.
Nei miei orecchi è ancora vivido il ricordo del mio nome “Ernestina” pronunciato perfettamente dai bambini di ASSDA (una scuola inclusa nell’ambito del progetto “Children at risk: sostegno al benessere di bambini lavoratori, giovani e donne nell’area di Abu El-Soud” ), quando arrivavo la mattina e quando mi salutavano il pomeriggio.
Oppure, del coro mentre, mano nella mano, girando in cerchio cantavano: “Giro giro tondo casca il mondo…”
Mi sto ancora chiedendo come abbiano fatto ad impararlo e memorizzarlo!

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di Vanessa Iaria

La mia avventura come volontaria presso il CISS Egitto rappresenta un altra importante fase della mia crescita, un’ esperienza altamente formativa che ripeterei per diverse ragioni:

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