Stai visualizzando l'archivio dei tag per il tag ‘Immigrazione’ .
La testimonianza di Giorgio Bisagna, coordinatore del Consiglio Italiano Rifugiati (CIR)
Articolo su ‘La Sicilia’ di sabato 21 Agosto 2010
Una vecchia villa a due piani con le grate alle finestre. All’interno un centinaio di persone. Ne potrebbe contenere anche di più. Sono tutti extracomunitari clandestini, che, a scapito dei loro sogni, attendono il rimpatrio. Così appare il Centro di identificazione e di espulsione «Serraino Vulpitta» di Trapani, allestito in una struttura non idonea, tanto che i diversi tentativi di fuga non sorprendono più.
L’ultimo si è concluso con l’arresto di sette extracomunitari. I clandestini che avevano tentato la fuga erano una trentina, di cui due sono rimasti feriti.
«L’accaduto ricorda un episodio più grave avvenuto nel 1999. Fatti del genere non stupiscono più. Ma la storia non insegna nulla». Questo il primo commento dell’avvocato Giorgio Bisagna, coordinatore regionale del Consiglio italiano rifugiati (Cir), specializzato nelle tematiche dei diritti umani. «Nel ’99 – ha ripreso Bisagna – chiuse nella stessa stanza sei persone morirono bruciate e due rimasero gravemente ustionate. L’incendio era stato appiccato, per protesta, da un extracomunitario dopo un tentativo di fuga fallito». Come si concluse la vicenda? «Dal punto di vista giudiziario-penale – spiega Bisagna – il prefetto di Trapani, responsabile del Centro, ai sensi della vigente normativa, fu assolto, ma in sede civile il ministero dell’Interno è stato recentemente condannato al pagamento di una cifra significativa come risarcimento danni in favore dei due soggetti gravemente ustionati».
“I migranti sono vittime di una cospirazione tra le due rive del Mediterraneo. L’Europa vede soltanto un problema di sicurezza, nessuno vuole parlare dei loro diritti”. (Jumaa Atigha avvocato di Tripoli)
La Ong CISS/Cooperazione Internazionale Sud Sud condanna con fermezza l’esplosione di razzismo istituzionale che ormai infuria nel nostro paese ed è solidale con tutti i migranti e richiedenti asilo che hanno subito e subiscono i continui attacchi e le insostenibili prevaricazioni da parte del nostro governo e di una Europa ormai silente.
La deportazione in Libia da parte della marina miliare italiana dei barconi di profughi fermati nemmeno in acque internazionali, ma in acque territoriali, è un fatto senza precedenti. Una vera e propria compravendita di esseri umani con Tripoli senza neanche la valutazione del loro reale status.
Da Giuseppe Cammarata
Arrivo a Beirut alle 4 del pomeriggio di una caldissima domenica di maggio.
Come al solito, la folla che aspetta i parenti in arrivo mi sommerge all’uscita degli arrivi internazionali. E’ una folla piu’ folla del solito, dal momento che svariati aerei sono in arrivo quasi alla stessa ora.
In quello su cui ho viaggiato io, ad esempio, pur partendo da Roma, la stragrande maggioranza dei passeggeri era di origine libanese.
Dico libanesi di origine perche’ durante il check-in a Roma ho avuto modo di occhiare i diversi passaporti in mano ai miei futuri compagni di viaggio: Venezuela, Canada, Brasile, Danimarca, Francia…. Pochissimi di loro avevano un passaporto libanese, pur parlando arabo. La diaspora libanese e’ altrettanto vasta e disseminata di quella palestinese (e siciliana….).
da Giuseppe Cammarata, progettista Ciss, Responsabile Area Medio Oriente
Ho frequentato le elementari in Germania.
Erano gli anni Settanta, il Trattato di Schengen non esisteva ancora, e gli stranieri (italiani compresi) erano chiamati “Gastarbeiter” (letteralmente, “lavoratori ospiti”; in pratica l’equivalente, nel tono dispregiativo e nel senso comune, di “extracomunitario” in Italia oggi).
Nonostante abitassi a Francoforte dall’età di un anno o poco più (nella stessa Francoforte che già all’epoca aveva oltre il 25% dei suoi residenti nati all’estero o figli di genitori nati all’estero ed in cui era consigliere comunale quello stesso Daniel Cohn-Bendit che sarebbe poi diventato assessore alla cittadinanza in una giunta successiva) e parlassi Tedesco tanto bene da essere considerato un madrelingua, in quanto figlio di Italiani sono stato iscritto in una famigerata “scuola speciale” per bambini italiani: ovvero, una scuola a tempo pieno, separata dalle scuole tedesche e per Tedeschi, che seguiva in tutto e per tutto i programmi didattici realizzati in Italia (tranne due ore di lingua e grammatica Tedesca al giorno) ed i cui insegnanti, ovviamente italiani, venivano appositamente dall’Italia grazie ad un accordo fra Stati.
Giorgio Bisagna – CDA CISS
Palermo, 25 set. (Adnkronos) – Per più di un anno è stata costretta a vivere in un villaggio dello Sri Lanka dove è in corso una guerra civile che tutti i giorni ha messo a rischio la sua vita.
Leggi il seguito di questo post »




Interazioni