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di Salvio Di Lorenzo – partecipante alla I° edizione della Summer School del CISS in Tunisia 2010

Mi presento, sono un terrone del nord. Eh sì, sono di Napoli ed ho scoperto che c’è sempre un sud del sud…o meglio…lo sapevo di già ma adesso l’ho vissuto.

Quella che sento per questa parola (Sud!) è un’attrazione invincibile… è calda, è musicale, è senza limiti; non so spiegarmi come ma l’ho sempre amata…da quando ho capito di essere nato con una grave malattia. Nessun dottore ha saputo dirmi da dove provenisse; non ha cause genetiche, non è trasmissibile…è come se un virus, al momento della nascita, ti si installasse nel petto. Ho il Mal d’Africa! Poi capisci che con l’Africa identifichi un grande universo di colori, di suoni, di sapori, di facce diverse ma con gli stessi grandi occhi…il Sud!

Non me ne vorranno gli altri continenti ma in fondo si tratta pur sempre di “Mamma Africa”, dalla quale, sono sicuro, tutti veniamo. Insomma, ho questa malattia…qual è la cura? Andare in Africa? Veramente in questo modo la si aggrava ma sai che prima o poi devi andarci. Io ci ho impiegato ben 24 anni, pochi o un’infinità, a seconda delle esigenze e delle prospettive di ciascuno. Comunque quest’estate sono finalmente passato da casa mia….l’Africa! In realtà, se credessi ai così detti africanisti della mia università, dovrei credere di non esserci stato, perché, come dicevo, c’è sempre un sud del sud e qualcuno crede, in una sorta di razzismo intellettuale, che l’Africa comincia quasi all’Equatore…ma io so di esserci stato, l’ho sentita, percepita fin dai primi bagliori di case bianche, fin dal primo minareto intravisto dalla nave…sono stato in questo grande sud di cui ho eletto capitale l’Africa…tutta (del resto ha una così armoniosa forma…perché pensare di stravolgerla?)!

L’occasione mi è stata data dal CISS, che intanto ha per ben 2 volte la parola sud al suo interno.

Fino a quest’anno ho collaborato con il CISS a Napoli, lavorando con i sud di casa mia; poi ho avuto la fortuna di poter essere una delle cavie della I° edizione della Summer School che quest’anno si è tenuta in Tunisia. Da dove comincio? In realtà potrei scrivere un vero e proprio diario giornaliero ma chissà che non vi abbia già annoiato, quindi cercherò di condensare, per quanto potrò, impressioni e sensazioni e convincervi che quest’esperienza “s’ha da fare”.

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di María Gastón, consulente idraulico nell’ambito del progetto CISS “Rafforzamento delle capacità di intervento delle organizzazioni di base per la preservazione degli ecosistemi delle oasi in Marocco”

Giovedì 8 luglio, presso la scuola primaria del Douar Tiggane, appartenente al Comune d’Addis, si è svolta la Gincana ambientale, una giornata di sensibilizzazione per la tutela dell’ambiente per stimolare l’attenzione dei cittadini del Douar, soprattutto i bambini tra 6 e 13 anni e i loro professori, su questa importante tematica. In particolare, si é discusso sull’ecosistema delle oasi, flora e fauna, e sull’uso e destino della spazzatura che generiamo ogni giorno. Questo evento, organizzato dal team CISS-Tata, ha previsto la realizzazione di varie attività e giochi ecologici ovvero eco-giochi. Un insieme di formazione ambientale e giochi dinamici animati dai clown locali grazie alla partecipazione di 2 animatori dell’Associazione partner tataoui ACCJ – Cent pour cent Jeunesse.

In occasione dell’inaugurazione della appena riabilitata khettara Ain Ait Oiazan nello stesso Douar, si é deciso di fare una giornata di valorizzazione di quest’opera idrica appartenente al patrimonio culturale tataoui, attraverso la sensibilizzazione e la valorizzazione ambientale sia dei più piccoli del Douar che dei giovani e degli adulti, grazie ai corsi sulle risorse idriche che saranno realizzati nei prossimi mesi di ottobre e novembre.

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di Enrico Castelli – Cooperante CISS in Etiopia

Una missione di verifica da parte dell’Ufficio Finanze regionale è giunta a Konso per verificare i risultati ottenuti nei primi due anni del progetto. La mid-term evaluation è il più importante momento di verifica da parte governativa cui vengono sottoposti i progetti che le ONG debbono firmare con il governo regionale per poter operare nel paese.

La delegazione composta da tre funzionari è giunta a Konso il 10 ed è ripartita il 15 maggio; la missione era attesa da due mesi, da quando avevamo sottoposto all’Ufficio Finanze e a tutto i vari uffici regionali e provinciali il Mid-term Report, che descrive le difficoltà incontrate e gli obiettivi raggiunti in questi due anni di progetto a Konso. Alla delegazione regionale si sono aggiunti per la valutazione altri dieci funzionari dei vari uffici con i quali lavoriamo a Konso (l’amministrazione della provincia di Konso e i delegati degli uffici della Cultura, Educazione, Sanita’, Acque e Finanze); per quattro giorni abbiamo percorso i luoghi dove si sviluppa il progetto e dove il team di valutazione ha svolto la sua indagine direttamente interrogando i beneficiari, le comunità, le scuole, le cooperative.

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di Maria Gaston Betran – consulente idraulico nell’ambito del progetto CISS “Rafforzamento delle capacità di intervento delle organizzazioni di base per la preservazione degli ecosistemi delle oasi in Marocco”

La prima settimana a Tata ho accompagnato l’équipe locale, il responsabile CISS in loco, Calogero Messina, e il coordinatore CISS Marocco, Massimiliano di Tota, durante la visita di 3 giorni fatta dalla Commissione Europea, durante la quale si sono tenute riunioni con vari rappresentanti di associazioni locali, delle istituzioni e dei servizi decentrati del Regno del Marocco, e sono stati visitati vari luoghi di intervento del progetto, come l’oasi di Oum Laaleg e la kasbah di Agadir Ouzrou.

Ho visitato e incontrato i rappresentanti di vari istituzioni della Provincia di Tata: Direction Provinciale des Eaux et Fôret, Direction Provinciale de l’Agriculture (DPA) e Service Hydrologique, per avere un primo contatto con la realtà idrica della regione. Questo permetterà anche di avere diagnostici e documenti per contribuire all’analisi iniziale del territorio e, sopratutto, delle problematiche riguardanti le risorse idriche.

Ho partecipato alla Giornata della Terra organizzata dall’équipe CISS e realizzata, in collaborazione con l’associazione “Soutien Ecole Ennajah S/S Tigzmirte-Tata”, il giorno 22 aprile presso la scuola “Taldnounte-Tigzmirte”.

Ho accompagnato il responsabile CISS in loco, Calogero Messina, e partecipato della visita realizzata sul progetto dal team formato da 4 volontari appartenenti all’Associazione italiana Bambini del Deserto durante la giornata del 4 maggio.

Ho partecipato alla riunione dell’équipe CISS a Tata con la Commune d’Adis per presentare le diverse attività già sviluppate nell’ambito del progetto “Rafforzamento delle capacità di intervento delle organizzazioni di base per la preservazione degli ecosistemi delle oasi in Marocco”, allo scopo di stabilire delle azioni di collaborazione, in particolare, la definizione del luogo per l’iminente costruzione di un pozzo e di un bacino di accumulo nell’area appartenente alla regione di Adis.

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di Enrico Castelli – cooperante CISS in Etiopia

Si era data notizia, in precedenza, della attenzione che il CISS Etiopia dedica all’ambiente seriamente danneggiato dal taglio di alberi e dalla crescente disaffezione da parte della popolazione inurbata a curare il flusso delle acque superficiali, uno dei settori del controllo del territorio che, nel passato, hanno reso famosi i Konso.

I terrazzamenti per i quali i Konso vengono a ragione citati, sono un segno visibile della loro operosità e conoscenza profonda dell’ambiente in cui vivono. La piovosità con i suoi 750 mm annui non motiva l’aspetto arido del territorio. Ma l’acqua arrivando in modo violento e concentrato in acquazzoni, ha un alto potere erosivo sulle pendenze che caratterizzano il paesaggio. I terrazzi servono a coltivare, ma soprattutto a diminuire la velocità dell’acqua favorendone l’infiltrazione nel terreno e, di conseguenza, l’assorbimento da parte delle piante. I terrazzamenti sono a Konso una struttura idraulica, che ogni anno deve essere rinnovata, ripulita e adattata al regime delle piogge. La sua natura emminentemente idraulica viene esplicitata dalla preparazione del terreno prima della stagione delle piogge. I contadini scavano ogni terrazzo accumulando la terra sul muretto ad una altezza di almeno mezzo metro. La vasca che viene scavata deve trattenere la pioggia, un sistema di dighette spezza la lunghezza del terrazzamento cosicché quando piove l’acqua superficiale è imprigionata in vasche contigue, separate da soglie in pietra per evitare che essa si trovi una via senza controllo, che potrebbe devastare le coltivazioni. Canali in pietra spezzano i terrazzamenti per consentire all’acqua in eccesso di trovare una via verso il fondo valle; quando non piove questi torrenti secchi sono usati da uomini e animali per superare le colline.

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di Enrico Castelli – cooperante CISS in Etiopia

A tre mesi dall’inizio dell’anno è tempo di fare un primo bilancio. Si sono conclusi felicemente alcuni iter amministrativi che avevano bloccato in parte, o limitato, la nostra attività.

La variante al progetto presentata dal CISS a giugno 2009 al MAE è stata approvata dalla Cooperazione solo a febbraio 2010. Era essenziale che il progetto originario fosse adeguato alle rapide imprevedibili mutazioni del quadro economico-sociale che, in un paese in via di sviluppo assai rapido, cambiano sostanzialmente lo scenario entro il quale ci si trova ad operare.

La nuova legge sulle organizzazioni non governative, entrata in vigore da appena un anno ha imposto al CISS, come a tutte le altre ONG, la ri-registrazione della organizzazione, condizione necessaria per poter operare nel paese d’ora in avanti. Una lunga serie di documenti è stata richiesta e siamo riusciti ad effetuare in tempo tutti i passi richiesti, pertanto per i prossimi tre anni non dovremmo aver problemi burocratici. Ed il quadro entro il quale si lavora oggi è migliorato notevolmente: più della metà delle ONG operanti in Etiopia è stata costretta a chiudere l’attività; si tratta per la massima parte di quelle locali, vero obiettivo della legislazione voluta dal governo federale, che le aveva identificate come un attore politicamente incontrollabile. Per le ONG internazionali, già operanti in Etiopia, la nuova legislazione consente una maggiore fiducia nei rapporti con gli uffici governativi, e col tempo, speriamo, lo stabilirsi di un clima di cooperazione che, negli ultimi anni, si era incrinato in modo avvertibile.

Un team composto da rappresentanti di tutti gli uffici governativi, con i quali lavoriamo sotto la direzione del Bureau delle Finanze della Regione del Sud Etiopico, verranno a Konso per la Mid-Term Evaluation. Si tratta di un’importante scadenza, che ha visto lo staff del CISS impegnato a preparare con attenzione tutti i documenti, siano essi finanziari che verbali e visuali, per questo appuntamento decisivo nei rapporti con l’amministrazione pubblica regionale.

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di Enrico Castelli – Cooperante CISS in Etiopia

Mercoledì 13 e giovedì 14 gennaio 2010 una delegazione di tre persone dell’Ufficio delle Finanze e sviluppo (BoFED) sono venute in ufficio per un monitoraggio del progetto. In realtà la valutazione di mid-term avverrà solo il mese prossimo, con una delegazione assai più numerosa proveniente dal governo regionale; quella che abbiamo ospitato questa settimana ha lo scopo di cominciare la valutazione e preparare un documento che poi servirà da base per il lavoro della commissione regionale.

I lavori si sono aperti con una serie di domande assai pertinenti sul progetto; il messaggio era chiaro: abbiamo letto con attenzione i vostri documenti, spiegateci alcuni punti non proprio evidenti. Non abbiamo avuto difficoltà a rispondere, fornendo i documenti in questione alla delegazione, tanto più che ci eravamo affrettati a completare, prima del loro arrivo, i report di fine secondo anno e di chiusura del trimestre.

Terminata questa prima fase, hanno voluto visitare tutti i luoghi dove il progetto si è sviluppato per constatare i risultati ottenuti o lo stato di avanzamento dei lavori.

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di Gaspare Sciortino – architetto consulente CISS sul progetto KONSO

Il Centro Culturale Konso è in corso di realizzazione nella zona a sud della regione dei laghi della Rift Valley etiope, presso la cittadina di Karat Konso.

Il progetto è stato concepito all’interno di parametri di riferimento nettamente delineati frutto dell’analisi del sito, delle forze tecniche e possibilità economiche a disposizione.

Il primo: il rispetto o per meglio dire la riscoperta delle forme dell’architettura tradizionale etiope precedente l’avvento del cemento armato, precedente alla pur pregevole architettura coloniale italiana e infine agli effetti della “globalizzazione” in campo edilizio.

Il secondo: l’economicità a causa delle scarse risorse a disposizione per la realizzazione dell’opera (una cifra con la quale in Italia difficilmente si riesce a ristrutturare un appartamento di medie dimensioni).

Il terzo: l’elementarietà dei processi costruttivi da condurre in un territorio privo di mezzi tecnici moderni e dove è estremamente difficile il loro reperimento (Addis Abeba dista più di 500 Km da Konso), inoltre la scarsissima professionalità da parte delle maestranze edili tenendo conto di impiegare prevalentemente gli abitanti dei villaggi circostanti.

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di Enrico Castelli – cooperante CISS in Etiopia

Venerdì 18 dicembre 2009, alla presenza delle autorità etiopiche e francesi, si è inaugurato il nuovo Museo costruito con il contributo della ambasciata francese e della Konso Special Woreda.

Il museo ha lo scopo di conservare una cinquantina di sculture waaka, per più di dieci anni accumulate in un deposito governativo, dopo esser state recuperate dalla polizia. I ladri, su commissione del mercato di antichità internazionale, hanno saccheggiato i monumenti funebri che ornavano un tempo le strade d’accesso e le piazze nei villaggi konso, uno dei pochi luoghi di tutta l’Africa orientale dove fosse possibile ammirare sculture figurate.

L’iniziativa francese ha un precedente nella realizzazione di un inventario delle sculture realizzato una dozzina di anni fa dal Centro Francese di Studi Etiopici; all’epoca già si parlava di una possibile iscrizione del territorio Konso alla lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, basata però, non sulla unicità della scultura dei waaka, né sulla intricata complessità urbanistica dei villaggi konso, ma sulla presenza di un importante sito paleoarcheologico sui bordi arcaici del lago Chamo (Lago Margherita, nelle vecchie carte italiane).

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di Enrico Castelli – Cooperante CISS in Etiopia

La situazione a Konso ed in tutto il sud è dal punto di vista alimentare sempre piu tetra. Le piogge, dopo una ritardata apparizione, sono svanite lasciando i campi brulli, solo qualche chiazza di vegetazione resiste. La gente non ha più nulla nei granai, sarebbe un disastro se la rete di distribuzione degli aiuti alimentari non funzionasse a dovere. Ciò nonostante è assai pesante la vita nei villaggi Konso, con una scarsezza d’acqua che genera malattie e rende assai più a rischio la vita di vecchi e bambini.

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