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Da Giovanna Di Benedetto

Kairouan1 (WinCE)

Il 29 luglio ha preso avvio il Progetto “Sviluppo integrato del quartiere di Sidi Amor Abada, Kairouan, Tunisia”.

Il Progetto si svolge nella città di Kairouan, che si trova in una zona predesertica nella regione centro occidentale della Tunisia.

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di Antonella Di Salvo

Partenza 8 luglio da Palermo…lungo viaggio da sola dove qualche simpatico incontro e i pensieri su ciò che avrei trovato mi hanno fatto compagnia.

Tante emozioni contrastanti: grande entusiasmo, qualche dubbio, un po’di incertezze ma soprattutto tante aspettative…Tante persone raccontano la propria esperienza nella grande Mamma Africa, con i suoi colori, i suoi profumi, i suoi sapori, i suoi sorrisi ma anche le sue paure e i suoi dolori, e tutto alimenta un vortice nella testa che è già piena di pensieri senza ancora esserci veramente.

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da Marco Mondino

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Baqa’a è il più grande campo profughi palestinese della Giordania e si trova a venti chilometri da Amman. Creato nel 1968 per accogliere gli sfollati Palestinesi che lasciarono la West bank e la striscia di Gaza dopo la guerra arabo-israeliana del 1967, oggi conta 90,953 rifugiati registrati.
Camminiamo per le strade di Baqa’a insieme a Mohannad, un amico di origini palestinesi, che ha trascorso gran parte della sua infanzia qui, a casa del nonno paterno originario di Hebron.

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Testimonianza fotografica sulle condizioni di vita attuali nella striscia di Gaza da Sergio Cipolla, attualmente in missione in Palestina per la definizione di un progetto di emergenza nel settore idrico.

Guarda la galleria e clicca su ogni immagine per approfondire
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da Marco Mondino

Nella piazza centrale di Fuheis c’è un grosso albero di Natale, le feste sono ormai finite da più di due mesi, ma l’albero sta ancora lì pieno di palline e decorazioni.

Percorriamo la città in macchina, si susseguono diverse rotatorie, in ognuna c’è una scultura o una statua, la strada centrale è piena di negozietti di alimentari, centri di bellezza e varie boutique d’abbigliamento.

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di Federica Infantino e Marco Trincas

Atelier di teatro

Foyer Bayti
Ain Sebaa, periferia di Casablanca - Marocco

23 GIUGNO 2008
INCONTRO PRELIMINARE
Incontro alla Gare routière (dove arrivano tutti i pullman da tutte le regioni del Marocco) con Ahmed, capo progetto di Bayti, referente del CISS. Lì abbiamo conosciuto anche due educatori: Yusef che si occupa dell’Approche Rue e un altro educatore sportivo. Siamo andati al Foyer dove lavoreremo dal 1 al 21 luglio. Abbiamo parlato con Ahmid, responsabile, che ci ha illustrato il loro lavoro. Il gruppo sarà misto, probabilmente composto da 19 bambini, di età compresa tra i 7 ed i 12 anni. Lavoreremo 4 volte a settimana per 3 settimane. Ogni incontro durerà 2 ore.
Visita al Sas Rue dove svolgono le attività i ragazzi che vivono ancora in strada e dove lavoreremo dal 22 Luglio al 10 Agosto 2008.

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da Giuseppe Cammarata, progettista Ciss, Responsabile Area Medio Oriente 

Ho frequentato le elementari in Germania.

Erano gli anni Settanta, il Trattato di Schengen non esisteva ancora, e gli stranieri (italiani compresi) erano chiamati “Gastarbeiter” (letteralmente, “lavoratori ospiti”; in pratica l’equivalente, nel tono dispregiativo e nel senso comune, di “extracomunitario” in Italia oggi).

Nonostante abitassi a Francoforte dall’età di un anno o poco più (nella stessa Francoforte che già all’epoca aveva oltre il 25% dei suoi residenti nati all’estero o figli di genitori nati all’estero ed in cui era consigliere comunale quello stesso Daniel Cohn-Bendit che sarebbe poi diventato assessore alla cittadinanza in una giunta successiva) e parlassi Tedesco tanto bene da essere considerato un madrelingua, in quanto figlio di Italiani sono stato iscritto in una famigerata “scuola speciale” per bambini italiani: ovvero, una scuola a tempo pieno, separata dalle scuole tedesche e per Tedeschi, che seguiva in tutto e per tutto i programmi didattici realizzati in Italia (tranne due ore di lingua e grammatica Tedesca al giorno) ed i cui insegnanti, ovviamente italiani, venivano appositamente dall’Italia grazie ad un accordo fra Stati.

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di Pasqua de Candia – CISS Bari

Mediterraneo Sahara: Commerci, Scambi, Cultura dell’Acqua

… “Si ricordò di alcune riflessioni che aveva annotato di recente sul suo quadernetto. A proposito della povertà di vocabolario riguardante il mare. Solo i greci avevano tante parole per definirlo. Hals, il sale, il mare in quanto materia. Pelagos, la distesa d’acqua, il mare come visione, spettacolo. Pontos, il mare spazio e via di comunicazione. Thalassa, il mare in quanto evento. Kolpos, lo spazio marittimo che abbraccia la riva, il golfo o la baia…

Quel che sfilava davanti ai suoi occhi, adesso più rapidamente, era un insieme di tutti quei termini. Il mare in tutte le definizioni, e il Mediterraneo in tutti i suoi appellativi. Sempre al di là di quel che lasciava vedere. Sempre più antico. Sempre più reale. Al di là dei miti, incessantemente. Al-bahr al-rum. Gli ritornò in mente il nome egizio. E si ricordò che per gli arabi quel mare non era né azzurro né nero, ma bianco…” *

Né azzurro, né nero, ma bianco. Il Mediterraneo.
Stavo leggendo il romanzo di Jean-Claude Izzo, Marinai Perduti, nel periodo in cui si decideva se fare o meno la mostra nello spazio della Fiera, e una volta lì, tra i pannelli fotografici che parlano di Marocco, di Tunisia, di Algeria, di Sicilia, del nostro Sud Italia, le parole scorrevano e mi tornavano in mente in maniera assolutamente autonoma e spontanea. E ora, spero mi permettiate di farle leggere anche a voi.

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di Antonio Mangia, Salvo Maraventano e Giovanna Messina

“Mettiti In Gioco” è il progetto di formazione e animazione sociale che arriva in Congo dopo le attività proposte lo scorso anno in Palestina.  Il team quest’anno ha visto la conferma di Salvo e Giovanna e la new entry del logista Antonio.

Kinshasa è caotica e disorganizzata, da l’impressione di essere un’enorme periferia e anche il centro sembra una periferia. In questo periodo dell’anno il sole resta nascosto dietro le nuvole e la temperatura è mite, assomiglia alla nostra primavera. Le strade sono piene di gente che vende qualsiasi cosa, dal fufù preparato con farina di manioca che viene considerato il piatto nazionale, a piccoli spiedini di carne, passando per sigarette e magliette cinesi, senza dimenticare gli immancabili cambisti, pieni di Dollari e Franchi. Il sistema stradale è praticamente inesistente o in stato di abbandono. Il traffico è un buon modello di anarchia e ai bordi delle strade la gente corre trainando carriole arrugginite e stracariche di ogni cosa.

In piena città ci sono campi coltivati e fumanti: concimano il terreno bruciandoci sopra la spazzatura! Questo rende l’aria ancora più pesante, un misto di polvere e plastica bruciata e nero scarico di camion, veramente irrespirabile.

Per uscire dalla città, ci vogliono un paio d’ore di traffico. Il paesaggio cambia: non più tetti di eternit o palazzi fatiscenti e brulichio di gente e di auto, ma foresta e villaggi in cui si respira subito un atmosfera diversa, più vivibile, fatta di piccole cose che riacquistano il proprio valore; anche la vita procede in modo più rilassato.

Le nostre attività si svolgono in due Centri di accoglienza per bambini di strada che fanno parte della rete di “REEJER”, una ONG locale che mette in relazione e coordina il lavoro dei vari centri della città.

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di Massimo Alone – Cooperante CISS In Palestina

Cari tutti,
questo mese c’è il Ramadan in tutto il mondo islamico (finisce fra pochi giorni e poi ci saranno 4/5 giorni di festa per la “rottura del digiuno”), ovviamente anche a Gerusalemme c’è grande mobilitazione tra i musulmani, essendo la spianata delle Moschee a Gerusalemme il terzo luogo santo per l’Islam dopo le città di Mecca e Medina in Arabia Saudita.

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