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Da Nino Rocca
Si chiamava Morena e il 29 settembre avrebbe festeggiato il suo primo compleanno.
La piccola Morena è morta per una complicazione polmonare.
Lo scorso Natale era stata ricoverata d’urgenza all’ospedale dei bambini.
Dopo una lunga degenza i medici avevano raccomandato alla mamma di riportarla a casa in un ambiente “sano” mettendola al riparo da luoghi freddi ed umidi.
Ma la casa di Morena e della sua povera famiglia era un container nella bidonville della città di Palermo.
di Antonella Di Salvo
Partenza 8 luglio da Palermo…lungo viaggio da sola dove qualche simpatico incontro e i pensieri su ciò che avrei trovato mi hanno fatto compagnia.
Tante emozioni contrastanti: grande entusiasmo, qualche dubbio, un po’di incertezze ma soprattutto tante aspettative…Tante persone raccontano la propria esperienza nella grande Mamma Africa, con i suoi colori, i suoi profumi, i suoi sapori, i suoi sorrisi ma anche le sue paure e i suoi dolori, e tutto alimenta un vortice nella testa che è già piena di pensieri senza ancora esserci veramente.
Testimonianza fotografica sulle condizioni di vita attuali nella striscia di Gaza da Sergio Cipolla, attualmente in missione in Palestina per la definizione di un progetto di emergenza nel settore idrico.
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Nella piazza centrale di Fuheis c’è un grosso albero di Natale, le feste sono ormai finite da più di due mesi, ma l’albero sta ancora lì pieno di palline e decorazioni.
Percorriamo la città in macchina, si susseguono diverse rotatorie, in ognuna c’è una scultura o una statua, la strada centrale è piena di negozietti di alimentari, centri di bellezza e varie boutique d’abbigliamento.
di Miriam Ivone
A volte si crede di avere una certa formazione, di aver fatto la pelle dura davanti alla vita, ma spesso è proprio lei a ricordarci di essere ancora acerbi e che la strada è ancora una volta nuova e non proprio scontata. Così credevo di essere “formata”, “pronta”, devo dire che la sfida era riuscire nel compito che il CISS mi ha dato e non nell’impatto della problematica.
Tante esperienze che la vita mi ha donato sono state forti e determinanti, e insomma a 32 anni ero sicura della mia forza. Ma ora si parla di bambini. La prima uscita è stata diretta. Come una pugnalata. Leggi il seguito di questo post »
di Vanessa Iaria
La mia avventura come volontaria presso il CISS Egitto rappresenta un altra importante fase della mia crescita, un’ esperienza altamente formativa che ripeterei per diverse ragioni:
Il CISS ha concluso ad aprile 2007 il 1o anno di attività del progetto “MUSTAQBAL: nuove prospettive per giovani palestinesi di Tripoli e Tiro” in partenariato con l’ong locale National Institution of Social Care and Vocational training.
L’obiettivo dell’intervento, che prevede un’azione di 3 anni, è di migliorare le condizione di vita dei giovani rifugiati palestinesi, dai 16 ai 24 anni, dei campi profughi di Beddawi presso Tripoli e Borj Al-Shamali, attraverso la creazione di due Centri di aggregazione giovanile e di un programma di formazione professionale e di avviamento al lavoro. Altro importante obiettivo è migliorare la conoscenza delle condizioni di vita dei giovani palestinesi tra la popolazione libanese.
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