Riflessioni della classe III A, Scuola Media “A. Gramsci” di Palermo, che, accompagnata dalle docenti L. Barbera e M. P. Pilliteri, ha partecipato alla mostra interattiva “Rotte Migranti. Un viaggio diverso dagli altri”, realizzata nell’ambito del progetto Comunità Urbane Solidali, allestita presso il Piccolo Teatro Patafisico di Palermo e parte integrante del programma “La Scuola Non Tratta’ del progetto ROOT del CISS, CESIE e Il Pellegrino della Terra.

mappa, III A, Scuola Media Gramsci di Palermo

Un’esperienza che ha lasciato un segno e ha fatto crescere.

di Elena, III A, Scuola Secondaria di primo grado “Antonio Gramsci”, Palermo

Io penso che sia stata un’esperienza incredibile, indimenticabile e anche un’esperienza che certamente ha lasciato un segno e ci ha fatto crescere.

Io ero entrata veramente nel personaggio; ogni volta che gli scafisti lanciavano grida io mi sentivo molto male perché pensavo che tutto quello che noi stavamo vivendo come finzione, per quelle persone era realtà.

Credo che il momento più emozionante sia stato quando ci hanno letteralmente “buttati” dentro il gommone mentre ascoltavamo in sottofondo il forte rumore dell’acqua del mare e della pioggia e le grida degli scafisti che ci puntavano la luce addosso.

E’ stato davvero emozionante e mi ha fatto venire un po’ di paura.

Mi sento male solo al pensiero di ciò che accade in questo mondo e come viene distrutta e minimizzata la dignità umana di queste persone.

Io al loro posto non so se ce la farei, mi addolora profondamente sapere che anche ragazze della mia età devono subire tutto ciò e magari sacrificarsi solo per portare qualche soldo alla famiglia.

Penso che la mostra sia stata una bellissima iniziativa, che ha coinvolto emotivamente “il giocatore”.

Spero di rifare altre esperienze così belle e che mi arricchiscano e mi facciano crescere tanto, non solo dal punto di vista culturale ma anche umano.

———–
Un viaggio terribile, diverso dagli altri.

di Sabrina III° A, Scuola Secondaria di primo grado “Antonio Gramsci”, Palermo

Questa esperienza è stata da me vissuta in modo talmente forte e reale da non trovare quasi le parole per descrivere l’emozioni provate. Noi abbiamo trascorso solo mezz’ora in queste condizioni con uno degli scafisti sul gommone che ci intimavano di stare a terra, invece nella realtà i migranti vivono per mesi e mesi e talvolta un anno intero questa triste esperienza.

Mi fa sentire assai triste l’idea di ciò che queste persone sono costrette a sopportare per scappare dalla crudele realtà che li circonda; perdono inoltre la loro dignità, lacerata e distrutta e talvolta vanno incontro anche alla morte.

I migranti vengono trattati come bestie, umiliati, maltrattati, presi in giro da persone che non capiscono che anche loro hanno dei sentimenti e una propria dignità. Scappano dalle loro realtà pagando migliaia di euro per poi venire trattati come animali, senza acqua, senza cibo e al freddo.

E’ stato orrendo vedere come vengono maltratti e cosa sono costretti a fare per guadagnare anche solo un po’ di denaro per mantenere la famiglia.

Sono persone che, scappate molte volte dalle guerre e dai bombardamenti, come avviene in Siria, vengono qui, in Italia, sperando di trovare una realtà migliore di quelle che hanno vissuto per tanto tempo con orrore.

Certe volte gli scafisti vengono denunciati, come abbiamo fatto noi nel gioco di ruolo, ma ciò non sempre è facile. Ciò mi ha colpito molto.

Terrore, malinconia, disperazione e altro provano i migranti dentro di sé durante il viaggio.

Io penso che questa mostra sia stata un’iniziativa interessante che coinvolge “il giocatore” facendolo entrare a pieno nella simulazione.

É proprio un viaggio terribile diverso dagli altri!