di Marco, studente della Scuola Secondaria di I grado “A. Gramsci” di Palermo, che ha partecipato alla mostra interattiva “Rotte Migranti. Un viaggio diverso dagli altri”, realizzata nell’ambito del progetto Comunità Urbane Solidali, allestita presso il Piccolo Teatro Patafisico di Palermo e parte integrante del programma “La Scuola Non Tratta’ del progetto ROOT del CISS, CESIE e Il Pellegrino della Terra.

Cara CISS,
vorrei iniziare col dire che l’avventura che abbiamo vissuto è stata molto forte e inaspettata. Non pensavo che tutto questo potesse colpirmi emotivamente così tanto, mi aspettavo qualcosa di più semplice, quasi uno spettacolo, anche se sapevo che non era così.
Durante il mio cammino mi sono impersonato moltissimo nel mio personaggio: Argow. Quest’ uomo, come altri, mi ha fatto capire con la sua storia, che nella vita si deve combattere, ma c’è sempre un limite che non possiamo superare. Quello che ha passato questa povera persona è stato bruttissimo, ma non è stata la sola. Gli immigrati credono che venendo qui in Italia o andando in altri paesi, possano trovare una situazione migliore di quella che c’è da loro, quando invece non è così. Ero e sono consapevole di quello che molte persone passano per cercare di avere una vita migliore, tipo Argow, la cui storia mi ha particolarmente colpito e mi ha fatto riflettere moltissimo su come la vita di certe persone possa diventare misera, più di quanto già lo sia, tanto da diventare “Nullità”.

Sinceramente, quando all’inizio eravamo sulla spiaggia, mi sono venuti i brividi, credevo veramente di essere lì, aspettando col freddo, che capitasse qualcosa che avrebbe potuto cambiare la vita. Mi ha colpito notevolmente il fatto che quando siamo entrati nella stanza ci hanno quasi buttati a terra, al buio; all’improvviso ho capito di cosa si trattasse, non era uno scherzo. La parte che mi è piaciuta di più è stata quando siamo andati in una stanza e ci hanno spiegato come vendere rose e borse, cercando di guadagnare miseri spiccioli che a noi non cambiano la vita, ma per loro fanno la differenza. Il mio personaggio preferito è stato quello del ragazzo che ci ha istruiti nel lavoro che dovevamo svolgere. Mi ha scioccato il fatto che quell’uomo ci avesse trovato il lavoro. Abbiamo capito che dovevamo essere pagati sei euro a notte, ma da immigrati, non capendo la lingua, ci ha detto che avremmo ricavato due euro per tutte quelle ore di lavoro. Pur conoscendo la nostra situazione aveva tolto una parte dei soldi guadagnati da noi, per prenderli lui. Mi è dispiaciuto invece che non mi hanno chiamato per interpretare quelle povere persone che vendono la poca merce che hanno.

Questa esperienza è stata scioccante anche se allo stesso tempo bellissima da vivere. In prima persona ho anche passato degli attimi di terrore, anche se sapevo che era tutta una simulazione. Questa è stata anche un’esperienza che mi ha colpito molto e mi ha fatto riflettere tantissimo. Anche se non sarà abbastanza, quando vedrò persone che chiedono elemosina, gli darò qualche spicciolo così da potersi permettere qualcosa in più o in casi estremi, poter vivere.

Grazie per la buona accoglienza e complimenti per quello che avete fatto per noi e per quello che state facendo per loro, ARRIVEDERCI.