di Vincenzo, studente della Scuola Secondaria di I grado “A. Gramsci” di Palermo, che ha partecipato alla mostra interattiva “Rotte Migranti. Un viaggio diverso dagli altri”, realizzata nell’ambito del progetto Comunità Urbane Solidali, allestita presso il Piccolo Teatro Patafisico di Palermo e parte integrante del programma “La Scuola Non Tratta’ del progetto ROOT del CISS, CESIE e Il Pellegrino della Terra.

Caro Aziz,
il mio nome è Vincenzo, probabilmente non mi conoscerai e probabilmente ti stai anche chiedendo il perché un comunissimo studente ti stia scrivendo una lettera…Beh, il perché è molto semplice…Voglio raccontare…Raccontare la mia esperienza, un’esperienza molto significativa.

Era un comune giorno di scuola e la mia professoressa stava esponendo alla classe un’iniziativa di un progetto organizzato dal CISS … Ecco, credo che tu adesso abbia capito il perché di questa lettera. Il progetto consisteva nel “rivivere” un’esperienza che ogni giorno centinaia di emigrati sono costretti a vivere.

Siamo stati accolti da una volontaria del C.I.S.S., che ci diede dei fascicoli e una carta d’identità. Il fascicolo, esponeva le varie storie degli emigrati e guarda caso mi capitò proprio la tua. Successivamente siamo entrati in un luogo buio e siamo stati “brutalmente” messi in un barcone da degli scafisti. La situazione era tanto reale quanto “tragica”; il pensiero che così tante persone potessero stare in quelle condizioni per ore, forse anche giorni, era soffocante. Durante la simulazione, siamo stati divisi in tre gruppi differenti: Albania, Pakistan ed Estonia; ad ogni gruppo veniva mostrato come le persone emigrate lavorassero in “nero”. Al termine della simulazione c’è stato l’intervento della polizia e quindi la fine dell’attività.

La tua domanda adesso sarà “Perché mi racconti tutto ciò?”. Perché quando ho letto la tua storia, mi sono sentito debole. Quando recitavo ero consapevole che tutto ciò lo vivevate davvero, ero consapevole che arrivate qui con le speranze, con dei progetti per le vostre famiglie e magari venite qui credendo anche che ci sia una possibilità di vita speciale…
Voi che ringraziate la gente quando vi cede un piccolo centesimo, che forse voi non vedrete mai perché andrà in mano a gente che vi tiene in pugno.. e magari chissà, non ha nemmeno bisogno di quel centesimo, così insignificante ai suoi occhi, ma così “importante” per voi emigrati.

Aziz spero che un giorno tu, come molte altre persone, possiate trovare la vostra strada, magari un pò più serena e prospera.

Palermo, 23/10/14