di Angelo, studente della Scuola Secondaria di I grado “A. Gramsci” di Palermo, che ha partecipato alla mostra interattiva “Rotte Migranti. Un viaggio diverso dagli altri”, realizzata nell’ambito del progetto Comunità Urbane Solidali, allestita presso il Piccolo Teatro Patafisico di Palermo e parte integrante del programma “La Scuola Non Tratta’ del progetto ROOT del CISS, CESIE e Il Pellegrino della Terra.

Caro Aman
mi chiamo Angelo e sono uno studente. Ho avuto modo di conoscere la tua sofferente, ostacolata e difficile storia.
Essere un uomo “non libero” deve essere brutto, un uomo che ha dovuto abbandonare il proprio lavoro, la propria famiglia, la propria terra per dirigersi verso una terra dove essere emigrato significa essere un intruso. E così si diventa “L’EMARGINATO DELLA SOCIETA'”.
Così ti sei ritrovato a vendere fiori e borse, perdendo la tua dignità. Ma sei riuscito a farti valere e così ti sei ricongiunto con la tua famiglia.
Hai affrontato un viaggio lungo e straziante, te ne sei andato da una terra in cui non puoi lavorare e se ti ribelli sei perseguitato.
E poi sei partito verso una terra di razzisti, di persone che creano gruppi e masse contro emigrati ed immigrati.

Purtroppo viviamo in un mondo in cui non c’è libertà. La libertà è un’illusione, non una parola concreta. Viviamo in un mondo in cui se sei emigrato non puoi avere un lavoro decente, pulito, onesto e non clandestino.
Viviamo in un mondo in cui il governo degrada gli immigrati e non li accoglie nel modo corretto.
Pensiamo che siete voi le bestie, i rozzi, gli sporchi e gli straccioni: ma noi lo siamo dentro!
Siete persone che hanno dovuto affrontare la miseria e il degrado per vivere. Certo io ho soltanto immaginato ciò che tu hai vissuto. Mentre tu hai vissuto ciò che io ho immaginato.

Un abbraccio