di Irene Burrescia – volontaria CISS in Marocco

20141101_121336Si è chiuso il progetto “Promozione della memoria storica della provincia di Tata”, testimone negli ultimi anni di un lavoro di accurata ricerca e compilazione di una storia finora tramandata solo grazie alla tradizione orale e alla memoria collettiva degli abitanti della provincia. La ricerca è stata il risultato non solo di una stretta collaborazione con le autorità locali, ma anche della partecipazione di organizzazioni della società civile della regione e italiane. I frutti della ricerca sono stati pubblicati in “Tata-Akka, Frontières de la mémoire, mémoire d’une frontière”, un saggio a cura di Francesco La Pia e Alberto Sciortino che ripercorre gli eventi, le tradizioni e i racconti di vita quotidiana della provincia relativi agli anni che intercorrono tra il 1956 e il 1991, affrontando temi significativi quali il sistema scolare, lo sviluppo urbano, la tradizione del canto popolare Ahwache, e un’analisi parallela della realtà storica della città di Akka.

Inoltre, puntando all’obiettivo di fortificare la memoria della Provincia di Tata, il progetto ha animato il dibattito di condivisione di buone pratiche in materia di conservazione della memoria mediante una riflessione transnazionale partecipativa messa in atto dai partecipanti alla settimana di scambio con Imola, tre italiani e cinque marocchini. A partire dall’esperienza, i partecipanti marocchini hanno realizzato un kit pedagogico da sperimentare nelle scuole primarie e secondarie della provincia di Tata; sono stati anche avviati un “Percorso della Memoria” tra Tata e Akka, e un sito internet relativo al progetto. Tra le attività realizzate, ricordiamo il laboratorio partecipativo che ha visto come risultato la preparazione di un video-documentario sul tema della memoria.

20141103_082615Situata nella regione di Guelmim-Es Semara, la provincia di Tata si estende tra montagne rastrellate dal vento e contornate da un deserto roccioso. Da queste parti, non è difficile incorrere in piccole mandrie di dromedari in libertà o capre arrampicate sugli alberi di Argan, immagini sorprendenti per chi si accosta per la prima volta alla regione, ma di assoluta quotidianità per i pastori che assistono perplessi alla nostra eccitazione.
Le città di Tata e di Akka, dove si sono svolti i tre giorni conclusivi di formazione per gli attori delle associazioni locali e gli insegnanti delle scuole, sono entrambi luoghi il cui patrimonio storico si percepisce non solo a livello materiale, ma anche nell’atmosfera. 20141101_154741I giovani membri delle associazioni locali che partecipano ai primi due giorni di formazione approfittano delle pause e degli spostamenti in macchina tra Tata e Akka per cantare accompagnati da un tamburello o percussioni di fortuna. Gli insegnanti presenti alla seconda sessione scambiano vivamente opinioni sui risultati della ricerca espressi nei pannelli affissi in vari punti della città di Akka, mostrati durante le visite guidate. Nel patio di un’antica palazzina di Akka, la formatrice Amat coinvolge i partecipanti in attività volte alla costruzione partecipativa della memoria, servendosi del kit pedagogico preparato nel corso del progetto, di cui una copia viene consegnato a ognuno di loro al termine delle formazioni. 20141031_112808Ogni formazione ha previsto una sessione di valutazione, durante la quale i partecipanti hanno espresso le opinioni più varie. Alcuni ricordano i contenuti della ricerca e il valore della memoria storica: “Quando tornerò a Fez e mi chiederanno di Tata, finalmente non sarò più costretta a dire ‘Tata è Tata’, ma saprò raccontare cosa rappresentano questi luoghi nel loro reale valore”, racconta una partecipante. Altri ringraziano tutte le organizzazioni presenti, l’imprevista partecipazione dei ragazzi di Imola e la metodologia innovativa “non accademica” del corso, e si lasciano scappare la lamentela: “E’ stata troppo corta!”