Per celebrare la Giornata Europea contro la Tratta di Esseri Umani 2015,  il Ciss con la collaborazione del Coordinamento Antitratta “Favour e Loveth”, ha proposto a circa 800 studentesse, studenti ed insegnanti delle scuole secondarie di II grado della città di assistere alla performance teatrale “Seră biserică” (trad. La serra-chiesa) di Giacomo Guarneri, per la regia dell’autore e di Marcella Vaccarino presso il Teatro Jolly in Via Domenico Costantino a Palermo.

Molto volentieri vi proponiamo le recensioni dello spettacolo elaborate dai ragazzi e dalle ragazze della IV A del Liceo Einstein di Palermo.

Ignazio – 30 ottobre 2015  IGNAZIO.

Numerose scuole si sono ritrovate al teatro Jolly di Palermo in occasione di uno spettacolo, dal titolo “Seră biserică” (La serra-chiesa),  riguardante lo sfruttamento delle donne. La rappresentazione,seppure sviluppata da attori non professionisti, fa toccare con mano ciò che accade nelle campagna Ragusane: Chi pensa che lo sfruttamento sia un fenomeno passato,si sbaglia. Al contrario questo atteggiamento nei confronti delle donne è sempre piu diffuso,e non si limita solo ad uno sfruttamento lavorativo, ma come abbiamo ben visto nel nostro spettacolo, sfocia in sfruttamento sessuale.
Nel nostro spettacolo i protagonisti principali sono:un uomo,”il padrone’ e due donne Alina e Nicoletta,fuggite dalla Romania a causa di una vita di miseria e di dolore. Esse arrivano in Italia,in questo caso a Ragusa, grazie ad un intermediario, Micaela,con la speranza di migliorare la loro condizione sociale ma finiscono per offrire la loro libertà al ‘padrone’, in cambio di un alloggio e di pochi soldi,che spesso non arrivano nemmeno,tanto che le due protagoniste seppur con caratteri diversi Alina molto forte e intelligente <>, e Nicoletta fragile e debole,sono costrette a concedersi pur di ottenere dei privilegi e dei favori.
Lo spettacolo presenta una scenografia ‘povera’ ma nonostante ciò fa emergere in maniera chiara la condizione in cui molte donne sono costrette a vivere in questi luoghi di campagna e al duro lavoro a cui sono sottoposte.La trama è molto forte e molto curata,con una recitazione abbastanza buona,unica pecca forse puo riscontrarsi nella mancanza fisica di alcuni attori,vedi Petrov,marito di Nicoletta più volte citato e Ada,figlia di Alina.
In conclusione possiamo considerare questo spettacolo in maniera positiva, in quanto offre numerosi spunti di riflessione e numerosi aspetti su cui discutere,ad esempio:dove sono le istituzioni? ciò che accade è risaputo dunque perchè non intervengono in difesa della libertà di queste donne? Perché permettono a questi uomini simili comportamenti?

Claudia L. D. – 1 novembre 2015

“Sera Biserica” è uno spettacolo riguardante lo sfruttamento agricolo, fisico e psicologico di donne rumene che lavorano nelle serre, segregate e obbligate a sottostare agli ordini del padrone che nello spettacolo è denominato lo “zio”. Le due donne protagoniste sono Alina,la quale porta con sé la figlia e Nicoletta, fuggite dalla Romania in cerca di una vita migliore in Italia. La scenografia è essenziale e rappresenta una semplice serra con una finestra,dalla quale lo zio controlla il lavoro delle donne , pagate poco e in nero. Le due donne lavorano ininterrottamente, Nicoletta non è molto abile nel lavoro, è una donna abbastanza frivola che comprende le intenzioni dello “zio” e al fine di ottenere una vita migliore si concede a lui fin da subito. Alina è una donna più forte e intelligente, a tal punto da minacciare lo “zio” di denunciarlo ma riconosce di essere impotente difronte a lui e sola. Le condizioni in cui vivono lei e la sua bambina sono misere e disagiate,così anche lei cade nella trappola:inizia a concedersi a quell’uomo.
I produttori rappresentano oggettivamente la dura realtà e vogliono far riflettere su ciò che accade realmente, sulle forti violenze psico-fisiche che subiscono le donne senza il loro consenso e rivelano la totale assenza dello Stato.

Claudia Lo Dico – 16 novembre 2015

I produttori rappresentano oggettivamente la realtà. In conclusione, consiglio la visione di questa rappresentazione teatrale ad ogni fascia d’età poiché mira a sensibilizzare le persone riguardo la tratta degli esseri umani,una realtà non molto lontana dalla nostra. Inoltre è finalizzata a far comprendere le violenze psicologiche e fisiche che subiscono le donne e a far riflettere sul perché, nonostante questo fenomeno sia abbastanza conosciuto, lo stato non intervenga a favore di queste donne.

Jacopo – 1 novembre 2015

Seră biserică è uno spettacolo teatrale di Giacomo Guarneri diretto da Giacomo Guarneri e Marcella Vaccarino, realizzato nell’ambito del progetto “Io non tratto” del CISS, una campagna di sensibilizzazione contro la tratta di esseri umani. L’argomento riguarda in particolare le condizioni delle donne rumene che lavorano in nero nelle campagne del ragusano.
La vicenda rappresentata racconta la storia di Alina e Nicoleta, due ragazze rumene che per motivi economici si recano in Sicilia a lavorare. La prima ad arrivare nella serra di pomodori dello Zio è Alina. Bracciante di giorno e guardiana di sera. Sin da subito dimostra di essere una gran lavoratrice, capace di pensare e quindi meno incline allo sfruttamento. La seconda ragazza che raggiunge la serra dello Zio è Nicoleta, fidanzata del fratello di Alina. Nicoleta è più giovane e bella di Alina ma meno brava a lavorare nei campi. Lo Zio si accorge subito delle difficoltà di Nicoleta a lavoro e spesso la richiama fino a convincerla a lasciarsi andare concedendosi a lui. Così, mentre Alina lavora duro per pochi spicci rifiutando di entrare in intimità con lo Zio, Nicoleta riceve diversi regali in cambio del suo corpo. Tuttavia, in un momento di debolezza, Alina, per ricevere i soldi arretrati che lo Zio le deve, esce la sua femminilità e si unisce con il suo capo. In seguito a questo evento Nicoleta realizza com’è realmente questo ambiente mentre Alina decide di tornare a casa con i soldi guadagnati.
Uno spettacolo molto forte che racconta in maniera cruda cosa accade a migliaia di donne ogni giorno attraverso la storia di Alina e Nicoleta.
Gli attori hanno fatto un enorme sforzo nella recitazione simulando costantemente l’accento rumeno e imparando anche qualche frase. La scenografia è molto semplice ma rende l’idea delle condizioni in qui vivono queste donne, costantemente controllate dallo Zio che si vede nello sfondo attraverso i teli trasparenti. Particolarmente impressionanti le scene dei rapporti sessuali realizzate grazie ad un gioco di ombre grazie al quale è stato possibile mostrare argomenti difficili senza cadere nella volgarità.
Raccomando vivamente la visione di questo spettacolo, grazie al quale è possibile farsi un’idea di cosa è la tratta di persone.

Francesco – 1 novembre 2015

Seră biserică è uno spettacolo teatrale che ho avuto modo di vedere il 17 ottobre 2015 al teatro Jolly a Palermo. La rappresentazione vede come protagoniste di due giovani, Alina e Nicoleta, due ragazze rumene venute in italia in cerca di lavoro. Entrambe iniziano a lavorare in una azienda a conduzione familiare gestita dallo Zio, produttore di pomodori che fa lavorare le due donne all interno di una serra , nella quale esse passeranno moltissimo tempo dato che saranno sfruttate dallo ”Zio”, uomo sposato che ricoprirà la figura di antagonista nella storia. Lo Zio inoltre chiede alle donne di ricevere a detta sua ”un poco di amore”, ma questa richiesta si trasforma dopo poco tempo in un ricatto al quale le donne reagiranno in modo diverso. In questa storyline i vari caratteri dei personaggi emergeranno grazie ad una caratterizzazione che causerà le diverse reazioni delle protagoniste di fronte alla minaccia dello Zio. Lo spettacolo a mio parere è molto interessante anche perché la narrazione è alternata a parti musicali che tengono viva l’ attenzione del pubblico che spesso assisterà a situazioni a tratti divertenti. A mio parere forse l’attenzione è stata eccessivamente concentrata sulle donne rumene, il che potrebbe urtare alcuni spettatori , cosa che è accaduta quando è stato messo in scena. Nel complesso lo spettacolo è veramente bello nonostante sia messo in scena da attori non professionisti. Ne è consigliata la visione anche ad un pubblico giovane dato che tratta di una realtà presente nella nostra isola, specialmente nella zona Siracusana, dove lo sfruttamento all interno di serre è largamente diffuso, inoltre perché offre numerosi spunti di riflessione su una realtà a noi molto vicina.

Guglielmo – 2 novembre 2015

Sera Biserica
-Regia: Giacomo Guarneri e Marcella Vaccarino
-Attori: Chiara Muscato, Marcella Vaccarino, Fabrizio Ferracane, Simona Malato
-Scenografia: Giacomo Guarneri
-Produzione: Santa Briganti
-Co-produzione: CISS, con il sostegno di FLAI CGIL
-Anno: 2015

Sera Biserica (la “Serra Chiesa”) è uno spettacolo teatrale realizzato per sensibilizzare contro la tratta degli esseri umani, e racconta la storia di due ragazze rumene, Alina e Nicoleta, giunte in Sicilia tramite un intermediario, Micaela, per lavorare e migliorare la propria condizione di vita. Le ragazze diventano le braccianti di un uomo che si fa chiamare “Zio” e che le farà lavorare giorno e notte in una serra. Quest’uomo, inoltre, chiederà “un poco di amore” e, perciò, Nicoleta si concederà fin da subito perché è più fragile e debole, mentre Alina all’inizio si dimostrerà più forte e si rifiuterà di concedersi per amor proprio e della figlia ma, rendendosi conto di non avere altra opzione di guadagno, anche lei entrerà in intimità con lo Zio.
Questo spettacolo è risultato molto interessante e, a tratti, divertente, nonostante il tema trattato sia in realtà molto triste. La scenografia è semplice ed essenziale, ma anch’essa fa capire in quali condizioni vivevano queste donne e come venivano trattate. La visione di questo spettacolo è consigliata a tutti e in particolare ai siciliani, in modo che possano riflettere su cosa sia realmente la tratta degli schiavi, in particolare delle donne.

Giulia – 2 novembre 2015

E’ scoraggiante pensare che la “tratta degli schiavi” sia un fenomeno ancora presente al giorno d’oggi e che questo fenomeno non è così distante da noi.
La CISS (Cooperazione Internazionale Sul Sud) si batte perché questo fenomeno si attenui sempre di più, fino a cessare. Chi è vittima della tratta è privato della libertà, la quale dovrebbe essere tutelata dallo Stato. Per i Paesi più poveri, l’Italia è solo un luogo di transito, che vede usualmente come vittime della “tratta” le donne, che subiscono uno sfruttamento lavorativo e sessuale. Il loro è un consenso forzato che le porta ad un accordo di cui nemmeno loro conosco le conseguenze.
La rappresentazione teatrale di G. Guarneri, “Seră biserică”, fa comprendere la vita di sfruttamento di queste donne nelle campagne ragusane. La rappresentazione tratta di due donne rumene, le quali lasciano il loro Paese in cerca di una vita migliore: Alina, la quale porta con sé la figlia e Nicoleta, compagna del fratello di Alina. Le due ragazze, arrivano in Italia grazie alla presenza di un intermediario, Micaela che sfrutta la debolezza delle ragazze e la loro fiducia nei suoi confronti. Attraverso Micaela iniziano a lavorare per lo Zio, il proprietario di un’azienda agricola a conduzione familiare. Le due diventano braccianti di giorno e guardiane di notte. Tuttavia tra Alina e Nicoleta vi sono delle differenze: Alina è una gran lavoratrice, che vuole guadagnarsi con il sudore il suo denaro, pronta a lottare per la sua dignità personale, rifiutando più volte di concedersi allo Zio; Nicoleta, invece, risulta disposta a concedere il suo corpo allo Zio, in cambio di favoritismi. Alina, inizialmente non disposta a cedere alle richieste sessuali dello Zio, capisce che questo è l’unico mezzo per poter sopravvivere.
Ciò, non può lasciare indifferente lo spettatore il quale viene posto davanti alla cruda realtà che queste donne sono costrette a vivere. Un sfruttamento psicologico, oltre che fisico, che le porta a non avere tutelati i loro diritti umani, quali la libertà.
Lo spettacolo di forte impatto emotivo coinvolge lo spettatore, grazie anche la bravura degli attori. Tutto ciò, nonostante il numero dei personaggi era esiguo per rappresentare la complessità dell’argomento.

Ruggero – 3 novembre 2015

Giorno 17 ottobre, presso il teatro Jolly di Palermo, è stato rappresentato lo spettacolo Sera Biserica, al quale hanno assistito numerosi studenti. Questa rappresentazione teatrale, organizzata dal CISS di Palermo, e che vede come ideatore e direttore Giacomo Guarneri insieme a Marcella Vaccarino, fa parte di un progetto volto a sensibilizzare gli alunni delle scuole palermitane riguardo l’atroce problema della tratta di esseri umani. Nello specifico, l’argomento trattato da questo spettacolo narra delle condizioni in cui sono costrette a vivere e a lavorare delle donne venute dalla Romania nelle serre del ragusano. Gli episodi rappresentati hanno come protagoniste due giovani rumene Alina e Nicoleta, che per necessità economiche e di sopravvivenza si recano in Sicilia in cerca di lavoro. Le due ragazze trovano impiego presso una delle serre del ragusano attraverso una conterranea di nome Michaela che sul modello del caporalato colloca gli immigrati con condizioni salariali e lavorative inumane. Per prima ad arrivare alla serra, di proprietà del cosiddetto Zio, è Alina. Lei si dimostra subito molto capace, volitiva e soprattutto non cede alle continue avance che lo Zio le rivolge. Inoltre bisogna dire che Alina si reca in Sicilia, e quindi nella serra, in compagnia della figlia di soli 8 anni, che è costretta a vivere come la madre in una condizione disumana. Poco tempo dopo arriva alla serra la giovanissima Nicoleta, anch’essa rumena nonché fidanzata del fratello di Alina. La fanciulla si mostra molto impacciata e goffa a lavoro, e ciò le costa numerosi rimproveri e richiami da parte dello Zio. A questo punto, la giovane donna per sopravvivere e magari ricevere pure qualche vantaggio in più decide di concedersi allo Zio. In questo modo, mentre Alina lavora duramente e costantemente riceve pochi soldi ed in ritardo,invece Nicoleta pur non lavorando con efficienza riceve la paga con puntualità ed in più lo Zio le offre continui regali. Ciò nonostante, in un momento di grande sconforto e debolezza, Alina si vede quasi costretta a concedersi allo Zio, poiché doveva a quest’ultimo dei soldi, e non avendo ancora ricevuto l’ultimo stipendio si vide costretta a fare ciò che aveva sempre disprezzato e ripudiato. Questo però è un punto di svolta della vicenda, poiché dopo questo episodio Nicoleta comincia a rendersi conto in quale condizione versava, mentre Alina stanca di questi soprusi pensa realmente che sia arrivato il momento di lasciare la serra. Quindi quest’ultima, presi gli ultimi stipendi arretrati dallo Zio, decide di lasciare la Sicilia e ritornare in Romania con la figlia. Sicuramente lo spettacolo di cui stiamo trattando è molto forte e toccante, poiché espone in maniera molto diretta e cruda ciò che di atroce e terrificante purtroppo accade anche a pochi metri da casa nostra. Parlando della rappresentazione, è da apprezzare lo sforzo con cui gli attori hanno fatto proprio e padroneggiato l’accento rumeno, imparando anche alcune frasi, e personalmente mi ha colpito anche la loro delicatezza e capacità di rappresentare i rapporti sessuali, tramite un curato gioco di ombre, senza trascendere nel volgare o nell’indecoroso. La scenografia seppur semplice, era ricca di significato e di trasporto, poiché rendeva quasi alla perfezione l’ambiente in cui lavoravano queste donne. Detto ciò ,dopo aver assistito allo spettacolo, lo consiglio vivamente ma invito i docenti che vogliano proporre la rappresentazione agli alunni di cercare di costruire un percorso antecedente alla visone di quest’ultimo, in maniera tale che i ragazzi possano cogliere ancor più profondamente il messaggio di quest’opera.

Alberto – 4 novembre 2015

Giorno 17 ottobre 2015 presso il teatro Jolly di Palermo si è tenuto uno spettacolo, “Sera Biserica”.
Questa rappresentazione tratta del fenomeno della schiavitù, in particolare dello sfruttamento delle donne, in questo caso due rumene Alina e Nicoleta ed entrambe sono sotto il controllo/potere dello “zio”. Le due donne pur provenendo dallo stesso paese hanno due personalità differenti, Alina è arrivata in Sicilia insieme alla figlia in cerca di fortuna e lavoro ed è una donna forte, Nicoleta è una donna che scappa dal suo paese di origine ma è facilmente controllabile, facile da convincere. Nonostante i risultati nel lavoro siano scadenti da parte di Nicoleta rispetto ad Alina la prima donna è privilegiata e gode di tante libertà e ricchezze che Alina inizialmente non sa spiegarsi. Nicoleta essendo facile da convencere si concede allo zio e questo spiega tutti i privilegi! Alina è stanca di questa situazione ed arriva pure al punto di minacciare lo “zio” ma capisce di essere impotente davanti a lui. L’epilogo di questa storia mostra la donna/mamma Alina costretta a concedersi allo “zio” per dei soldi che doveva restituirgli e non avendo ricevuto lo stipendio si trovò con le spalle al muro. Tutto questo spettacolo ci fa capire come i ragazzi che leggono sui libri il fenomeno della schiavitù o sentono al giornale casi di sfruttamento sono ignoranti riguardo a ciò, il fenomeno della schivitù e lo sfruttamento è ancora un male da curare e per giunta vicino (in questo caso Sicilia)! La rappresentazione infine dà modo ai giovani di pensare e riflettere su questo argomento e soprattutto viene spontaneo farsi una domanda, ma se siamo a conoscenza di tali sfruttamenti o comunque tali rischi che corrono gli immigrati, perchè le istituzioni non intervengono?

Andrea – 4 novembre 2015

“Sera biserica” uno spettacolo di forte impatto, riguardante la tratta di esseri umani e lo sfruttamento lavorativo, con una ricaduta anche in quello sessuale. Può essere definito una rappresentazione teatrale a carattere informativo. Questo spettacolo mette in luce ciò che accade ancora oggi, nelle campagne del Ragusano e nel resto del mondo, sotto i nostri occhi senza rendercene conto. La storia parla di due ragazze rumene, che a causa della rivoluzione nel loro paese, decidono di trasferirsi in Italia, in cerca di fortuna e di una vita più agiata. Arrivate in Sicilia, Alina con la figlia e Nicoletta, grazie a Micaela, un’intermediaria, finiscono per lavorare in una serra a conduzione familiare, alle dipendenze di un padrone, conosciuto come lo “zio”. Le due ragazze oltre ad essere sfruttate come lavoratrici nei campi, spesso subiscono degli abusi sessuali da parte dello zio, soltanto che Nicoletta, una ragazza più debole, si concede più facilmente rispetto ad Alina, descritta come una donna più forte che crede nei propri valori personali, la quale si concede solo quando viene messa alle strette, perché capisce che è l’unico modo per sopravvivere, insieme alla figlia. Entrambe braccianti per tutta la giornata, sono tenute sotto stretto controllo dallo zio, il quale è sempre pronto a rimproverarle. Possiamo dire che la scenografia, caratterizzata da teloni opachi, che grazie alle luci, creano un gioco di ombre, è molto essenziale, quanto basta da far capire le condizioni in cui “vivono” Alina e Nicoletta. Inoltre le diverse inserzioni musicali e ad alcune parti “scherzose” invogliano lo spettatore a seguire la rappresentazione. Va sottolineato che gli attori pur essendo non professionisti, sono risultati abbastanza preparati. Infine questo spettacolo può essere valutato positivamente perché mette in luce la cruda realtà di una parte della tratta di esseri umani.

Matteo – 4 novembre 2015

Seră biserică è uno spettacolo teatrale che mette in evidenza il fenomeno della tratta. E’ stato rappresentato, per alcuni studenti delle scuole superiori, giorno 17 Ottobre a Palermo.
A primo impatto lo spettatore viene subito colpito dalla sceneggiatura: una sceneggiatura povera, si potrebbe dire ” non curata “.
In realtà non è cosi.Questa è una storia ambientata nelle serre del ragusano dove, ancora oggi, migliaia di donne e ragazze rumene vengono sfruttate per lavorare nei campi.
I proprietari dei campi spesso vengo chiamati con l’ apposizione ” Zio ” tipica di chi, in sicilia, vuole comandare.
Spesso questi ” capi ” abusano sessualmente delle loro ” dipendenti “. Questo cosa comporta? Che se tu, ” dipendente “, ti lasci abusare, allora avrai la paga assicurata e una protezione assicurata, se non ti lasci abusare nulla ti verrà assicurato.
Lo spettacolo denuncia questa assurda condizione delle ragazze rumene che vengono in Italia, per lavorare e cercare un guadagno, e sono costrette poi a ritornare nel proprio paese.
Le protagoniste sono due ragazze e lo Zio. Vi sono anche: una terza figura che potremmo definirla come un commerciante di schiavi e infine altre due figure che non sono rappresentate da attori ma vengono citate. Una è il marito della protagonista più giovane, l’ altra e la figlia di Alina, l’ altra protagonista . la più giovane si chiama Nicoleta.
Nicoleta fin da subito si concede allo Zio, infatti ottiene una serie di privilegi tra i quali: la paga puntuale e un accompagnamento all’ ospedale quando, per errore, rimane incinta.
Alina lavora bene fin da subito e con un alto profitto, ma non cede mai, inizialmente, alle tentazioni dello Zio, il quale non le assicurerà un supporto completo per lei e la sua bambina e la puntualità della paga.
Questo, secondo me, fa riflettere molto su due cose:
la prima, ancora oggi, nel ventunesimo secolo, ci troviamo ad affrontare temi di schiavitù come la tratta, nonostante lungo il corso della storia abbiamo assistito a cose simili, talvolta peggiori, e alle loro conseguenze!
La seconda, come, ancora oggi, non si riesca a fare nulla per evitare questo. Nessuno interviene perchè, sopratutto in sicilia, la prima cosa che ti insegnano è ” fatti i fatti tuoi! “. C’ è anche da dire che molto spesso queste situazioni non vengono mai denunciate, il perchè, a mio parere, rimane ancora oggi un mistero. le istituzioni esistono e aiutano, le forze dell’ ordine pure. Perchè non denunciare?
Concluderei questa recensione con una breve analisi tecnica:
sceneggiatura perfetta anche se da una cattiva impressione inizialmente, le tre attrici camuffavano bene il loro essere italiane perchè erano molto brave nell’ utilizzare l’ accento rumeno e infine anche la capacità mimica dei tre attori principali era notevole.
Uno spettacolo che consiglio a tutti di andare a vedere e di rifletterci su non appena finito.

Valeria – 4 novembre 2015

“Seră biserică” (traddotto in rumeno: la Serra-chiesa) è il nome dello spettacolo rivolto ai ragazzi diretto dal palermitano Giacomo Guarneri, che mostra una realtà quotidiana che non tutti conoscono. È la storia di due donne rumene, Alina e Nicoletta, che riescono a trovare lavoro nel ragusano, nella serra di “Zio”. Alina,grande lavoratrice e con un carattere molto forte, fatica giorno e notte in cambio di pochi soldi, Nicoletta invece, debole e non molto brava nei campi, attira l’attenzione dello Zio al quale si concede in cambio di favoritismi. Alina si accorge di tutto questo, infatti all’inizio è un po’ turbata, ma in seguito capisce che è l’unica via di sopravvivenza e quindi anche lei si sottomette al volere dello Zio. La rappresentazione teatrale è intervallata da momenti musicali, che risultano troppo lunghi e quindi causano la distrazione dello spettatore, inoltre la scenografia, anche se molto semplice, rende perfettamente l’idea della “serra”, nella quale hanno luogo storie del genere, isolate da tutto e da tutti. Gli attori, non essendo dei professionisti, hanno saputo ben interpretare i loro ruoli, facendo vivere a chi assiste tutti i sentimenti e le sensazioni dei personaggi. È uno spettacolo che mira alla sensibilizzazione, che porta alla riflessione, che aiuta a non rimanere indifferenti di fronte a questi fenomeni che sembrano essere scomparsi, ma che sono ancora presenti nelle realtà che ci circondano. Consigliato sia ad un pubblico di giovani che di adulti, così che ognuno capisca che è importante sostenere e dare il proprio contributo alle associazioni contro la tratta degli esseri umani, in modo da contrastare il fenomeno e continuare a sperare che prima o poi sparirà.

Massimo – 4 novembre 2015

Giorno 17 ottobre 2015 numerosi studenti si sono recati al Teatro Jolly di Palermo per assistere allo spettacolo teatrale dal titolo “Seră Biserică” (La serra-chiesa),del palermitano Giacomo Guarneri,che affonda le mani in una problematica di scottante attualità fortemente legata al territorio ragusano:”lo sfruttamento delle donne rumene”. Una realtà di ricatti e ipocrisia, di intolleranza, maltrattamenti e compromessi che molti conoscono,dove tutti sanno e nessuno parla, ma che la coraggiosa denuncia di alcune di queste “donne” ha fatto emergere. La messinscena riassume la vicenda di due donne rumene, Alina e Nicoleta, fuggite dalla Romania a causa di una vita di miseria e venute in Italia in cerca di lavoro.Entrambe iniziano a lavorare per lo “Zio”,(il proprietario di un’azienda agricola a conduzione familiare nelle campagne),diventando braccianti di giorno e guardiane di notte. Lo zio non viene considerato soltanto come un “padrone”, ma è anche un uomo che esprime la sua brama, la sua “voglia d’amore”, ricattando e generando tensione, alla quale Alina e Nicoleta reagiscono in maniere indifferenti e inconciliabili, aggrappandosi alla sopravvivenza. Alina è una grande lavoratrice e molto abile nel suo lavoro,una donna dotata di una forte personalità,capace di affrontare ogni cosa pur di donare salute alla sua piccola figlia. Nicoleta invece è più giovane e bella di Alina ma meno abile nel lavoro. Lo zio,vedendo che Nicoleta mostrava numerose difficoltà a lavoro la richiama spesso, fino a convincerla a lasciarsi andare concedendosi a lui. Infatti,mentre Alina lavora duramente giorno e notte per poco denaro,al contrario Nicoleta riceve tanti regali in cambio del suo corpo.Successivamente anche Alina, in un periodo di debolezza, per ricevere gli arretrati che gli spettavano,si concede allo zio. Lo spettacolo si conclude con un momento di riflessione per Nicoleta, che comprende veramente la realtà di questo ambiente mentre Alina decide di ritornare con sua figlia nel suo paese d’origine.Uno spettacolo particolarmente toccante che racconta e riesce a farci comprendere attraverso questa storia la condizione di migliaia di donne che vengono sfruttate attraverso il lavoro.Gli attori sono stati particolarmente bravi nella recitazione riuscendo a immedesimarsi perfettamente nell’accento rumeno.Inoltre l’essenziale scenografia sagomata a serra, tenuta da liste di legno con in alto una croce e con finestrelle dalle quali l’uomo sorveglia e vigila sul lavoro e sulla vita delle donne, vibra coi netti e suggestivi tagli di luce e controluce che disegnano in chiaroscuro il misero habitat della deriva umana.Un altro aspetto che mi ha particolarmente colpito è stata la delicatezza nel modo in cui venivano rappresentate le scene sessuali.Consiglio vivamente sia ad un pubblico adulto che giovane la visione di questo spettacolo,anche per affrontare nel migliore dei modi la quotidianità in cui si trovano queste donne.

Alessandro C. – 5 novembre 2015

Diverse scuole si sono riunite al teatro Jolly di Palermo, nel quale ha avuto luogo lo spettacolo teatrale “Sera Biserica” (Traduzione dal rumeno: La serra chiesa) che è stato realizzato nell’ambito del progetto “Io non tratto” del CSS. “Io non tratto”è una campagna di sensibilizzazione contro la tratta degli esseri umani, infatti lo scopo di questo spettacolo è quello di fare riflettere sulla condizione delle donne rumene nelle campagne del ragusano, dove sono sfruttate e abusate da alcuni imprenditori agricoli locali.
Lo spettacolo tratta di due donne rumene ,Alina(che ha una bambina a cui deve provvedere) e Nicoleta ( fidanzata del fratello di Alina) , che sono fuggite dal proprio paese per cercare una vita migliore in Italia.
Le due donne, sono giunte a Ragusa tramite la presenza di un intermediario, Micaela ( anche lei rumena), la quale le affida come braccianti a un proprietario agricolo chiamato lo “Zio”.
Già da subito lo Zio si dimostra molto severo con le due donne, che vengono pagate pochissimo; così Nicoleta per garantirsi questo posto di lavoro e guadagnare di più, si concede sessualmente allo Zio ,mentre Alina inizialmente si rifiuta poichè è una lavoratrice onesta e ha un grande senso morale. Tuttavia Alina e la sua bambina vivono in condizioni misere e senza quasi un soldo; così un giorno quella stessa donna che prima con i suoi alti ideali aveva rifiutato di andare a letto con il capo in cambio di qualche favore , ora si vede costretta a concedersi, poichè solo in questo modo potrà garantire la sua sopravvivenza e quella di sua figlia. Alla fine Alina dopo aver preso l’ ultimo stipendio dallo Zio, decide che è meglio per lei e sua figlia ritornare in Romania.
Da questo spettacolo si evince come le tematiche siano forti e reali , perchè trattano su quello che accade ancora oggi e sul nostro suolo territoriale.
Parlando dello spettacolo in generale, la scenografia è piuttosto semplice , anche se da l’ idea in quale ambiente lavorino queste povere donne che vengono sfruttate; nel complesso la recitazione è abbastanza buona , anche se gli attori non sono professionisti.
Concludendo consiglio vivamente a tutti di guardare questo spettacolo, che vi farà aprire gli occhi su una realtà che purtroppo esiste ancora oggi : la tratta e lo sfruttamento delle persone.

Ionut – 5 novembre 2015

Nel giorno 17 ottobre 2015 al teatro Jolly di Palermo, situato nei pressi della Stazione Notarbartolo é andato in onda Serâ Bisericâ, uno spettacolo teatrale idealizzato e diretto da Giacomo Guarneri. Lo spettacolo ha coinvolto tante scuole tra cui il liceo scientifico Albert Einstein. Questo spettacolo riguardava “la tratta”, fenomeno molto diffuso nelle campagne siciliane e che ogni anno fa centinaia di vittime tra cui la maggior parte donne. Donne alle quali vengono tolti i propri diritti rendendole strumenti per lavoro soggette a sfruttamento fisico e psicologico sotto il comando di un “protettore”. Spesso prima del viaggio queste persone immaginano l’oltre confine del proprio paese come una possibilità di cambiare il proprio stato economico e sociale, visione utopica di un sogno che nella maggior parte dei casi si tramuta in una vera e propria sofferenza. La storia narra di due donne rumene, Alina e Nicoletta, migrate dal paese d’origine (Timisoara-Romania) tramite un intermediario Mihaela al servizio di uno “zio” in cerca di fortuna. Alina, figura molto ben interpretata dall’attrice apparte pochi errori fonetici della lingua rumena, rappresenta una figura lavorativa molto determinata e forte che svolge la funzione di guardiana di sera e bracciante di giorno. Nicoletta, non tanto lavorativa e fedele al marito, fidanzata del fratello di Alina. Questa mancanza di bravura al lavoro in Nicoletta viene compensata con rapporti sessuali verso il padrone (Zio). Alina pur essendo una figura molto forte e fedele si concede anch’essa al padrone per colpa di dei soldi arretrati, costatando che l’unica opportunità di ricevere il compenso della proprio fatica durante le ore lavorative era quella di sfruttare il proprio corpo. L’incubo di Alina finisce con il ritiro in patria dopo aver ricevuto gli arretrati. Il tema dell’interpretazione presenta un carattere molto forte, descrive attraverso una semplice scenografia formata da teli trasparenti la vita delle persone sfruttate nelle sere siciliane. Enormi coperture visibili che coprono i territori siciliani. L’opera teatrale di Giacomo Guarneri é focalizzata su personaggi la cui madrepatria é la Romania, paese del quale i media espongono solo fatti di cronaca nera, truffa e sfruttamento sessuale, dando così un’idea negativa seppur in piccola parte vera, di un paese che nella realtà ha piú lati positivi che negativi . Questa precisazione é inadatta all’opera perché il fenomeno descritto non coinvolge solo la Romania ma moltissimi paesi dell’Ovest ed est Europa.

Alessia – 5 novembre 2015

Il CISS e il coordinamento antitratta, in occasione della giornata europea della tratta di esseri umani, hanno invitato le scuole alla rappresentazione di Giacomo Guarneri “Sera Biserica”. La rappresentazione racconta la condizione delle donne lavoratrici nel contesto cittadino siciliano. La protagonista è Alina, una donna romena che, per scappare dalla povertà, chiede aiuto all’amica Miahela, che vive in Italia. Miahela le trova un lavoro nelle serre dello “Zio”, ambiguo personaggio, che sfrutta il lavoro delle donne nelle sue serre. Nonostante Alina mettesse molto impegno nel suo lavoro viene sottopagata e costretta a vivere, insieme alla figlia che ha portato con lei, in condizioni precarie e poco igieniche. Anche Nicoletta,fidanzata del fratello di Alina, lavora con Alina e, in cambio di più soldi e migliori condizioni, accetta di concedersi sessualmente allo zio. Lo sconcerto di Alina aumenta quando si rende conto che il fratello è a conoscenza di tutto ciò e lo approva. Lo zio pone le sue attenzioni anche su Alina che però si rifiuta fino a quando non è costretta a cedere per rimborsare allo zio le spese servite per curare la figlia. A questo punto Alina decide di tornare a casa, preferendo gli affetti ad una vita squallida e miserevole.
La rappresentazione è stata cruda, attuale ed efficace raccontando in modo realistico ciò che purtroppo giornalmente accade in molti luoghi di lavoro. Ritengo inaccettabile che una donna possa essere vittima di sfruttamento, anche sessuale, per sopravvivere, rinunciando così alla propria dignità. Trovo anche ignobile che un uomo possa approfittarsi di una donna, in condizione di bisogno. Storie come queste sono importanti perché i aprono gli occhi su realtà che spesso trascuriamo.
Gli attori sono stati molto bravi nella recitazione, soprattutto nel trasmettere emozioni. La scenografia essenziale ma appropriata al tipo di rappresentazione e al messaggio che si voleva trasmettere.
Complessivamente un giudizio positivo, e consiglierei la visione di questo spettacolo soprattutto a tutte quelle persone che non considerano queste storie reali. L’indifferenza è il peggior nemico del cambiamento.

Matteo R. – 5 novembre 2015

Sera Biserica è un’opera teatrale ideata da Giacomo Guarneri, che tratta dello sfruttamento, a scopo lavorativo e spesso anche sessuale, di donne provenienti da paesi più poveri (in questo caso la Romania). Il titolo dell’opera in romeno vuol dire “serra chiesa” e si riferisce alla forma delle serre dove lavorano le donne sfruttate dello spettacolo.
Le protagoniste dell’opera sono Alina e Nicoletta, due donne romene che lasciano la propria terra in cerca di fortuna in Italia. Tuttavia finiscono per lavorare come braccianti nelle serre del ragusano per un uomo che si fa chiamare “Zio”. Alina è una donna molto forte, alimentata dal desiderio di dare a sua figlia un futuro migliore, mentre Nicoletta è molto più debole e anche meno capace di Alina come bracciante. Per questo si concede sessualmente a “Zio” per evitare di essere licenziata, perdendo così l’unica possibilità di lavoro in Italia, e anche per ottenere dei soldi extra.
Un giorno la figlia di Alina ha un malore e viene portata in ospedale da “Zio”, in questo modo però Alina entra in debito col suo protettore, ed è costretta anche lei a concedersi a “Zio”. Alla fine capisce che ne per lei, ne per sua figlia c’è futuro in Italia, così decide di tornare in Romania.
La sceneggiatura è molto semplice ma allo stesso tempo simbolica, che richiamo il titolo dell’opera e le numerose serre presenti nelle campagne del ragusano, inoltre sono degni di nota gli effetti di luce che fanno intuire ciò che succede dietro le serre. La recitazione è buona, anche se il tipico accento rumeno viene leggermente stereotipato.
Sera Biserica e uno spettacolo che tutti dovrebbero vedere, in modo da sensibilizzare più persone possibili sul fenomeno della “tratta” e dello schiavismo, che viene ancora oggi praticato in tutto il mondo, anche in un paese “civilizzato” come il nostro.

Alessandro B. – 5 novembre 2015

“Sera Biserica” è uno spettacolo teatrale organizzato dal CISS,ideato da Giacomo Guarneri e vede come protagonisti:Chiara Muscato, Marcella Vaccarino, Fabrizio Ferracane, Simona Malato. Zio possiede un’azienda agricola che produce pomodori,nel Ragusano,qui lavorano due donne: Alina e Nicoleta. L’una si dimostra da subito capace a lavorare e non cede mai alle “occhiatine” del principale,l’altra invece non è abile nel lavoro e si fa spesso rimproverare dallo Zio. Si viene a creare un clima di sopravvivenza in cui per andare avanti Nicoleta dovrà concedere il proprio corpo più volte al suo capo,mentre Alina si ribellerà ai continui abusi. Finchè anche Alina è costretta a cedere e compiere un rapporto sessuale con lo Zio a causa di alcuni arretrati di pagamento,successivamente alla consegna della paga Alina e la figlia (che ha portato con se) torneranno in Romania. Ritengo lo spettacolo sufficientemente buono:La scenografia è scarna,credo sia così per far rendere meglio l’idea del luogo in cui è ambientato lo spettacolo e sono stato positivamente colpito dalla recitazione degli attori. Purtroppo nonostante i lati positivi vi sono anche delle pecche: Credo che avrebbero potuto sviluppare meglio la storia,tagliare alcune scene inutili o ripetitive,inoltre le scene in cui vi erano rappresentati gli atti sessuali avrebbero dovuto essere un pò più esplicite per far comprendere allo spettatore meglio la situazione e suscitare in lui più sentimenti. Ad ogni modo ritengo lo spettacolo sufficientemente godibile,esso è visionabile da ogni fascia d’età e lo consiglio maggiormente a chi sta davvero a cuore questa tematica.

Dario – 6 novembre 2015

“Sera Biserica” è il titolo di una rappresentazione teatrale ideata da Giacomo Guarnieri e prodotta da Sara Briganti de La Pecora Nera e co-prodotta da CISS. L’opera ha come tema principale lo sfruttamento di manodopera nelle coltivazioni del ragusano. Lo spettacolo narra la storia di Alina, una donna romena venuta in Italia con la figlia in cerca di lavoro. Ella viene portata sotto le dipendenze di Zio, il padrone del podere, e si mostra subito violento con la donna, che spesso definisce “troppo intelligente”; poco tempo dopo l’arrivo di Alina, un’altra romena entra nelle dipendenze dell’uomo: Nicoletta. La nuova arrivata ha un atteggiamento diverso con Zio; infatti la donna da il proprio corpo al suo capo molte volte per ottenerne dei benefici (come una paga migliore, orari di lavoro meno gravosi) e ciò incute rabbia a Alina. Alla fine dello spettacolo gli ideali di Alina si stravolgono: sua figlia beve dell’acqua contaminata e si avvelena, Zio la porta all’ospedale e, dopo che la bambina viene salvata e i tre tornano al podere, chiede i soldi ad Alina. Lei risponde che non li ha, ma pur di evitare ritorsioni da Zio, concede il proprio corpo all’uomo. Lo spettacolo termina con La decisione di Alina che vuole tornare nella sua terra d’origine.
Un aspetto interessante dello spettacolo è la scenografia: essa si basa solo su alcuni separé rivestiti di film plastico per serre (tradotto, il nome dello spettacolo significa serra-chiesa), un film opaco che “protegge da occhi indiscreti” le attività che svolgono al suo interno. Non ho trovato grosse pecce nella rappresentazione; però, sarebbe stato più efficace, secondo la mia opinione, un cast un po’ più ricco, in tutto lo spettacolo sono presenti solo tre attori e un quarto personaggio che è il fratello di Alina e marito di Nicoleta, per mantenere le scene più attive, scene più esplicite e qualche dettaglio in più nella scenografia (in quanto si possono trovare difficoltà nel capire dove si svolge la scena).
In conclusione, consiglio la visione dello spettacolo poiché è un’ottima testimonianza e denuncia su ciò che ci è oscuro e irreale, ma accade sotto i nostri occhi.