Il 21 febbraio 2016 le autorità israeliane hanno confiscato un caravan che era stato donato alla scuola della comunità di Abu Nuwar attraverso un progetto finanziato dal governo francese. Da un colloquio con la direttrice della scuola e il mukhtar[1] della comunità, realizzato da operatori del CISS e di Bisan,[2] è emerso che la confisca è avvenuta senza preavviso. Verso mezzanotte almeno cento persone tra membri della polizia israeliana, dell’esercito e membri dell’amministrazione responsabile del lavoro sul campo si sono presentate davanti alla scuola con 3 camion, 30 macchine e una ruspa, hanno chiuso tutta la zona impedendo alla gente di avvicinarsi alla scuola. Nell’arco di circa due ore hanno smontato il caravan senza rompere nessun pezzo e hanno sequestrato anche 30 sedie e 15 banchi. Il mukhtar sostiene che nell’arco di un mese i pezzi del caravan verranno venduti all’asta. Il caravan era composto da 6 aule e 3 stanze mediche ed era stato montato tra il 19 e il 20 febbraio 2016, solo un giorno prima della rimozione. Né la comunità né la scuola avevano ricevuto notifica di demolizione ma dopo la rimozione stessa le autorità israeliane hanno lasciato un foglio che ne comunicava la rimozione.

Da un colloquio tra la psicologa di Bisan e gli studenti della scuola è emerso che i bambini non hanno assistito alla rimozione del caravan ma il giorno dopo hanno visto che non c’era più e hanno sentito gli adulti parlare dell’accaduto. Come forma di protesta, il giorno dopo, le lezioni sono state svolte all’aperto anche sotto la pioggia. I bambini non parlano molto dell’accaduto, forse anche perché non erano presenti durante la rimozione del caravan, ma manifestano di essere tristi e di avere paura dell’esercito israeliano. Alcuni studenti rifiutano l’idea di costruire un nuovo caravan perché temono che questo comporterebbe il ritorno dell’esercito; altri ritengono che ogni volta che qualcosa viene demolito debba essere ricostruito. I bambini sembrano provare diverse emozioni ma non essere in grado di esprimerle.

In seguito alla rimozione, il 24 febbraio il Ministero dell’Educazione di Ramallah ha montato 2 tende per la scuola ma il 27 febbraio anche queste sono state rimosse. Tutta la zona è stata chiusa il 28 febbraio mettendo per strada delle pietre grandi che ne impedivano il passaggio. Le strade sono state riaperte il giorno dopo.

La direttrice ha riferito che tutta la scuola è a rischio demolizione e questa potrebbe avvenire in qualsiasi momento.

In data 3 marzo 2016 il caso viene presentato alla corte con il supporto del consolato francese. Il caso potrebbe anche essere prensentato alla corte di giustizia internazionale. Il Colonization and Wall Resistence Commission[3] si sta facendo carico delle spese dell’avvocato e NRC[4] sta dando il suo supporto legale.

Presso la scuola di Abu Nuwar, il CISS – Cooperazione Internazionale Sud Sud, in collaborazione con Bisan Center for Research and Development, nell’ambito del progetto EDU-PA-RE. Potenziamento e messa in rete dei servizi educativi e di supporto psicosociale rivolti a minori e donne nelle aree marginali della Cisgiordania, Striscia di Gaza e di Gerusalemme Est, sta realizzando attività di formazione e che mirano a sviluppare le competenze di insegnanti e famiglie e laboratori ricreativi per i bambini che frequentano la scuola.

La comunità di Abu Nuwar si trova vicino alla colonia Ma’ale Adumim[5] e non è nuova a confische e demolizioni e continua ad essere sotto minaccia a causa del cosiddetto piano israeliano E1, il piano che intende collegare questa colonia ad altre della West Bank.

La comunità è composta da più di 113 famiglie per un totale di circa 600 abitanti. Presso la comunità beduina di Abu Nuwar, già il 6 gennaio 2016 erano state demolite cinque strutture residenziali, lasciando circa 25 persone senza casa, di cui 17 bambini. In seguito a questa demolizione, agenzie di aiuti umanitari hanno donato alla comunità altre 10 strutture, anche queste demolite nell’arco di pochi giorni.[6] Il mukhtar della comunità riferisce che dal 2005, 250 tra case e strutture per animali hanno ricevuto notifica di demolizione, sebbene fino ad ora non fossero mai state eseguite.

L’intenzione sembra essere quella di dislocare tutta la comunità beduina di Abu Nuwar presso una “residenza permanente”.[7]

Il 19 gennaio 2016, in seguito alla visita di rappresentanti di diversi paesi dell’UE più quelli di Stati Uniti e Svizzera presso la comunità di Abu Nuwar, il Coordinatore delle attività umanitarie e di sviluppo delle UN nei Territori palestinesi, Robert Piper, e il direttore di UNRWA[8] Operations West Bank, Felipe Sanchez, hanno lanciato un appello richiamando ad una fine immediata dei piani israeliani di trasferimento delle comunità beduine che vivono nel territorio palestinese e nell’area di Gerusalemme.

Dopo la firma degli accordi di Oslo nel 1994 tra Israele e OLP, la West Bank è stata divisa in tre principali aree (A, B e C). Le aree A e B costituiscono approssimativamente il 36% di tutta la WB. L’Area C è sotto controllo di sicurezza e amministrativo israeliano. Quest’area forma circa il 64% della WB ed è abitata da circa 150.000 persone (vale a dire il 5.8% della popolazione della WB).

In Area C è necessario chiedere alle autorità israeliane i permessi per costruire qualsiasi edificio ma nella quasi totalità dei casi vengono negati, di conseguenza la gente si trova costretta a costruire abitazioni e scuole senza il permesso, con la consapevolezza del rischio di confische e demolizioni.

Secondo i dati riportati da OCHA[9], dall’inizio del 2016 almeno 283 case e altre strutture sono state demolite dalle forze israeliane in West Bank, specialmente in Area C, a danno di comunità beduine, provocando lo sfollamento di più di 400 palestinesi, molti dei quali sono bambini.[10] Il numero di strutture demolite e di persone dislocate dall’inizio del 2016 è uguale a più della metà di demolizioni e dislocazioni effettuate durante tutto l’arco del 2015.[11] La maggior parte di queste strutture erano state donate da aiuti umanitari o paesi europei.[12]

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La scuola Abu Nuwar (cortile, un’aula a destra e la presidenza a sinistra).

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La colonia Ma’ale Adumim vista dalla scuola Abu Nuwar.

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A sinistra parte della vecchia struttura scolastica e a destra la zona in cui era stato posizionato il caravan rimosso il 21 febbraio 2016.

 

[1]  Mukhtar è il termine che si usa per denominare il capo della comunità beduina.

[2] Bisan Center for Research and Development è un centro di studi e ricerche con sede a Ramallah, partner del CISS nell’ambito del progetto.

[3] Colonization and Wall Resistence Commission è un’associazione legata all’Autorità Nazionale Palestinese che fornisce supporto legale ai detenuti, appoggio alla resistenza popolare e svolge attività di advocacy contro il muro di separazione.

[4] NRC – Norvegian Refugee Council è una ONG norvegese che promuove e protegge i diritti delle persone vittime di trasferimenti forzati, sia rifugiati che sfollati interni.

[5] Una colonia è un insediamento di coloni israeliani nel territorio palestinese ed è considerata illegale seondo il diritto internazionale.

[6]http://english.pnn.ps/2016/01/09/israeli-demolitions-make-25-homeless-in-bedouin-community-of-abu-nuwar/ http://www.btselem.org/planning_and_building/20160216_new_demolition_wave

[7] http://www.btselem.org/planning_and_building/20160216_new_demolition_wave

[8] UNRWA – United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees è un’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dei profughi palestinesi.

[9] OCHA (United Nations Office for the Coordination of Humanitarian Affairs) è un’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di questioni umanitarie.

[10]OCHA Flash Update, Palestinian Bedouin community almost totally demolished, 16 February 2016http://www.ochaopt.org/documents/ocha%20flash%20update_fu_ein_rashash.pdf

[11] OCHA, Protection of Civilians, Weekly Report, Reporting period: 9 – 15 February 2016

http://www.ochaopt.org/poc9february-15february-2016.aspx

[12]OCHA Flash Update, Palestinian Bedouin community almost totally demolished, 16 February 2016http://www.ochaopt.org/documents/ocha%20flash%20update_fu_ein_rashash.pdf